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domenica 29 novembre 2009

POLICORO - Un memorandum per Ierone


di CARMINE VETERE*


Ci spiace continuare la polemica ma poichè chi dovrebbe tacere e lavorare si duole degli attacchi dell’opposizione e si picca dei risultati conseguiti è giusto replicare ai titoloni dedicatigli. L’assessore IERONE si vanta della demolizione di eco mostri pari addirittura a punta Perotti e trascura di riferire:

1) che alcuni di quei cattivi amministratori che li hanno determinati amministrano con lui;
2) che la demolizione è atto dovuto dopo circa venti anni e al termine di un procedimento penale, civile e fallimentare che ha visto interessato quell’abuso; 3) che l’attuale proprietà, di propria iniziativa ha proposto la variante al P.P.E. Lido al Sindaco Serafino Di Sanza che la fece propria e la propose alla regione, adottata dal commissario prefettizio ben due anni fa e solo oggi “piccata” dal neo assessore all’urbanistica Ierone.
L’assessore ci fa poi sapere attraverso la stampa che avrebbe praticamente già definito il Piano d’ambito della zona lido (presumiamo) con la esclusione del sola zona dell’ex zuccherificio e lo avrebbe fatto all’insaputa sia degli altri amministratori, che dei tecnici incaricati, che dell’opposizione. Non sappiamo se ha avuto il tempo per chiamare i cittadini a condividere le scelte urbanistiche, vista la mancata istituzione di apposito sportello e determinare, sempre in solitudine, il meglio per quella zona.
Per il contratto di quartiere, poi, del quale si vanta di aver aggiudicato alcuni lavori, chieda al segretario comunale, visto che non lo riferisce nell’articolo, che fine hanno fatto quelle aggiudicazioni atteso che tali opere non sono mai state consegnate. Se ha difficoltà ha sapere di che si tratta gli ricordiamo che sono 1) dodici alloggi per giovani coppie e utenze speciali, 2) parco urbano,
3) prolungamento via siris 1° lotto,
4) piste ciclo pedonali e 5) verde di quartiere ( già iniziato sulla carta da quasi due anni ma di cui non si vede traccia).

Risponda ancora sul contratto di quartiere:

1) come mai non sono stati dati gli incarichi per la figura del responsabile del contratto? (necessaria al resoconto delle opere al ministero e alla Regione).
2) Come mai non si da seguito alle iniziative con le quali si sono impegnati i privati? ( Bando campo sportivo; lotti scuole private ect.).
Conosce il perché non vengono consegnate le aree all’ATER di Matera per poter iniziare i suoi lavori?
Quella Regione improduttiva, come gli è stato ricordato in consiglio il 26 u.s., sul contratto di quartiere ha stanziato ulteriori fondi a disposizione del Comune di Policoro per circa un milione di euro (D.G.R. del 19/11/09 n.2013), sarà così improduttivo il nostro Ierone nel metterli a frutto?
Auguriamoci che le qualità amministrative solo annunciate da Ierone e da altri, sappiano raccogliere una sfida storica- ridisegnare l’ingresso della nostra città- iniziata dal Sindaco Antonio DI SANZA con contratto di quartiere uno, e speriamo continuata con successo dagli attuali amministratori che dovranno dimostrare di sapere spendere i 55 Milioni di euro che il contratto di quartiere mette loro a disposizione.
Domanda: si può riprendere solo con questo l’occupazione e ridare lavoro alle imprese? Noi crediamo di si.
Non si arrabbi troppo con l’opposizione, il coraggioso e volenteroso assessore, cui comunque bisogna dare atto del grande lavoro svolto ( lasciato solo dal Sindaco e dal suo Vice), sappia, invece raccogliere in maniera positiva le proposizione che gli vengono rivolte e tenga più in conto le capacità e l’esperienza dell’ufficio tecnico.
Se lo avesse fatto per via salerno si sarebbe risparmiato una brutta figura.


Consigliere comunale del Partito democratico al Comune di Policoro

venerdì 27 novembre 2009

POLICORO - Leone: "Di Sanza non legge le carte e lancia accuse"


Dura replica del vice sindaco Rocco Leone


POLICORO - Ormai è uno scontro a due. Stavolta è Rocco Leone, vice sindaco di Policoro, nonché segretario cittadino del Pdl, ad attaccare il consigliere regionale e comunale del Pd, Antonio Di Sanza. L'esponente del centrodestra replica a modo suo agli attacchi giunti due giorni fa dall'avversario. “Parliamo della trasparenza - ha esordito - quando ho fatto il bando dell'asilo nido ho fatto un bando che dava il 55% del punteggio al progetto ed il 45% all'offerta economica. Si sono presentati due consorzi ed una cooperativa che gestisce asili nido a Potenza. I due consorzi erano “La città essenziale ed “Orus”. Quest'ultimo si è auto escluso perché non ha presentato l'offerta economica. Mi dispiace che il consigliere Di Sanza non si vada a leggere le carte. Ma non è trasparente secondo lui. Ma noi già siamo passati al vaglio della magistratura amministrativa e anche qui Di Sanza dovrebbe andare a leggere le carte perché il Tar oltre a non accogliere la sospensiva è anche entrato nel merito. Inoltre il vincitore del bando si chiama “Città essenziale” il cui presidente è un certo Pino Bruno, che non ha nessuna parentela con funzionari comunali. Perché anche qui il consigliere avvocato Di Sanza dovrebbe sapere la differenza che c'è tra consorzio e cooperativa, perché ripeto, il bando lo ha vinto il consorzio”. Poi le scuole. “Abbiamo ereditato scuole di cui alcune risalgono alla Riforma, Di Sanza sa bene che esse non si rifanno soltanto con fondi comunali, servono fondi, nazionali, regionali e provinciali. Dov'era quando l'estate scorsa la giunta regionale ha deliberato sette milioni di euro di spesa per l'edilizia scolastica spalmati in tre comuni amministrati dal centrosinistra? Dov'era se avesse avuto amore per la propria città avrebbe fatto in modo che un po' di quei soldi ricadessero anche su Policoro”. Poi la questione scuolabus. “Di Sanza - ha continuato - se è convinto che gli autobus non sono a norma, deve avere il coraggio di denunciare l'ingegnere che li ha collaudati e no dice il falso e si merita una querela”. Poi i servizi sociali. “Con la mia presenza - ha spiegato orgoglioso - abbiamo ristrutturato il servizio socio-assistenziale. In termini pratici, ad esempio, i contributi per gli affitti li abbiamo pagati a maggio anziché a novembre. Abbiamo soccorso 130 famiglie. Se Di Sanza vuole risposte precise può fare le interrogazioni in consiglio comunale, arma che non usa, perché per lui la politica è quella di marciapiede”. Poi il turismo. “Che fine ha fatto il Piano dei lidi fermo alla Regione, ha mai speso una parola Di Sanza? Queste sono le risposte da dare alla città.” Poi l'infopoint turistico. “E' una gestione volontaristica”. Infine la questione Marinagri. “Di Sanza - ha concluso - è stato attaccato dal Pdl, sul ritiro della mozione in Consiglio regionale, perché non è un uomo libero, in quanto su quella questione c'era il veto di Idv. Voglio comunque concludere sdrammatizzando con una battuta. “Sono un grande appassionato dell'arte venatoria e della cinofilia. Ho cani di grandissima genealogia e non so se i miei cani da ferma sarebbero riusciti a fermare un selvatico così difficile come Antonio Di Sanza visto che sa saltare così bene”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 26 novembre 2009

SCANZANO JONICO - Senza acqua potabile stabilimento chiuso dai carabinieri del Nas


Si confezionavano panettoni


SCANZANO JONICO - Per carenze igienico sanitarie, in quanto sprovvisto di acqua potabile, è stato chiuso martedì scorso dai Nas uno stabilimento dedito al confezionamento di panettoni. L'operazione rientra nell'ambito di specifici servizi nel comparto della vendita di prodotti natalizi. Durante l'attività è stata inoltre riscontrata una carenza strutturale per via di un abusivismo edilizio riguardo una parte della struttura che già il Comune di Scanzano aveva censurato ordinandone l'abbattimento. Provvedimento al quale la ditta in questione non ha inteso ottemperare. L'opificio è tuttavia ancora sottoposto a sequestro fino a quando non saranno ripristinate le condizioni igienico sanitarie da parte dell'Autorità sanitaria nella persona del dirigente medico del Siab, dottor Pasquale Calbi e del suo laborioso staff. All'interno della struttura erano custodite circa 30.000 confezione natalizie di panettoni. Il valore complessivo dello stabilimento (ubicato nella zona artigianale di Scanzano, in particolare nella ex sede della Flap Fruit) e della merce ammonta a 2.500.000 di euro. I carabinieri del Nas di Potenza continueranno ad effettuare verifiche, a tutela della salute pubblica, in alcune attività commerciali in provincia di Matera.

Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 25 novembre 2009

POLICORO - «Inciuci e poca trasparenza»



Attacco frontale del consigliere, Antonio Di Sanza (Pd), al vice sindaco Rocco Leone
(Pdl. «Parente di un assessore all’Infopoint turistico, scuolabus e aule fatiscenti»


Il consigliere comunale del PD, avv. Antonio Di Sanza, interviene in seguito alle dichiarazioni fatte dal Vice Sindaco di Policoro in occasione dell’incontro programmatico del PDL tenutosi nella stessa cittadina e precisa:

"Non c’è dubbio. E’ un’Amministrazione che dà i numeri. Oltre al sindaco, si è aggiunto oggi anche il vice sindaco, Rocco Leone, a diffondere notizie di cose fatte, lavori iniziati, e di trasparenza amministrativa che evidentemente riguardano un altro Comune, non certo Policoro.
La prima cosa che salta agli occhi (tranne che il giornalista non l’abbia riportato) è che il vice sindaco prova a difendere l’Amministrazione parlando di tutto tranne che del suo assessorato, eppure ci sarebbe tanto da dire sulla politiche sociali del Comune di Policoro.
Ci spieghi il Vice Sindaco con quale trasparenza ed etica politica ha gestito la vicenda dell’appalto dell’asilo nido se uno dei membri della Commissione è parente di uno degli amministratori della Cooperativa che si è aggiudicata i lavori, o ancora il vice sindaco ci spieghi come mai all’Info Point Turistico allocato nei Casalini lavora la cognata di un assessore (e non ci venga a dire che la competenza non è comunale), e stendiamo un velo pietoso sulle condizioni delle scuole e dei mezzi di trasporto per gli alunni. Scuolabus che, come già denunciato in Consiglio comunale, inutilmente, consumano più di olio che di gasolio e le condizioni generali di almeno il 70 % di quei mezzi meriterebbe la rottamazione piuttosto che la circolazione. In Italia, però, siamo abituati ad intervenire dopo che si sono verificati incidenti e mai prima. Auguriamoci che ciò non accada visto che tra l’altro parliamo di bambini trasportati ai quali andrebbe garantito un obbligo scolastico meno disastrato di quello che il Vice Sindaco si impegna ad offrire giornalmente a questi alunni. Questa è la trasparenza di cui vorremmo sentir parlare, invece, fuggendo dai veri problemi dell’Amministrazione, il Vice Sindaco attribuisce tutto il significato della parola “trasparenza amministrativa” probabilmente alla pubblicazione dei numeri di telefono del Sindaco in un sito del Comune auto promozionale in cui compaiono, come nel “ventennio”, le gesta dell’impavido primo cittadino. Analizzando i dati in maniera “TRASPARENTE”, questa Amministrazione tutto può essere meno che “TRASPARENTE”. Basti per tutti citare qual è il rapporto che si intrattiene con l’opposizione e quale scarsa considerazione hanno i cittadini per il vice sindaco (vedi caso del disabile Lombardo).
Quanto poi ai lavori pubblici dica, il vice sindaco, che fine hanno fatto quei bandi sui contratti di quartiere e le relative aggiudicazioni, da quanto tempo sono ferme e del perché non si risolve il problema (già precedentemente istruito) relativo alla sottoscrizione dell’accordo con i possessori dei suoli posti di fronte al Campo sportivo che di fatto potrebbe dare avvio ai lavori e seguito ai bandi aggiudicati. A memoria, a meno di non citare un’altra brutta figura di lavoro pubblico, non ricordiamo altro se non due rondò di cui uno con pozzo e secchio annesso, la delimitazione per quartieri e tanta, tanta segnaletica verticale ed orizzontale (chi sa perché) fatta su strade vecchie e su asfalto usurato.
Oggi, leggiamo che su una voce qualificante per l’economia locale, quella dell’industria del turismo, un’indagine di Adiconsum ha posto Policoro tra le località con il punteggio medio più basso (5,7) della Regione, in tema di professionalità, servizi adeguati ed efficienti e sinergie pubblico-private. Questo dovrebbe far riflettere su quanto poco il Vice Sindaco fa su questo argomento e come sono stati inutilmente spesi i tanti soldi per il glorioso Cinquantenario di Policoro. Spero davvero che non si segua questo esempio amministrativo in giro per la Regione, come dice lo stesso Leone, perché sarebbe un cattivo, cattivissimo esempio di buona amministrazione.”

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Da sinistra, Antonio Di Sanza e Rocco Leone

martedì 24 novembre 2009

POLICORO - "Il sindaco pensa solo a Marinagri"


Il capogruppo del Pd, Marrese, invita Lopatriello a lavorare di più per la città. "Tutti abbiamo sostenuto l'investimento, ma ci sono altri problemi urgenti"


POLICORO -
“Invito il sindaco nell'interesse della comunità policorese a non personalizzare la vicenda ed a non totalizzare il suo impegno solo nei confronti di Marinagri”. Lo ha detto al Quotidiano il capogruppo consiliare del Partito democratico, Gianluca Marrese. “La vicenda “Marinagri” - ha spiegato l'esponente della minoranza - dopo l'ulteriore rinvio all'11 dicembre per le motivazioni già note a tutti, sembra ormai in dirittura di arrivo. Il Pd, pur nel rispetto delle diverse posizioni assunte, ha sempre avuto una posizione chiara sulla vicenda: in particolare ha sempre rimarcato l'importanza e l'imprescindibilità dell'investimento per il nostro territorio, senza strumentalizzazioni di sorta. A tal proposito ritengo inopportuno alimentare oggi uno scontro politico, che per gli inevitabili riverberi sociali può solo complicare e danneggiare chi aspetta da circa due anni la chiusura positiva di questa vicenda giudiziaria. Per queste ragioni invito le parti in contesa a misurare i toni ed a guardare esclusivamente l'interesse della nostra comunità, che attende fiduciosa la chiusura in termini positivi del procedimento da parte della magistratura”. Poi la difesa ad Antonio Di Sanza: “In qualità di capogruppo - ha continuato Marrese - ritengo doveroso intervenire a censurare la strumentalizzazione assolutamente fuori luogo del circolo locale del Pdl, che ha alimentato una sterile polemica nei confronti del consigliere Antonio Di Sanza, il quale ha sempre sostenuto, come tutto il Pd, con atti concreti il progetto Marinagri”. Poi attacchi e stilettate al sindaco Nicola Lopatriello. “Di altre questioni aperte nella nostra città che aspettano ormai da troppo tempo risposte e soluzioni che non possono più rinviarsi - ha ammonito - ce ne sono in quantità e che attengono alle questioni che abbiamo come gruppo sempre sollevato ed in questi giorni in parte richiamate dal consigliere Di Sanza. Inoltre, consiglierei al sindaco di non spacciare come proprie, iniziative imprenditoriali e prospettive di investimento sul nostro territorio (Pfanner), ma soprattutto di non alimentare con dichiarazioni populiste e demagogiche aspettative di lavoro, che per concretizzarsi richiedono tempo e soprattutto un atteggiamento serio e responsabile di tutti i livelli di governo. È generale lo scontento tra cittadini e operatori - ha tenuto ad evidenziare Marrese - per la situazione di stallo in cui versa il Comune di Policoro, e con ciò non mi riferisco soltanto alle questioni edilizie pure importanti, ma alle aspettative complessive della nostra comunità che riguardano i temi che interessano direttamente i cittadini, avendo questa Amministrazione provocato uno scollamento tra la vita amministrativa e i problemi della città (appalto asilo nido, nettezza urbana, contributi ad associazioni, questioni sociali, cantieri aperti, strade rotte, urbanizzazioni incomplete, marciapiedi impraticabili, ecc.). Manca allo stato delle cose, infatti, un progetto di sviluppo e una visione completa del futuro della città in tutte le sue articolazioni. A distanza di poco più di un anno e mezzo è prevalente tra i cittadini il giudizio critico sull'operato di questa amministrazione, che riflette al suo interno, oltre ad una conflittualità latente tra le diverse parti, una sostanziale incapacità amministrativa, che ha prodotto molti slogan e manifesti e pochi fatti. A fronte di ciò - ha concluso il capogruppo del Pd - si rafforza il nostro impegno per garantire un'azione politica finalizzata non soltanto ad un'opposizione, ma a creare una seria alternativa di governo per la nostra città”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

lunedì 23 novembre 2009

SCANZNO JONICO - Regione Libera dal silenzio



Poca affluenza: "Così siamo noi a legittimare il malaffare in questa terra". L'associazione contro le mafie attiverà un numero verde per le denunce anonime



SCANZANO JONICO – Libera, l’associazione contro tutte le mafie, aprirà presto, entro fine anno, una sede a Scanzano Jonico, epicentro di diversi eventi malavitosi. La novità è stata annunciata ieri nella cittadina jonica nel corso dell’assemblea regionale dell’associazione presieduta da don Marcello Cozzi. Contemporaneamente verrà istituito un numero verde, dove anonimamente potranno essere denunciati atti estorsivi o intimidazioni varie subiti dagli imprenditori del territorio che fino ad oggi non hanno preferito esporsi per denunciare eventuali taglieggiamenti. L’assemblea si è tenuta all’interno della sala consiliare del Municipio che, ad onor del vero era poco affollata e contava poca partecipazione della popolazione locale. Di gente di Scanzano ce n’era veramente poca. Don Marcello Cozzi nella sua puntuale ed approfondita relazione ha toccato anche questo argomento dando la sua chiave di lettura, e soprattutto ha esortato i cittadini tutti a “reagire contro il silenzio”. Silenzio sui misfatti lucani non ancora risolti. “Domani (oggi, ndr) – ha esordito il prete antimafia – è il 23 novembre giorno del terremoto dell’80, della marcia dei Centomila nel 2003 contro il deposito radioattivo, degli arresti nell’inchiesta “Iena 2” del 2004, ma anche del pienone al teatro Don Bosco di Potenza nel 2007 con la presenza di 1200 persone all’assemblea di Libera. E’ il giorno che per noi equivale al 1 gennaio. Ma – ha tenuto a precisare don Marcello – i simboli hanno una efficacia se ci smuovono. Se facciamo solo commemorazione o celebrazione finiamo per svilire i simboli stessi. Temo purtroppo che queste resteranno solo delle date da consegnare al museo dei ricordi. La verità è che ora che non si parla più di alcuni fatti incresciosi che sono accaduti, dobbiamo esserci più di prima, anche perché noi già c’eravamo. Anche se cala il sipario in Basilicata, resta il palcoscenico dove si muovono i fili di tanti burattini e tanti burattinai. Il sipario che cala – ha proseguito – non ha risolto i problemi ma li ha condotti nell’alveo “naturale” del silenzio. Li ha sepolti il silenzio. Silenzio su Luca e Marirosa, su De Mare, sui brogli elettorali di Scanzano, su De Blasiis, su “Toghe lucane” e su altre vicende ancora. A noi il compito di tenere gli occhi aperti. Basti vedere gli attentati nel Metapontino. Occhi aperti anche verso le tante scarcerazioni in Basilicata di gente condannata con il 416 e 416 bis. Qui a Scanzano ci sono molte pagine non risolte come l’inchiesta sui brogli elettorali. La poca presenza in questa sala – ha ammonito - ci fa capire che in Basilicata il malaffare lo vogliamo noi. Non abbiamo più alibi. Da oggi anche noi siamo sul banco degli imputati, anche a noi la storia di questa regione ci chiederà conto”. Infine una riflessione non di poco conto: “In certi affari che ci attraversano – ha concluso – la cassaforte è in Basilicata ma le chiavi sono fuori. A volte le cose lucane sono questioni di Stato”. All’assemblea moderata dalla coordinatrice provinciale di Libera in provincia di Matera, Chicca D’Alessandro, ha portato il saluto in apertura dei lavori anche il sindaco di Scanzano, Salvatore Iacobellis. “La mafia – ha detto – si è infiltrata nell’economia, molti grandi investimenti sono diventati delle “lavanderie”. Ci sono appalti con il 52% di ribasso per chi deve “lavare” i soldi non c’è problema”. Infine sugli attentati ultimi nel Metapontino: “Intorno all’ortofrutta – concluso il primo cittadino – si muove un mondo fatto di trasporti ed imballaggi è lì il vero businnes non nella produzione”.


Pierantonio Lutrelli

(Da IL Quotidiano della Basilicata)

SCANZANO - SANTARCANGIOLESE 2 - 4


Blitz della Santarcangiolese. Scanzano in vantaggio ma non basta per fare punti



SCANZANO: Pinelli, De Luca (al 15' Leone), Gammino, Iacovino, Mairo (65' Di Pinto), Lavegas, Gualano (82' Rimoli), Corleto, Valinoti, Lo scalzo, De Vito. A disp: Marzano, Tamburano. All. Calone


SANTARCANGIOLESE:
Annunziata, Lacanna, Totaro, Verrone, Marra, Armentano, Lemma (72' Corsano), Aurelio (85' Dora), Petrillo, Di Luca, Chiarelli (86' Cavallo F). A disp: Bonavita, Cavallo Ivan, Gallo, Lozito. All. Chiappetta


RETI: Al 1' De Vito (Scanz), al 7' Lemma (Sant), al 29' Verrone (Sant), al 31' Lemma (Sant), al 37' Valinoti (Scanz), al 38' Aurelio (Sant).

ARBITRO
: Cappiello di Matera (Collocolo-Alagia)

NOTE: Espulso De Vito al 35' per comportamento scorretto. Ammoniti: Iacovino al 39' e Leone al 57' entrambi dello Scanzano.



SCANZANO JONICO - Nella giornata in cui lo Scanzano riesce a concretizzare il cento per cento delle palle goal create, affonda. Stavolta a fare bottino pieno in riva allo Jonio è stata la Santarcangiolese compagine con diverse velleità di classifica. Eppure all'inizio per gli uomini allenati da mister Franco Calone, tutto sembra essere iniziato per il verso giusto. Nemmeno il tempo di battere il calcio d'inizio che Valinoti crossa per De Vito che insacca di piede. Nemmeno il tempo di godersi il vantaggio però, che la squadra ospite pareggia. Al 7' un pasticciaccio difensivo dei padroni di casa ”consegna” a Lemma la comoda palla per il pareggio. Dopodichè si ricomincia a giocare con la Santarcangiolese che inizia a far valere la propria condizione tecnica e fisica superiore. Si vede che è una squadra preparata per traguardi più ambiziosi. Al 29' dopo un'azione corale Verrone insacca su assist di Petrillo. Nemmeno due minuti dal vantaggio per 2 a 1 che gli ospiti vanno ancora in rete con Lemma che tira da fuori e batte l'incolpevole Pinelli. Saltano i nervi e De Vito, non si capisce bene il motivo inizia una colluttazione con un avversario. Momenti di panico. Brutta pagina sportiva. L'arbitro giustamente lo manda negli spogliatoi. Espulsione diretta. “Così impara” grida un tifoso dello Scanzano seduto in tribuna. La gara però messasi in salita per lo Scanzano, al 37' sembra trovare un bagliore con la bella rete di Valinoti, buona la sua prova (un goal ed un assist), che tira da fuori insaccando a palombella Annunziata. Un minuto dopo al 38' Aurelio con un pallonetto insacca nel sette alla sinistra di Pinelli. Nella ripresa gara tranquilla fatta eccezione per una parata di Pinelli al 75' ed un salvataggio sulla linea di Iacovino all86' che impedisco alla squadra ospite di arrotondare il bottino.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto la Santarcangiolese

SPUNTI/ Antonio Di Sanza replica a Lopatriello e Ierone




Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa:


Il consigliere Antonio Di Sanza, è intervenuto nei giorni scorsi sulla “nota ufficiale” di Lopatriello e “sul fermo di via Salerno” dell’assessore Cosimo Ierone di Policoro precisando quanto segue:

“I cittadini di Policoro sono stufi di note ufficiali, il Sindaco di policoro parla e straparla da troppo tempo e più di ogni suo collega di rango superiore; si metta, piuttosto a lavorare e risolva le tante emergenze di questo Comune e non si affidi politicamente alla “comoda coperta” di Marinagri per garantirsi i vantaggi occupazionali e di sviluppo che quell’opera gli potranno consentire, comprese le polemiche e le finzioni. Cominci a fare le cose che il PD di Policoro ed il sottoscritto gli sollecitano da tempo nel settore edilizio e che ribadisco: regolamento urbanistico, piano d’ambito, contratto di quartiere, D/7, appalto R.S.U., consegna palestra a mare, sottoscrizione convenzioni con le società TAMURRINO e CORETTI-GUIDA e vedrà che con questi atti può sicuramente dare una risposta occupazionale qualificante al fermo di Marinagri , evitando anche gli inutili viaggi della speranza all’estero.
Non ci dica che è colpa degli uffici o di qualche suo collaboratore, fa il Sindaco da otto anni insieme ad i suoi Dirigenti e credo avrà pure imparato qualche cosa!
La smetta poi di fare il giurista e di scimmiottare Berlusconi (senza titolo), si faccia giudicare senza polemiche, evitando di dettare crono-programmi ad oggi sempre smentiti ed in alcuni casi proprio grazie al suo comportamento. La liceità degli atti prodotti su Marinagri non è in discussione, così come la validità dell’iniziativa.
Consigli al suo assessorissimo le regole minime di una corretta programmazione amministrativa e cioè che i lavori quando si iniziano vanno ultimati, prevedendo prima le somme necessarie e gli eventuali imprevisti e poi dando l’avvio ai lavori, senza chiedere assoluzioni preventive ai cittadini di fronte alla propria incapacità amministrativa. Quanto alle critiche rivolte dall’assessore, se si riferisce all’anno e mezzo del centro sinistra devo dire, da osservatore esterno, che quanto prodotto, in un quadro politico instabile è di gran lunga più originale di quanto fatto da loro nello stesso periodo. Se si riferisce a me, farebbe bene ad imparare a leggere le carte e verificare da dove provengono gli atti di cui si prende merito e la lettura la comunichi ai nuovi. Rinunci poi al “rodaggio” ed alla “scuola guida amministrativi” e si affidi all’esperienza dell’ufficio tecnico, recuperando tempo inutile per se e per i cittadini di Policoro. Volendolo accontentare però, nei prossimi giorni chiederò al comando vigili urbani di Policoro e al comando carabinieri se quella strada oggi è correttamente messa in sicurezza per la circolazione”.


Avv. Antonio Di Sanza

Consigliere comunale del Pd al Comune di Policoro

SPUNTI/ Il prezzo da pagare per essere libero


di ANTONIO DI SANZA*


In quanti altri modi è necessario far capire la propria opinione su MARINAGRI?
Poiché, pare, non bastano proverò ancora una volta a chiarirli:

- D.C.C. n. 74 del 17/12/96 di adozione, capo gruppo d’opposizione, del P.P.E. foce agri (Lopatriello faceva il ragioniere)
- D.C.C. n. 39 del 16/11/99 da Sindaco, di approvazione adeguamenti alle prescrizioni regionali del P.P.E. foce Agri
- D.C.C. n .4 del 12/01/09 approvazione atto di significazione
- sostegno manifestazioni pubbliche contro sequestro cantiere
- comunicati stampa
- interrogazioni
- n.2 Mozioni da 1° firmatario in Consiglio Regionale


Serve, allora, questo volantino per smascherare quanti non sapendo con chi prendersela provano a gettare discredito sul mio operato.
A questi signori vorrei dire è che a differenza di altri la mattina, quando parto per Potenza, non passo da via S. Giusto a prendere ordini, svolgo la mia rappresentanza in nome del popolo sovrano e quindi dei cittadini di Policoro che mi hanno onorato del loro consenso.
Quanto al “corpo del reato” ….la mozione, essa è stata da me, 1° firmatario, proposta per il ritiro e votata a maggioranza dal Consiglio Regionale del 10 novembre scorso perché a processo iniziato l’Assemblea ha ritenuto inopportuno, anche nell’interesse di chi si sta difendendo, di intervenire con una posizione politica a quel punto inutile e irricevibile.
Infatti quello che si chiedeva nella mozione ritirata, era che la giustizia agisse in tempi rapidi così che fosse consentito di dimostrare la liceità degli atti prodotti e delle realizzazioni effettuate e liberare i beni sequestrati per riprendere i lavori.
Tutto questo dopo che il Presidente della Giunta Regionale aveva affermato con forza, in quella sede, la validità, la correttezza e l’efficacia degli atti prodotti dalla Regione.
Questi i fatti!
Ora però mi si risponda, perché chi ritiene di essere innocente e pienamente capace di dimostrare al Giudice le sue ragioni, tanto da inscenare finti scioperi della fame, manifestazioni di piazza in favore del diritto di difesa, agitare il dubbio di una magistratura “orientata” e di una giustizia troppo lenta, dopo due lunghi anni di attesa chiede alla prima occasione, per vizio di notifica sanabile con la presenza, un ulteriore rinvio?
Ai Parlamentari della PdL, ovvio più sensibili (sic!), a cui tra gli altri spetta la capacità ispettiva sulla Magistratura ( non alla Regione), perché non si è chiesto una specifica azione in tal senso presso la Procura di Catanzaro?
Le meditazioni……
Attendo fiducioso il giudizio degli elettori della provincia di Matera e di Policoro sul mio operato così come succede a tutti quelli impegnati in politica, di certo non accetterò lezioni sulla morale da chi la Morale non conosce, non accetto lezioni di Etica politica da chi, usa strumenti ignobili per accusare avversari politici ed i suoi stessi assessori, e con queste convinzioni dedicherò i miei prossimi tre anni di consigliere comunale all’operato del Sindaco e della sua amministrazione.
Un Sindaco che non può accampare scuse per giustificare la sua incapacità amministrativa e che farebbe bene, dopo quasi due anni, a rimettere in moto l’economia di Policoro con pochi e qualificanti atti, già dotati di copertura finanziaria, come: il regolamento urbanistico, il piano d’ambito, il contratto di quartiere, la D/7, l’appalto sui R.S.U., i PIOT turismo e lungomare capaci, solo questi atti, di riparare al fermo di Marinagri e ridare ossigeno al bisogno di occupazione di questo comune.
Alla sezione PdL di Policoro volevo infine ricordare che le eredità se non si sanno utilizzare un giorno finiscono e a quel punto bisogna tornare a COSTRUIRE e per chi non l’ha mai fatto E’ DURA.

Consigliere regionale del Partito democratico

domenica 22 novembre 2009

SCANZANO e le “mie” scorie






I quindici giorni della rivolta antinucleare nelle memorie di un cronista.

Sei anni dopo la marcia dei Centomila a Terzo Cavone al posto del sito sta sorgendo la Città del Fanciullo. Contro il decreto 314 la sollevazione spontanea del popolo lucano Basentana, Jonica, stazione di Metaponto furono bloccati fino alla retromarcia del Governo



di PIERANTONIO LUTRELLI


Sei anni a volte possono sembrare un’eternità. Tanti ne sono passati dalla protesta di Scanzano Jonico del novembre 2003. Periodo che ha caratterizzato indelebilmente la mia vita professionale. Immaginate di abitare in un piccolo comune che vive tutto l’anno di agricoltura e d’estate anche di mare e turismo: Scanzano Jonico, un paese tutto sommato tranquillo e senza pretese, un paese che ancora non ha espresso a pieno le proprie potenzialità ed immaginate di trovarvi un giorno e per quindici giornate al centro di una vicenda politico-militare dal risvolto ambientale. Una cosa che accade forse solo una volta nella propria esistenza. Il decreto legge numero 314 con il quale il governo Berlusconi aveva deciso che a Scanzano, esattamente nella miniera di salgemma di Terzo Cavone, dovesse nascere il “Sito unico delle scorie nucleari”in Basilicata aveva gettato nel panico i residenti che però, così come fu dimostrato, avevano tirato fuori una grinta forse inimmaginabile anche a loro stessi. Vi parlo delle “mie scorie”, io che le ho raccontate in tutti i modi sul giornale e che (nonostante la tentazione) solo per scelta ho deciso di non scrivere alcun libro (ne ho visti tanti anche di autori che in quei giorni non ricordo di aver visto mai). Ritengo che quelle magnifiche quindici giornate non abbiano bisogno di un libro che ne racconti le gesta, è troppo fresca la memoria della gente. Tutti ricordano, il libro a mio avviso più che dire, finirebbe per non dire, vista la vastità delle cose che si potrebbero raccontare. Chissà, forse un giorno cambierò idea, magari quando la storia sarà più chiara ed i contorni più delineati. Già perché senza sito unico delle scorie in Italia, non si può mai star tranquilli. Lo dico senza allarmismo ed in linea teorica. Ma è sempre buono che si sappia. Chi fa informazione la deve fare senza permettersi una sbavatura, a maggior ragione su argomenti sensibili come questo. Era la mattina del 13 novembre 2003 il clima era soleggiato e poco autunnale e come ogni mattina mi misi in cerca di notizie da poter trasferire sul giornale per cui scrivo e scrivevo “Il Quotidiano della Basilicata”. Ad un certo punto incontrai un amico, Giovanni Failace, tra l’altro un ex assessore di centrosinistra negli anni novanta. Giovanni salì sulla mia Tipo bianca di allora ed andammo a farci un giro nella zona mare del paese. Ricordo di avergli detto “Oggi non ho spunti. Non ho idee. Ho esaurito tutte le notizie. Su cosa scrivo?” Lui mi suggerì di occuparmi della scarsa pulizia delle pinete. Ne stavamo costeggiando una, quella adiacente al lido di Terzo Madonna, quando ad un certo punto, intorno le 9.45 mi squilla il telefono. Era il collega Antonio Corrado dalla redazione del mio giornale, mi leggeva un’agenzia di poche righe appena diramata dall’Ansa: “Nascerà a Scanzano il cimitero nucleare in Italia. Sarà realizzato a Terzo Cavone ed avrà la grandezza di un campo di calcio. Inizialmente le scorie saranno stoccate provvisoriamente in superficie in attesa della costruzione definitiva del Sito. L’area sarà militarizzata e la responsabilità è affidata al generale Carlo Jean, commissario straordinario del governo per l’individuazione di un Sito unico per lo stoccaggio delle scorie radioattive”. Salutai Giovanni ancora incredulo. Mi feci spedire l’agenzia contenente la sconcertante notizia via email ed andai in Municipio. Incontrai un solo assessore di allora, Antonio Tucci tra l’altro esponente di Alleanza Nazionale, lo stesso partito del ministro dell’Ambiente di allora, Altero Matteoli. Gli feci leggere l’Ansa. Restò scosso. Si vedeva che non sapeva niente. La notizia iniziò a girare ed in meno di due ore il mio tranquillo paese, venne preso d’assalto da televisioni e testate giornalistiche della carta stampata provenienti da tutta Italia e non solo. L’Ansa inviò un suo redattore in pianta stabile, dimostrazione che Scanzano faceva notizia, generava notizie e andava raccontata a tutto il mondo. Se oggi nasce la “Città della Pace” vuol dire che tutto sommato quell’esperienza poi finita bene, ha fatto diventare Scanzano, non un paese qualunque. Inizia la protesta sulla statale 106 jonica, nascono i blocchi. Non si passava più. Bisognava proteggere il territorio da “attacchi”esterni. “Perché di notte potevano in virtù del decreto arrivare da subito i camion delle scorie. Anche la ferrovia a Metaponto venne bloccata da migliaia di persone. Chiuso. Nel frattempo la gente in strada si organizzava per presidiare tutto h 24, le organizzazioni, i partiti, i sindaci e gli eletti a vari livelli, si incontrano, parlano. Si organizzano. Scanzano è presa in consegna dalle forze dell’ordine. Mi preoccupai quando vidi le camionette della Polizia ai bordi della statale 106 Jonica ed i militari in tenuta antisommossa. Pensai tra me e me ad un’ipotetica azione di forza per consentire al progetto governativo di andare avanti. Non fu così. Per fortuna. Ricordo che per quindici giorni fino al 27 novembre non consumai un solo pasto a casa mia. Non volevo perdermi niente dovevo stare con le antenne drizzate. Mi sorpresi non poco della mia resistenza fisica e nervosa. A casa ci andavo dalle 2- 3 di notte fino alle 8 del mattino. Lavoravo gomito a gomito con colleghi esperti e di testate prestigiose, scrivevo cinque pezzi al giorno, scattavo decine di fotografie. I giornali si vendevano, ma la velocità con la quale le notizie si superavano era incredibile. I tanti big nazionali della politica erano di casa. Ricordo che con loro avevo un rapporto di prossimità, ci parlavo regolarmente senza filtro alcuno. Il 23 novembre c’erano quasi tutti alla prova di forza: l’occupazione della statale 106 con la marcia da Terzo Cavone verso il municipio di Scanzano. La marcia “dei Centomila”giunse in “Piazza dei Centomila”. Quattro giorni dopo il 27 novembre arrivò
la notizia della liberazione: il governo fece marcia indietro. Andai a pranzo in un ristorante dietro casa mia con una decina di persone a festeggiare, al tavolo c’erano Rosy Bindi e l’amico Salvatore Russillo che mi aveva invitato. Oggi, laddove si riunì il popolo lucano, è nato un palazzo. E laddove doveva sorgere il sito delle scorie sta nascendo la Città del fanciullo.


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

SCANZANO JONICO - Il Dalai Lama sarà a Terzo Cavone













La Città della Pace è ormai realtà attirando anche i grandi del mondo. Incontro pubblico sul progetto, Betty Williams: "Nessuno abuserà di questa terra"


SCANZANO JONICO - Molti non ci credevano, molti avevano nutrito dubbi in merito alla sua realizzazione, ma la città della Pace si farà. E' realtà. Il prossimo 15 dicembre verranno aperte le buste e si conoscerà il soggetto appaltatore. Una storia nuova sta per cominciare non soltanto per Scanzano, ma per l'intera Basilicata. Lo hanno capito tutti i rappresentanti istituzionali a vari livelli che non mancano di far sentire la loro voce di approvazione per il progetto. D'altro canto piccole realtà come Scanzano e la Basilicata sono da tempo attenzionate dalla comunità internazionale grazie al premio Nobel per la Pace (1976) Betty Williams che nel 2003 ha deciso di trasformare il luogo che ha rischiato di diventare la pattumiera nucleare d'Italia in luogo di sviluppo eco-sostenibile, di solidarietà e di Pace. In luogo dove tutti i bambini vittime delle guerre potranno crescere lontano da pericoli e soprusi. E non è poco se presto, grazie a tutto ciò, anche il Dalai Lama, farà visita a Scanzano. Di tutto questo si è parlato nella tappa scanzanese di presentazione del progetto, tenutasi nella serata di venerdì scorso. Tanti gli esponenti del mondo politico-istituzionale presenti. “La Provincia di Matera - ha detto il presidente Franco Stella nel suo intervento - chiede di far parte di questo progetto in qualità di socio sostenitore”. Presenti in sala anche i consiglieri regionali Antonio Di Sanza e Rosa Mastrosimone. Non poteva mancare l'intervento del “generale” Filippo Bubbico, condottiero lucano antiscorie per eccellenza. “Scanzano - ha esordito il senatore, ex governatore regionale ai tempi della lotta anti Sito unico nucleare - in una qualche misura rappresenta la comunità lucana”. Dopo aver ricordato quei giorni con evidente immedesimazione, l'esponente del Pd si è poi addentrato nel progetto della Città del Fanciullo. “Sosteniamo chui oggi - ha continuato Bubbico - vive l'impegno diretto per realizzare questo progetto. Il difficile, infatti, viene ora, poiché l'entusiasmo si consuma durante l'annuncio, poi viene il difficile e pertanto - ha concluso - i sindaci (di Scanzano e di Sant'Arcangelo, ndr) vanno sostenuti”. Presente anche l'allora parroco di Scanzano, don Filippo Lombardi che nel suo intervento ha parlato di “esperienza che mi ha segnato”. Commoventi ed a cuore in mano gli interventi di sindaco e vice sindaco di Scanzano. “Ringrazio tutti - ha detto il primo cittadino Salvatore Iacobellis - ringrazio la mia maggioranza alla quale ho detto di buttare il cuore oltre l'ostacolo. Betty Williams è un'amica che ogni tanto ci viene a trovare”. Il vice Antonio Ceruzzo ha tenuto a sottolineare che “a sostenere il progetto è stata solo la maggioranza consiliare”. Infine Betty Williams commossa all'inverosimile come sempre, capace di entrare in simbiosi con il numeroso pubblico presente. “Vi prometto - ha esordito - che nessuno abuserà mai di questa terra. Non lo permetterò. In sei anni ho fatto di tutto per propagandare la Basilicata nel modo. Vi prometto - ha concluso - che ogni centesimo in favore del nostro progetto sarà dato nella massima trasparenza e tutti potranno controllare”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 20 novembre 2009

TRICARICO - "Centrale, cittadini tutelati"


Intervista all'ingegner Saponaro esperto di tecnologie avanzate di combustione. "In Italia spesso leggi più restrittive rispetto alla legislazione Europea"


TRICARICO – Centrale a biomassa a “cippato vergine” di Tricarico. Ne abbiamo parlato con l’ingegner Alessandro Saponaro che da più di venti anni si occupa delle tecnologie avanzate di combustione e di produzione di energia presso il Centro di ricerca CCA (Centro Combustione Ambiente srl) di “Ansaldo Caldaie” presente a Gioia del Colle.
Può spiegare che differenza c’è fra una centrale tradizionale ed una a biomassa?

"A seconda del combustibile impiegato, la progettazione del generatore di vapore (la caldaia) che trasforma il contenuto energetico del prodotto di partenza in energia utilizzabile, dimensiona opportunamente il sistema di combustione, i volumi e le temperature di funzionamento in maniera da ottimizzare l’efficienza e ridurre al minimo l’impatto ambientale".

Perché i cittadini dovrebbero stare tranquilli per l’ambiente e la salute?

"In Italia il processo di autorizzazione di una nuova installazione di produzione di energia è particolarmente attento e particolareggiato a completa tutela del cittadino nei confronti di ogni possibile forma di inquinamento e minaccia per la salute pubblica. Le leggi ed i limiti di emissione previsti sono anche in alcuni casi più restrittivi rispetto alla legislazione Europea".

L’utilizzo di cippato vergine come combustibile, cosa provoca nell’atmosfera?

"Il cippato vergine è una biomassa legnosa utilizzabile come combustibile rinnovabile. Rappresenta l’evoluzione ecologica dei sistemi di produzione di energia per combustione. Purtroppo le quantità disponibili ed il suo basso potere calorifico non consentono l’impiego di questa risorsa in completa sostituzione delle fonti fossili. Sicuramente può rappresentare uno strumento importante per migliorare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi, soprattutto per il suo contributo nullo al bilancio dei gas climalteranti. (emissioni di CO2)".

Che tipo di controlli vengono effettuate sui combustibili e sulle emissioni?

"Normalmente esiste una classificazione del combustibile in termini di analisi elementare per la determinazione del suo potere calorifico ma anche di composizione del contenuto inorganico (ceneri); Per quanto riguarda le emissioni, il nostro centro di ricerche normalmente svolge attività di misura di tutti gli elementi previsti nella normativa sulle emissioni con strumentazione di grande affidabilità e precisione".

La caldaia che ingombri ha?

"Nel caso di biomasse le centrali normalmente sono di taglia inferiore ai 50MW termici. In questo caso l’impianto complessivo può rientrare in metà di un campo di calcio.

Quali centrali di questo tipo avete realizzato, e dove?

"Ansaldo Caldaie ha una lunga lista di impianti realizzati sia in Italia che all’estero che utilizzano biomasse, ad esempio in Italia è con tecnologia Ansaldo Caldaie l’impianto di Tampieri a Faenza su tecnologia a griglia mobile, mentre all’estero l’impianto Imtech Heiligenkreuz in Austria realizzato con tecnologia a letto fluidizzato o ancora l’impianto funzionante a bagasse di canna da zucchero realizzato a La Reunion nelle isole Mauritius".


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Quelli del Liga in concerto al Tunnel saloon


L'Evento


di PIERANTONIO LUTRELLI



POLICORO – Si esibiranno stasera al “Tunnel saloon” di Policoro i Mel Previte & the Gangaster of love. La formazione è composta da Mel Previte (chitarra), Rigo Righetti (basso) e Robby Pellati (batteria). La formazione, insieme a Federico Poggipollilini, ha accompagnato per lunghi anni Luciano Ligabue. Suonano rock americano anni 50, 60 e 70. Hanno deciso di esibirsi in Basilicata perchè questa terra e per una vera e profonda amicizia che li lega ad alcune persone. Rigo Righetti è fresco vincitore del premio “Ciampi” che ha ritirato lo scors 14 novembre a Livorno. Il gruppo é sempre stato un “side project” dei tre musicisti. Accomunati dalle esperienze prima come membri dei "The Rocking Chairs ", con cui hanno inciso quattro album pubblicati dalla River Nile/EMI, i tre Gangsters hanno avuto possibilità di collaborare , in studio con artisti del calibro di Sonny Landreth, Willie Nile, Elliott Murphy, Robert Gordon, Bobby Bandiera e altri illustri rappresentanti del suono rock americano.
Con alcuni di questi si é sviluppato un rapporto di amicizia e stima reciproca che ha fatto sì che i tre accompagnassero Willie Nile in due tour italiani. Stessa cosa é avvenuta con Elliott Murphy .
Dal 1995 i tre iniziano a collaborare con Luciano Ligabue, con cui incidono il fortunatissimo "Buon Compleanno Elvis" pubblicato dalla Wea, che arriva a vendere 1.000.000 di copie. Segue il doppio album dal vivo "Su e Giù da un palco". Poi la colonna sonora del film del cantautore emiliano "Radiofreccia", registrata ai Southern Track Studios ad Atlanta.
Altro lavoro é "Miss Mondo". L'attività live é stata raccolta in diverse videocassette , come "Ligabue San Siro" e nel dvd che testimonia i due spettacoli all'Arena di Verona nel settembre del 99, in occasione della presentazione dell'album "Miss mondo".
Nel settembre del 2001 accompagnano il cantante americano Robert Gordon in un tour italiano.
In marzo del 2002 esce l’album “Fuori Come Va?” di Luciano Ligabue, i tre registrano e arrangiano il materiale. Segue un tour intenso e differenziato che prevede spettacoli a San Siro e allo stadio Olimpico ma anche concerti nei palazzetti e una parte di tour nei maggiori teatri italiani con l’aggiunta di Mauro Pagani e D Rad. Il trio propone un rock'n'roll dalle forti connotazioni americane, riarrangiato in funzione del power trio. I pezzi che vengono di volta in volta suonati vanno da covers di Eddie Cochran a Buddy Holly, fino a riletture degli Everly Brothers e storici pezzi di Elvis Presley. Particolare cura é stata posta nel lavoro di riarrangiamento dei pezzi stessi, per evitare letture troppo scolastiche.
Classico spettacolo da club, il materiale si adatta a spazi medio piccoli.

Discografia:
The Rocking Chairs
New Egypt River Nile/Emi 1988
Freedom Rain River Nile/Emi 1989
No Sad Goodbyes River Nile/Emi 1990
Hate and love Revisited River Nile/CGD 1991
For You A tribute to Bruce Springsteen Totem/Sony 1995
One Step Up/Two Step Back the songs of B. Springsteen Right Stuff 1997

con Luciano Ligabue
Tributo ad Augusto Cgd1995
Buon compleanno Elvis Wea 1995
Pavarotti and Friends for War Child Decca 1996
Su e Giù da un Palco Wea 1997
Radiofreccia o.s.t. Wea 1998
Miss Mondo Wea 1999
Fuori come va? Wea 2002

Collaborazioni varie:
Alexi Lalas Far From Close Wea 1996
Marco Conidi Stella di città Epic 1994
Edoardo Bennato Sbandato Fonit Cetra 1998


Da Il Quotidiano della Basilicata


Nella foto Rigo Righetti

martedì 17 novembre 2009

POLICORO - Una casa popolare negata



La storia del disabile Salvatore Lombardo che si sente vittima di ingiustizia. E’ costretto a salire le scale con le mani, chiede un alloggio Ater senza barriere


POLICORO – A volte l’inferno è dietro l’angolo, ma noi non lo vediamo. O meglio, presi dalle cose quotidiane finiamo per non notare il disagio. Così molto egoisticamente, magari, si finisce per considerare il disabile del quartiere quasi un pezzo di arredamento. Se la vita è difficile anche per molti normodotati figuriamoci per un portatore di handicap, che, per quanto voglia sforzarsi di fare una vita come tutti gli altri deve scontrarsi necessariamente con le barriere architettoniche, ma anche con quelle seppur invisibili del pregiudizio, della diffidenza e del menefreghismo. Protagonista della storia che raccontiamo è Salvatore Lombardo, 49 anni e in carrozzella da sempre, di origini palermitane, ma residente a Policoro da 37 anni. E’ affetto da leustoporiosi di Lobestain, una malattia che causa la mancanza di calcio nelle ossa. Insieme a lui sua moglie Oumami, originaria del Marocco con la quale è sposato da undici anni. A completare la famiglia la figlia ventiseienne di lei con il rispettivo figlioletto di due anni, i quali attualmente si trovano in Marocco per un lutto familiare, ma rientreranno presto. Il problema di Salvatore è quello dell’alloggio, abita attualmente in affitto in una casa dalla quale è stato sfrattato e tra un mese dovrà andare via. Ma dove? Ecco il problema. Ci viene a ricevere dinanzi il cancello di casa in via Gran San Bernardo, in carrozzella. Ci fa strada. Scende per entrare in casa dalla quale lo separano dodici gradini. Lo fa con le mani, le sue vere “gambe”. Ci sediamo in casa ed inizia il racconto: “Feci la domanda – ha spiegato al Quotidiano – per l’assegnazione di una casa popolare. C’erano disponibili quindi alloggi. Chiesi di essere beneficiario di quello riservato ai disabili, ma venne assegnato ad un altro. Alcune di esse sono state restituite poiché il canone (400-500 euro mensili) non poteva essere pagato dagli assegnatari. Io che potevo pagare invece…All’Ater mi dissero che quegli alloggi sarebbero stati rimessi a bando. Ma anche in quel caso c’erano persone prima di me. Rimasi senza casa ed iniziai a recarmi in Municipio dove ho incontrato il vice sindaco Rocco Leone che mi disse: “Dormi su sette cuscini che la casa, al massimo a settembre la troviamo”. Questo pochi mesi fa. Poi invece niente e mi dissero: “Non abbiamo la bacchetta magica”. L’ufficio socio assistenziale del Comune se ne è lavato le mani. Alla fine il vice sindaco mi disse “noi le troviamo le case ma la gente ci dice che ti fai ancora”. Ebbene – ha proseguito Lombardo – io non mi sono mai fatto e sono disposto a farmi le analisi per un anno intero, purchè tutti i signori che stanno al Comune facciano lo stesso. Rocco Leone mi ha aiutato erogandomi qualche buono per mangiare, e lo ringrazio, ma a me serve una casa.” Infine preso dall’amarezza il disabile ci rivela che, come se non bastasse, negli ultimi cinque anni si è operato due volte per un tumore alle corde vocali. “Ho pianto davanti a queste persone al Comune – ha concluso – il sindaco ad esempio mi ha sempre trattato con superficialità, quasi come un peso. Ora dopo questa intervista so che mi odieranno. Sono indignato, voglio andar via da qui, spero che il sindaco di Scanzano mi adotti e mi trovi una casa, perché mi vergogno di stare a Policoro”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

SCANZANO JONICO - Azienda danneggiata per la terza volta


Ignoti hanno strappato i teli delle serre all’impresa agricola “Zuccarella”


SCANZANO JONICO – Questa volta il danno (crca 3-4 mila euro) è materialmente inferiore all’ultimo episodio vandalico che l’azienda ortofrutticola “Zuccarella” aveva subito nella notte del 13 marzo scorso, da noi definita “strage degli albicocchi” (crca 30-40 mila euro), ma desta preoccupazione poiché la stessa famiglia imprenditoriale si sente nel mirino di non si comprende bene quale, disegno malavitoso. Nella notte tra domenica e lunedì scorso, infatti, persone non identificate hanno tagliato coperture in plastica utilizzate come sistemi di sostegno necessari alle coltivazioni di insalata. È stato lo stesso imprenditore a dare allarme, dopo essersi recato ieri mattina, com’è solito fare, nell’azienda i cui terreni sono ubicati a ridosso di via Provinciale, la strada che porta a Montalbano Jonico. Sull’accaduto indagano gli uomini del commissariato di Polizia di Scanzano. Sul posto troviamo il commissario dottor Cirelli, che parla con Giovanni Zuccarella che con il figlio Rocco conduce l’attività di impresa agricola. “Non ho mai ricevuto minacce o richieste estorsive – ha detto quest’ultimo al Quotidiano – anche questo è il terzo atto intimidatorio che subiamo. Certamente per noi, diciamo, non cambia niente, anche se la cosa sta diventando a questo punto inquietante”. Prima ancora della distruzione dell’albicoccheto avvenuta nei terreni in località Terzo Cavone, l’azienda Zuccarella subì un altro “scherzo” consistente nel sabotaggio ai pozzi irrigui dove ignoti versarono del diserbante. Sul posto ieri mattina si è recato il sindaco di Scanzano Salvatore Iacobellis che da tempo lancia allarmi preoccupanti, dopo i ripetuti episodi intimidatori avvenuti nel suo Comune, il più delle volte a danno di aziende che hanno a che fare con l’agricoltura in senso lato. Intanto gli inquirenti stringono da tempo il territorio nella morsa dei controlli e pare che le investigazioni stiano dando anche i frutti. Dopo l’ultimo episodio avvenuto lo scorso 8 ottobre quando tre bottiglie di plastica contenenti benzina con mega proiettile da carabina incorporato, furono destinate alla “Imer srl” un colorificio sito nella zona artigianale di Scanzano di Domenico Ragone, all’adiacente magazzino ortofrutticolo di Vittoria Chioetto e ad un cantiere edile dell’impresa di costruzioni “Matarazzo”, la Prefettura di Matera ha dato vita ad una vera e propria taske force per controllare l’intero territorio.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto Rocco Zuccarella che indica il telone danneggiato

domenica 15 novembre 2009

MONTALBANO JONICO - De Vincenzis spacca il Pdl


Il canditato sindao non piace a Fiamma e Udc che annunciano liste autonome. Aperta la lotta alla successione per la poltrona di vicesindaco


MONTALBANO JONICO - A Montalbano Jonico le comunali sono già entrate nel cuore del dibattito politico. Nelle sezioni, nei capannelli, per le strade ormai non si parla d'altro. Mentre nel centrosinistra prendono corpo le trattative per la definizione del programma e per la scelta dei candidati, nel centrodestra, invece, le cose non sembrano andare per il verso giusto. Dopo la “benedizione” del coordinatore provinciale del Pdl, il senatore Cosimo Latronico, è stata individuata ufficialmente la figura del candidato sindaco nella persona dell'attuale vice sindaco Enzo De Vincenzis, proveniente da Forza Italia. Una candidatura quest'ultima, che molti ritengono imposta, che non sembra essere piaciuta ad una parte della base del Popolo della libertà di Montalbano ed in particolare alla componente proveniente da Alleanza nazionale. Del resto poche settimane fa alcuni dirigenti del disciolto partito di Fini, pare avessero tentato un'opera di convincimento nei confronti di Giovanni Aiello, medico di base della città, quale potenziale candidato sindaco. Tentativo poi fallito per la secca rinuncia da parte di quest'ultimo. A quanto pare, però, sembra già iniziato in salita il cammino di De Vincenzis. Basti pensare che la Fiamma Tricolore del leader Leonardo Rocco Tauro sembra intenzionata a correre da sola. I missini non sono disposti ad annettersi al Pdl e criticano il metodo di scelta del candidato sindaco. A Tauro di certo non piacciono i pacchetti già preconfezionati e, da alcune indiscrezioni, sembra in modo deciso intenzionato a dar vita ad una lista espressamente e dichiaratamente di destra. Come se non bastasse anche l'Udc potrebbe staccarsi dal Pdl e correre da sola. L'attuale assessore Riccardo Fattorini, leader locale del partito di Casini, recrimina la candidatura a sindaco forte di aver fedelmente contribuito alla causa del centro destra per più di quindici anni. Ovviamente se non si aprono spiragli di rinnovamento all'interno del Pdl anche i centristi correranno da soli. Ma per il partito di Berlusconi i problemi non sono solo con i suoi potenziali alleati. All'interno, infatti, c'è grande fermento per l'individuazione, in caso di vittoria, della poltrona di vice sindaco. Sempre da indiscrezioni sembra che De Vincenzis, dopo il tentativo della componente di An di candidare Aiello al posto suo, abbia già promesso la delega di vice sindaco all'attuale assessore Salvatore Gentile, leader della componente socialista in seno al Pdl. Questa eventualità, di certo non piacerebbe al leader locale del Pdl, il sindaco Giordano ed a tutta la componente proveniente da An, che, al contrario, vorrebbe Donato Pierro, (attuale assessore ai Lavori pubblici e fedelissimo del primo cittadino) quale vice di De Vincenzis. Al contempo però, parallelamente, una parte della base del Pdl ed in particolare alcuni nuovi aderenti al partito vorrebbero un forte rinnovamento in tema di candidature chiedendo un turno di riposo proprio per Donato Pierro. Cambiamento che sicuramente non ci sarà poiché i nomi che si profilano sono quelli di Donato Pierro, Marcello Maffia, Maurizio Castellucci e Francesco Chita.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 14 novembre 2009

TURSI - Comunali, trattative in alto mare


Gli schieramenti politici tursitani sono ancora divisi sulle candidature. Al centro c’è solo l’Udc, che non si avvicina al centrosinistra per vecchie ruggini



TURSI -
Acque “agitate” nello scompaginato scenario politico di Tursi. A poco più di tre mesi dal termine della presentazione delle liste per le comunali, nessun accordo definitivo è stato raggiunto negli schieramenti di centro destra e di centrosinistra. Nell'ambito del centro sinistra (Pd, Italia dei Valori, Popolari Uniti, Lista Stella, confluita nel Pd, tutti presenti alle ultime provinciali e attestatisi tutti intorno ad una percentuale che va dall’ 8 al 10%) non si è instaurato ancora alcun dialogo ufficiale. L'aria che si respira è di forte contrapposizione soprattutto personale e non politica, interna ed esterna ai partiti di appartenenza. Nel Pd ci sono molte anime divergenti con fortissimi dissapori che si tramandano dal momento dello scioglimento del consiglio comunale. L’Italia dei valori sta attraversando una fase di crescita. Nei Popolari Uniti è rimasto un unico rappresentante, Giuseppe Modarelli. Sull'altro versante politico la situazione non è migliore. Il centro destra, ormai privo dell'Udc, vuole candidare il consigliere provinciale Cosma Salvatore, ma una parte dello stesso Pdl non è d'accordo. Il problema principale riguarda l'individuazione del candidato sindaco, rivendicato da esponenti della ex Forza Italia, vicini al senatore Cosimo Latronico che vedrebbero in questo modo una sorta di bilanciamento interno in quanto la parte di Pdl proveniente da An ha già ottenuto la sua candidatura alle ultime provinciali con Salvatore Cosma, tra l’altro risultato eletto. Il centro rappresentato dall'Udc, teoricamente dovrebbe dialogare con il centro sinistra, ma la ruggine col passato è rimasta e difficilmente sarà possibile un accordo soprattutto con il Pd, che, di recente, ha fortemente manifestato il suo dissenso verso gli uomini dell'Udc. Tutto, però, sembra essere rimasto ancora molto fluttuante ed incerto. I problemi principali riguarderanno sia l'individuazione del candidato sindaco, rivendicato ufficiosamente da tutti, sia alcuni rapporti, all'interno delle coalizioni e dei partiti, ancora molto bui. In pratica, ad oggi, l'orientamento politico tursitano è instabile e gli equilibri da mantenere sono fragilissimi. “E' mai possibile – si chiedono alcuni elettori che preferiscono rimanere anonimi - che i tursitani siano incapaci di unirsi e cooperare insieme per far nascere un nuovo periodo, condiviso da tutti, che sostenga il proprio futuro? Servirebbe un'alleanza dinamica, aperta al dialogo tra laici e cattolici, distinta, ma attenta all’evoluzione dei singoli partiti, mettendo da parte gli incoerenti, i populisti e gli opportunisti, che niente hanno fatto per il paese di Tursi. Servirebbe un'alleanza di Tursitani responsabili. Senza un'alleanza responsabile - tutti concordano - nessuno sarà vincitore”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 13 novembre 2009

NOVA SIRI - Grande esempio di integrazione


La bella storia umana di Buian e Pinky, dal Bangladesh a Nova Siri. Amano la pasta, si sentono italiani ed hanno chiamato Daniele e Simone i loro gemellini

NOVA SIRI – Un esempio di integrazione reale giunge da Nova Siri, il paese al confine tra la Basilicata e la Calabria, dove ospitalità ed accoglienza sono di casa. E’ la storia di Buian e Pinky (all’anagrafe rispettivamente Zakir Hossain Bhuyan e Moshiha Rahman) che vogliamo raccontare, una coppia originaria del Bangladesh che, nonostante sia ancorata fortemente alle proprie origini, religione (musulmana) e tradizioni, è entrata a far parte a pieno titolo tra i cittadini della nostra regione e del Belpaese. Sono i nuovi lucani loro, quelli che lo sono diventati, perché ad un posto si appartiene totalmente soltanto quando ci si sente accettati. Accettati al punto di essere considerati “di famiglia” (senza eufemismo) dai propri datori di lavoro. Attenzione, la loro non è una storia di ordinario sfruttamento, bensì di vera e propria emancipazione, sia sociale che economica. La famiglia Bhuiyan è davvero rispettata da tutti. Una famiglia composta da quattro persone, perché nel settembre del 2008 sono nati i bellissimi Daniele e Simone due gemelli dal nome italiano. Due bambini che tutti adorano e coccolano, basti vedere la grande festa che amici e “parenti” hanno organizzato per festeggiare il loro primo compleanno. Buian ha 34 anni, nei suoi occhi si legge chiaro che ha vissuto più di un suo coetaneo italiano. Le peripezie della vita e la voglia di crearsi un futuro migliore lo hanno portato nel 1999 da un paese dell’Asia meridionale a Roma. Sua moglie Pinky, appena ventitreenne, allora aveva soltanto tredici anni e non immaginava che quel viaggio fatto da Buian che ancora non conosceva, avrebbe cambiato anche la sua vita. In meglio. “A Roma – ha raccontato il giovane al Quotidiano – mi fermai solo tre mesi. Lì conobbi Giovanni Rina (un avvocato che lavora nella Capitale, ndr) che mi portò nella sua Nova Siri a casa di suo padre, l’avvocato Carlo Rina, dove lavorai in qualità di assistente domiciliare fino al 2005 quando questi è deceduto. Ringrazio infinitamente Giovanni – ha detto Buian visibilmente commosso - per quello che ha fatto per me”. Messosi subito in evidenza per essere una persona seria, affidabile e laboriosa, per Buian non è stato difficile trovare un altro lavoro. Così dal 7 giugno dello stesso anno, lavora con regolare contratto di assunzione come barman presso la stazione di servizio “Q8 dei fratelli Rina” (parenti dei datori di lavoro precedenti) adiacente al semaforo di Nova Siri in direzione Reggio Calabria. “Mi trovo bene in Italia – ha tenuto ad evidenziare Buian – e voglio restare a vivere qui. Ogni tanto mi piace andare nel mio paese di origine per salutare i miei parenti. Da noi in Asia c’è povertà. Qui più benessere. Ormai sono cittadino italiano dal 2004 e spero che anche mia moglie lo diventi presto”. Cosa ha imparato in Italia? – chiediamo – “Mangiare la pasta” – ha risposto – ed infine: “Sono felice che i miei figli siano italiani – ha concluso l’italianissimo Buian - un popolo di persone brave e gentili”. A lui piace lavorare e si vede, perché – notiamo mentre sta dietro il bancone - lo fa con il sorriso e la gioia di vivere tipica di chi ce l’ha fatta.

Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 12 novembre 2009

POLICORO - «Il bando dell’asilo non tutela i lavoratori»


La denuncia del consigliere provinciale Serafino Di Sanza sul caso del Nido


POLICORO -
“È un impatto senza precedenti quello che l’attuale crisi economico-finanziaria sta producendo nel nostro sistema economico e sociale. Con evidenti e drammatiche ripercussioni su numerose attività del nostro territorio, costrette a chiudere battenti e sui posti di lavoro sempre più a rischio”. A commentare con forte preoccupazione lo scenario in atto è il consigliere provinciale Serafino Di Sanza, presidente della commissione lavoro alla Provincia di Matera, che sottolinea come il perdurare di tale recessione abbia messo in ginocchio moltissime famiglie lucane, costrette a fare i conti con la costante minaccia del taglio degli stipendi e reso difficile, quando non impossibile, soprattutto ai giovani, immaginare e sognare il proprio futuro.
“La tutela del lavoratore, la sicurezza di un’occupazione, più che di un posto fisso, – prosegue il consigliere Di Sanza – insieme a nuove e sempre più attive opportunità di formazione, che restano ancora gli strumenti con i quali resistere alle sfide della mobilità, devono essere i pilastri sui quali costruire risposte concrete e unitarie da parte di istituzioni e parti sociali”.
“La recente vicenda relativa al bando di gara per la gestione dell’asilo nido di Via Colombo, nella città di Policoro, – ad esempio – ha messo in discussione proprio uno di questi pilastri: la tutela del lavoratore. Il bando in questione non ha previsto il rispetto, da parte dell’impresa aggiudicataria, della clausola del cambio di gestione contenuta nell’art. 37 del ccnl delle cooperative sociali che garantisce al personale addetto al servizio la continuità del lavoro, con conseguente obbligo di assunzione a carico dell’impresa aggiudicataria”.
“Che si preveda l’esplicito richiamo alla norma di salvaguardia dei lavoratori nei bandi di gara e il severo rispetto delle leggi contenute nei ccnl di categoria, sono gli inviti rivolti alle amministrazioni locali anche in considerazione dei bandi di prossima pubblicazione”, ha auspicato il presidente della Commissione Provinciale Lavoro, Di Sanza. “In un contesto economico allarmante come quello attuale – insiste il consigliere – tutte le amministrazioni locali devono adoperarsi attraverso un ruolo attivo per sostenere l’occupazione e nello stesso tempo venire incontro alle esigenze del mondo imprenditoriale. Come l’amministrazione provinciale di Matera – chiosa Di Sanza - farà nei prossimi mesi anche attraverso la procedura ristretta semplificata per l’affido di appalti che riguardano l’esecuzione di lavori pubblici di importi inferiori a 1 milione di Euro. L’impegno e l’attenzione rivolti a queste dinamiche, da parte dell’amministrazione provinciale e del Presidente Franco Stella in primis, sono consistenti, pur dovendo constatare che l’approvazione dei bilanci degli Enti, nel rispetto del patto di stabilità, frena anche il reale decollo degli stessi”


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

SAN MAURO FORTE - Distretto sanitario senza servizi


Il consigliere provinciale, Antonio Santochirico, promotore di una petizione. «Si continuano a disattendere le direttive regionali e il territorio soffre»


SAN MAURO FORTE – “Il distretto sanitario di San Mauro sta subendo una continua azione di depotenziamento. Ormai registriamo la cronica assenza di pediatri, ginecologi, medici chirurghi, ecc. , tutte prestazioni previste tra i servizi da erogare”. A lanciare l’allarme al Quotidiano è Antonio Santochirico, consigliere provinciale di “Sinistra e Libertà”. “Non è raro purtroppo – ha spiegato l’esponente della comunità sanmaurese - constatare la sistematica mancanza di farmaci e del materiale medicale essenziale utile a garantire un primo, efficace intervento. Ormai quasi periodicamente si è costretti a registrare la scarsa attenzione per i servizi sanitari territoriali soprattutto nelle aree più deboli di questa Regione. Nonostante siano ormai passati diversi anni dalla adozione del Piano Sanitario Regionale, peraltro condivisibile nella sua impostazione generale, si continua a constatare che lo stesso risulta sistematicamente disatteso. La pianificazione prevedeva la riconversione di alcune delle strutture ospedaliere di riferimento per i territori più interni della Regione e la contemporanea istituzione di presidi sanitari di medicina territoriale utili a far fronte alla richiesta sanitaria dei territori. Purtroppo – ha continuato Santochirico - ci consta osservare che la infinita azione di riconversione si è nel tempo tramutata, per troppe strutture ospedaliere, in un sistematico smantellamento dei reparti, e la rete dei distretti non ha avuto e, purtroppo ancora oggi non ha, trovato attuazione. Ancor più grave osservare che anche i distretti sanitari già attivati risultano oggetto di una continua azione di depotenziamento e che, come nel caso del Distretto Sanitario di primo livello di San Mauro Forte. Ogni tanto, in questi anni, a seguito delle vibrate proteste ora di un raggruppamento politico, ora di qualche associazione di volontariato, si provvedeva, per qualche mese, a far ricomparire alcuni dei servizi previsti. Poi si tornava alla normalità, cioè alla completa assenza delle prestazioni minime da garantire. Tutto quanto denunciato, visti i risultati, porta a chiedersi quali siano i criteri con cui viene organizzata una spesa sanitaria considerevole, ammonante ad oltre 300 milioni di euro per la sola provincia di Matera. Negli ultimi mesi si assiste ad un ulteriore processo di abbandono che è del tutto inspiegabile rispetto alla dotazione finanziaria indicata. Come Sinistra e libertà avvieremo subito una raccolta di firme per la riattivazione dei servizi presenti nel nostro distretto e impegneremo il centrosinistra lucano, in vista delle prossime scadenze elettorali, a scelte sanitarie chiare che offrano gli stessi diritti a tutti i cittadini indipendentemente dalla loro residenza sul territorio provinciale. La petizione – ha concluso - sarà inviata all'assessore regionale competente affinché si adoperi per garantire i livelli minimi di assistenza per tutti i cittadini lucani”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano dell Basilicata)

mercoledì 11 novembre 2009

SPUNTI/ Antonio Di Sanza e Felice D'Amato

lunedì 9 novembre 2009

SCANZANO - PESCOPAGANO 0-0


Scanzano muove la classifica. Pareggio a reti bianche per gli jonici con il Pescopagano



SCANZANO : Pinelli, Gammino, Fittipaldi, Leone, Lavegas, De Luca (46' Gualano), Capogrosso (84' Mairo), Valinoti, Di Pinto (46' Lo scalzo), Montemurro. A disp: Marzano, Corleto Giovanni, Rimoli, Viviani. Allenatore Calone.

PESCOPAGANO
: Rosa, Perillo (87' Roselli), Loianno, Montano, Cantone, Tavarone, Papasso, Lanza, Nicastro, Ariamone, Lotano (87' Glorioso). A disp: Brivolo, Laurenziello. Allenatore Toscano.


NOTE: Ammoniti 35' Leone (S), 78' Lavegas (S), 90' Gualano (S).


ARBITRO : Salvatore di Potenza (Amati e Lasala)


SCANZANO JONICO - Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Si può commentare così il pareggio a reti inviolate ottenuto ieri pomeriggio dallo Scanzano contro il Pescopagano. Se si vuol vedere il bicchiere mezzo pieno, si può dire che per la prima volta dall'inizio della stagione gli uomini di mister Franco Calone non hanno subito reti. Un'altra nota positiva è rappresentata dal fatto che il punto ottenuto con il pareggio ha smosso comunque la classifica. La cosa dà morale. Con due punti, seppur da fanalino di coda, l'umore è leggermente salito di tono. Vedendo il bicchiere mezzo vuoto, non si può non dire che quella di ieri è stata un'occasione perduta. Infatti non aver vinto tra le mura amiche contro una diretta concorrente, sotto l'aspetto sostanziale, equivale ad una sconfitta. Attenuanti non da poco sono gli assenti che hanno snaturato e falcidiato la squadra. Veniamo alla gara. All'inizio lo Scanzano arranca ma non subisce. Il primo tempo è avaro di emozioni da ambo le parti con i due portieri rimasti pressoché inoperosi. Nella ripresa la gara si vivacizza. Al 49' Valinoti tira e Rosa devia in angolo. Al 50' sempre Valinoti, molto attivo, tira e ed il portiere pescopaganese respinge. Lo Scanzano capisce che può farcela e Calone incita i suoi. Lo Scanzano cresce dà l'impressione di poter passare da un momento all'altro. Poi inizia il valzer delle sostituzioni per la squadra ospite. Lo Scanzano già negli spogliatoi aveva cambiato assetto con l'ingresso di Gualano e Loscalzo per De Luca e Di Pinto entrati in campo dall'inizio del secondo tempo. Tra i migliori in campo, sicuramente Lavegas, che con la sua sapiente regia dinanzi alla difesa ha creato ordine alla manovra. Ottima anche la prova di capitan Leone, sempre attento a non concedere nulla agli attaccanti avversari. Positiva, seppur senza goal all'attivo, la gara di Valinoti che anche all'85' tira a botta sicura ed il portiere para. Ultimo sussulto sempre con Valinoti all'86' che tira fuori a porta vuota con il portiere in uscita.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

domenica 8 novembre 2009

POLICORO - "Sindaco ministro degli esteri"


Il consigliere Fabiano Montesano (Pd) critica le troppe missioni di Lopatriello. "Diciotto mesi di governo cittadino senza segnali tangibili per la comunità"


POLICORO - “Diciotto mesi senza produrre risultati tangibili”. Con queste parole il consigliere comunale del Partito democratico di Policoro, Fabiano Montesano, sintetizza tutto il suo malcontento verso l'operato dell'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Nicola Lopatriello, focalizzando la propria attenzione verso gli ultimi accadimenti. “La vicenda del bando dell'asilo nido - ha esordito Montesano - come d'altronde avevamo già avuto modo di rilevare in consiglio comunale, non ha fatto altro che mandare a casa nove operatrici che in tanti anni hanno profuso i propri sforzi per avviare una struttura che era diventata il fiore all'occhiello del settore. Mi tocca constatare che la professionalità e lo spessore umano delle persone che sono rimaste senza lavoro era molto apprezzata, infatti mi risulta che c'è stato un calo degli iscritti i quali sono passati da cinquanta a venti con la nuova gestione. Voglio inoltre spezzare una lancia nei confronti del segretario provinciale di Rifondazione comunista, Ottavio Frammartino, ingiustamente apostrofato da Leone. Ritengo che l'esponente della sinistra sia un valido rappresentante del mondo politico locale, il suo impegno, competenza e passione sono indiscutibili”. Montesano fa poi con “Il Quotidiano” una carrellata critica sui primi diciotto mesi dell'amministrazione comunale. “Vedendo il sito ufficiale del Comune di Policoro, curato tra l'altro dal validissimo amico Mimmo Stigliano, al quale auguro di proseguire il rapporto di fornitura del servizio informatico - ha continuato l'esponente di spicco dell'opposizione - possiamo notare tante foto che immortalano il nostro primo cittadino esclusivamente in momenti di rappresentanza dell'ente. Per questo basterebbe il presidente del Consiglio. Sicuramente mancano le foto dell'inaugurazione di lavori pubblici o creazione di opportunità di sviluppo. Personalmente gradirei avere un sindaco e non un “ministro degli esteri” impegnato in missioni anch'esse di rappresentanza tra i Balcani (Romania, ndr) e le Alpi (Austria, ndr). Adesso ci mancavano pure i proclami canadesi. Così ad amministrare il comune nel quotidiano c'è solo il vice sindaco, che nonostante l'incarico gravoso deve portare avanti la sua dispendiosa attività professionale di medico-pediatra. Sull'operato degli assessori, fatta eccezione per qualcuno, stendo un velo pietoso. Mi permetto poi di consigliare, di darsi una mossa, nel rispetto dei cittadini, per portare a compimento le tante lottizzazioni non ancora ultimate e l'intera viabilità rurale e non ormai impercorribile”. Infine la questione precari. “Acquisita l'indisponibilità del sindaco e dell'amministrazione a stabilizzare i dodici precari - ha continuato Montesano - motivata da questioni che sono ancora da chiarire e da verificare, ribadisco, così come detto dal capogruppo Marrese nei giorni scorsi, la nostra ferma volontà ed impegno, affinché si possa addivenire ad una soluzione che dia sicurezza ai lavoratori ed alle proprie famiglie. Colgo l'occasione di preannunciare - ha concluso - così come concordato nella riunione di gruppo, la richiesta di convocazione di consiglio comunale per far luce dinanzi ai cittadini sulle questioni relative alla stabilizzazione dei precari ed all'analisi del servizio di gestione dell'asilo nido.”


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 7 novembre 2009

POLICORO - "Asilo, Leone mistifica la realtà"



Frammartino (Prc): "Il Tar non ha respinto ilricorso, ma non accolto la sospensiva". Criticata anche la completezza del bando. L'assessore: "Il tempo stabilirà la verità"



POLICORO - Con il dispositivo di non accoglimento della sospensiva, richiesta al Tar di Basilicata dall'avvocato Francesca Dimilta di Potenza per conto della cooperativa “Heraclea new service” avverso il bando comunale di assegnazione della gestione dell'asilo nido di Policoro, sito in via Colombo, aggiudicato dalla cooperativa “Puzzle” di Matera, non resta che attendere il giudizio di merito, la cui udienza non è stata ancora fissata, ma che con molta probabilità si terrà nel 2010. Il Comune di Policoro, resistente in questo giudizio pendente dinanzi la magistratura amministrativa lucana, è difeso dall'avvocato Francesco Cirigliano con studio in Policoro. Intanto non si placano le polemiche su quello che è stato un vero e proprio caso estivo, poiché con il passaggio da una cooperativa all'altra, a farne le spese sono state nove operatrici combattive rimaste senza reddito dopo anni di lavoro. “L'esultanza dell'assessore Leone - ha detto in una nota Ottavio Frammartino, segretario provinciale di Rifondazione comunista - che spaccia il non accoglimento della richiesta della sospensiva del bando di gara sull'asilo, come se il Tar avesse respinto il ricorso, è una mistificazione della verità, un maldestro tentativo di dare una giustificazione ad una operazione ormai imbarazzante anche per la maggioranza che sostiene questa giunta. Ma al di la del giudizio di merito - ha continuato - a cui sarà chiamata a rispondere la giustizia amministrativa, egli deve rispondere a quello legato alla questione morale e politica da noi sollevata su questo appalto. Per quello che ci riguarda questa decisione non sposta di una virgola le ragioni delle nostre critiche sulla gestione del bando, che, come dice con una nota anche il Dipartimento regionale dei servizi sociali, è un bando difforme alle leggi regionali, in quando i parametri non rispettano quelle previsti dai piani sociali. Solo questo dovrebbe preoccupare i cittadini e le mamme, perché significa che per contenere i costi è messa in discussione la qualità del servizio, oppure i servizi aggiuntivi saranno a spese delle famiglie. Inoltre il non aver previsto nel bando la salvaguardia dei posti di lavoro esistenti la dice lunga sull'obiettivo vero di questo bando, che era quello di far fuori le vecchie operatrici, per sostituirle con altre ritenute politicamente più affidabili. Un'operazione di epurazione - ha concluso stigmatizzante Frammartino - una ritorsione politica contro delle lavoratrici ritenute di centrosinistra, che riporta la nostra comunità indietro di decenni e dove inquietano le operazioni clientelari messe in atto dall'assessore ritenuto fino a ieri un paladino sulla questione morale”. Abbiamo interpellato telefonicamente per una replica il vice sindaco, Rocco Leone: “Sono troppo signore - ha detto - per poter rispondere agli attacchi di un esponente politico inconsistente che ha tentato invano di entrare in consiglio comunale e si è visto bocciato dagli elettori. Il tempo - ha concluso l'esponente della giunta comunale - è sempre galantuomo e portatore di verità”.


Pierantonio Lutrelli


(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nelle foto da sinistra, Ottavio FRammartino e Rocco Leone

SPUNTI/ Di Pietro e Pezzotta


venerdì 6 novembre 2009

POLICORO - Asilo nido, rigettato il ricorso


Il vicesindaco Leone: "Il provvedimento rafforza la posizione del Comune"


POLICORO – La cooperativa “Heraclea new travel” di Policoro che fino al giugno scorso si era occupata per anni della gestione dell'asilo nido comunale sito in via Colombo, si è vista rigettare il ricorso discusso mercoledì scorso dinanzi al Tar di Basilicata, azione con la quale aveva impugnato il bando di gara del Comune di Policoro vinto dalla cooperativa “Puzzle” di Matera. Ad assistere “Heraclea New service” l'avvocato Francesca Dimilta, dello studio “Petrone” di Potenza, specializzata in assistenza legale alle cooperative. La sentenza è stata resa nota nella giornata di ieri. Termina qui, Consiglio di Stato permettendo la vicenda che riguarda le nove operatrici della struttura che da oltre u decennio avevano prestato la loro opera all’interno del Nido policorese avviandolo e facendolo diventare un punto di riferimento comprensoriale. Sulla vicenda è intervenuto, il vice sindaco della città, Rocco Leone, con delega alla Pubblica Istruzione e Servizi sociali, oggetto nelle scorse settimane di alcuni attacchi (seppur velati) politici sulla questione.
“Fermo restando il rispetto per le precedenti operatrici – ha detto l’esponente di spicco del Pdl al Quotidiano - e riconoscendo il buon lavoro che la vecchia cooperativa ha avuto nella gestione del nido, devo dire le regole della democrazia e della trasparenza prevedono che quando scade una gestione di servizio pubblico un’Amministrazione comunale non può fare altro che indire un nuovo bando.
Questa amministrazione ne ha fatto uno trasparente ed aperto che non precludeva la strada a nessuno. Accogliamo pertanto con soddisfazione – ha continuato Leone - il provvedimento del Tar che rafforza la posizione chiara e trasparente di questa amministrazione, e le polemiche e le bugie le lasciamo a chi ha poco da fare nella vita. Non si può invocare – ha concluso - la trasparenza quando ci piace e poi non tenerne conto quando la cosa non viene a nostro favore. Le regole della trasparenza hanno fatto sì che a vincere sia stata un’altra cooperativa e noi ne prendiamo atto”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Marrese: "E' l'occasione giusta per stabilizzare i precari"


Intervento del capogruppo Pd


POLICORO – Il capogruppo del Partito democratico di Policoro, Gianluca Marrese, interviene sulla vicenda relativa alla stabilizzazione del personale precario in forza attualmente presso il Comune di Policoro.
“Il tema della precarietà del lavoro, fondamentale nell’agenda politica del centro-sinistra - ha detto al Quotidiano l’esponente politico - è stato sin dal momento in cui abbiamo amministrato il Comune di Policoro, nella passata legislatura, sempre oggetto di attenzione particolare essendo rivolto alla parte più debole della società.
In quella occasione, la nostra amministrazione ritenne necessario, in rispetto alle normative vigenti ed alla disponibilità di risorse, di procedere alla stabilizzazione di numero 12 unità di precari che, ad oggi, hanno consolidato il loro rapporto di lavoro con l’ente a tempo indeterminato dopo oltre dieci anni di ingiusta precarietà, acquisendo così una stabilità economica e sociale.
In linea con quanto già avvenuto, oggi, grazie ad un puntuale ed utile intervento della Regione Basilicata si presenta una nuova ed interessantissima opportunità per il nostro Comune per procedere alla stabilizzazione di altrettanti precari di categoria A e B (operai ed esecutori) a tempo indeterminato, e nelle categorie C e D a tempo determinato, al fine di assicurare anche a loro la giusta stabilizzazione.
Infatti la Giunta regionale – ha continuato - con delibera n. 1758 dello scorso 13 ottobre ha stanziato, all’uopo, le somme necessarie per poter procedere alla stabilizzazione per tutti quei lavoratori impegnati da almeno tre anni in attività socialmente utili (ASU) presso i comuni e gli enti pubblici utilizzatori prevedendo un contributo economico di 9.200 euro per l’anno 2009, per ogni lavoratore stabilizzato.
E’ chiaro che l’occasione è quella giusta per regolarizzare i rapporti di lavoro precario, anche attraverso contratti part-time.
Il tutto, ai sensi della citata delibera, deve avvenire entro la fine del corrente anno, per cui si invita l’amministrazione a far si che l’ufficio competente metta in atto tutti gli adempimenti utili e necessari per permettere a numerose famiglie di Policoro di raggiungere il traguardo della serenità e della stabilizzazione lavorativa, ponendo altresì fine a forme di precariato presso la casa comunale.
L’auspicio è che alla vicenda venga data la giusta rilevanza al fine di evitare ciò che già negli ultimi tempi è accaduto a seguito della perdita sul nostro territorio comunale di servizi essenziali, quali quelli dello sportello della Camera di Commercio, del Catasto e della Biblioteca comunale, servizi di cui un Comune così vasto qual è quello di Policoro non può sicuramente farne a meno e le cui responsabilità prettamente politiche sono da attribuire a chi oggi ci amministra che, con superficialità e poca lungimiranza, ha sottovalutato – ha concluso Marrese - gli aspetti e le conseguenze negative per tutta la popolazione di Policoro di perdere, speriamo non definitivamente, servizi così importanti ed essenziali anche per gli operatori commerciali di tutto il comprensorio”


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

TURSI - Fermento per le Comunali



Difficile la quarta candidatura consecutiva di Antonio Guida. Nel centrodestra, in particolare nel Pdl, i giochi sono comopletamente aperti

TURSI – Dopo la fine prematura della legislatura e l’arrivo del commissario prefettizio in città, giunta soltanto a seguito di una miriade di ricorsi e contro ricorsi presentati dall’ex sindaco e dalla sua ex giunta alla giustizia amministrativa terminati con una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato il là allo scioglimento del Consiglio comunale dell’ente da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Tursi si tornerà presto alle urne. L’appuntamento è per la fine del prossimo mese di marzo quando si voterà anche per le regionali. L’ultimo sindaco, Antonio Guida, fu eletto nel maggio del 2007 a capo di una coalizione di centrosinistra, compagine che sconfisse il centrodestra (con sembianze civiche) capeggiato da Angelo Castronuovo che arrivò secondo, e la lista civica guidata dall’allora sindaco uscente Salvatore Caputo che arrivò terza.
Stando ad alcune indiscrezioni proviamo a raccontare lo scenario politico locale che d’ora in avanti si farà sempre più caldo. L’ex primo cittadino, che non è certamente all’inizio della carriera politica, a meno che non intenda forzare la mano, non godrà più delle condizioni favorevoli che gli hanno consentito consecutivamente nelle ultime tre tornate amministrative 1997-2002-2007 di scendere n campo con il ruolo apicale. Candidature che comunque gli sono valse due vittorie ed una sola sconfitta (contro Caputo nell’allora centrodestra nel 2002). Tra l’altro Guida alle ultime elezioni provinciali dopo essere giunto in rotta di collisione con il Partito democratico ha scelto di candidarsi con il Partito Socialista raccogliendo all’incirca 250 voti, consenso che potrebbe tornargli utile o per essere eletto in una lista da soldato semplice, ammesso che trovi o voglia trovarvi posto, o per consentirgli di sostenere un uomo a lui vicino per fargli guadagnare comodamente uno scranno nell’assise municipale. Nel centrodestra ed in particolare nel Pdl i giochi sono completamente aperti. Appare fuor di dubbio che l’ultima parola spetterà all’avvocato Giuseppe Labriola, capogruppo alla Provincia di Matera. Tursi ha anche un altro consigliere provinciale, Salvatore Cosma, anch’egli del Pdl. La sensazione comunque è che si andrà verso aggregazioni civiche, a causa soprattutto di diversi veti incrociati tra i soliti pluridecennali protagonisti delle battaglie amministrative. Vincerà chi riuscirà a presentare la novità, novità soprattutto culturale, che possa inculcare fiducia negli elettori, quella fiducia che a causa degli ultimi “balletti” i cittadini hanno un po’ perso. Sono veramente molti i veti reciproci, anche tra esponenti dello stesso schieramento: “Se c’è Tizio…non mi candido”. Oppure “Io mai in lista con Caio”. E’ proprio vero che il passato che ha lasciato strascichi e ferite aperte conta. A Tursi infatti non è neanche più una questione di schieramento, in molti parlano di “Patto per la rinascità” o di “Patto per Tursi”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nelle foto da sinistra gli ex sindaci Antonio Guida e Salvatore Caputo

giovedì 5 novembre 2009

POLICORO - Asilo Nido, il caso davanti al Tar


Ieri l'udienza al Tribunale amministrativo tra il vecchio gestore e il Comune. Impugnato il bando che dopo tanti anni affida la struttura a una nuova cooperativa



POLICORO - Per chi si ritiene danneggiato dalla Pubblica amministrazione, l'ordinamento giuridico italiano ha previsto che ci si possa rivolgere alla giustizia amministrativa, e quindi ai Tribunali amministrativi regionali, meglio conosciuti come Tar. Ed è per questo che la cooperativa “Heraclea new travel” di Policoro che fino al giugno scorso si era occupata per anni della gestione dell'asilo nido comunale sito in via Colombo, ha presentato ricorso al Tar di Basilicata, impugnando il bando di gara del Comune di Policoro che ha portato ad un nuovo gestore del servizio: la cooperativa “Puzzle” di Matera. Ieri si è tenuta l'udienza camerale. Ad assistere “Heraclea New Travel” l'avvocato Francesca Dimilta, specializzata in assistenza legale alle cooperative. La sentenza si conoscerà, stando ad alcune indiscrezioni, soltanto domani. Intanto l'asilo nido di via Colombo, seppur con qualche giorno di ritardo rispetto alla data in cui avrebbe dovuto aprire i battenti è funzionante e la gestione è affidata come detto ad un nuovo soggetto giuridico che per poter espletare le mansioni preposte ha dovuto reclutare nuovo personale. E le nove operatrici della “vecchia” cooperativa che hanno dato l'anima in quella struttura che fine hanno fatto? Per il momento, nonostante la comprensibile amarezza più volte esplicitata, attendono l'esito del ricorso, confidando in una riassegnazione dell'appalto alla loro cooperativa e quindi ad un ritorno al lavoro. Di certo la storia non finirà qui, poiché sia la parte ricorrente, “Heraclea new travel” che quella resistente, ossia il Comune di Policoro, si ritroveranno dinanzi al Consiglio di Stato per la fase di appello.
L'asilo nido policorese è una struttura esistente da oltre vent'anni passata dalla gestione diretta delle dipendenti comunali fino al 1999, anno in cui è subentrata la semiprivatizzazione e quindi la gestione di “Heraclea new travel” che si aggiudicò il bando. Lo scorso 8 agosto la cooperativa uscente bloccò il bando con una missiva non ritenendolo corretto, poi una nuova gara e l'apertura delle buste lo scorso 22 settembre che ha visto la cooperativa “Puzzle” aggiudicarsi l'appalto. Le operatrici che attualmente vivono un momento difficile poiché prive di reddito, senza ombra di dubbio hanno contribuito in maniera non irrisoria al consolidamento ed avviamento del nido, basti pensare che nell'anno scolastico 1999-2000 la struttura contava tra gli iscritti soltanto 20 bambini ed invece quest'anno il nido è cresciuto raggiungendo all'incirca la quota fatidica di 60 iscrizioni. Di certo, e comunque andrà a finire, questa vicenda è emblematica per far comprendere come il bisogno del lavoro sia superiore all'offerta. La “coperta” troppo corta rischia di creare la cosiddetta “guerra tra poveri”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto un momento della passata gestione

SPUNTI/ Berlusconi e Fini

martedì 3 novembre 2009

SPUNTI/ Berlinguer e Bersani


domenica 1 novembre 2009

SPUNTI/ Antonio Di Sanza sullo sport policorese


Il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, esprime solidarietà e vicinanza al mondo sportivo di Policoro.

“Nelle ultime settimane – dichiara Di Sanza – giungono notizie di problemi, inadempienze e ritardi tra il mondo associativo sportivo di Policoro e l’Amministrazione comunale riguardo alle strutture sportive, alla loro concessione ed a impegni finanziari presi e ad oggi non ancora mantenuti. E’ il caso di ricordare che l’attività di vero e proprio volontariato realizzato grazie al sacrificio di decine di cittadini di Policoro, appassionati di sport, si traduce in una fondamentale azione di riduzione di quel disagio giovanile che ogni giorno viene, purtroppo, rappresentato dai media nazionali. E’ un settore che deve essere valorizzato, organizzato e posto tra i punti principali dell’azione sociale dell’Amministrazione comunale. A maggior ragione se si pensa alla dotazione di impianti sportivi presenti sul territorio di Policoro che vanno dal Pala Ercole, seppure inaugurato ma non ancora affidato in gestione, alle diverse strutture degli istituti scolastici e per finire al Pala Ghiaccio, la cui apertura è stata annunciata come imminente ma non ancora realizzata. Questo dimostra come l’Amministrazione comunale, pur avendo a disposizione una ottima dotazione di impianti sportivi, non è capace di organizzarli e gestirli nel migliore dei modi. Probabilmente il Comune, a causa delle scarsità delle risorse finanziarie, non può garantire al 100 % il loro funzionamento ma che quantomeno si impegni a garantire il minimo indispensabile ed a far funzionare quello che ha a disposizione”.
“A ciò – continua Di Sanza – si aggiunga che, oltre a questa importante funzione sociale, tramite lo sport, la città di Policoro viene conosciuta in tutta la regione ed anche oltre, soprattutto se non ci soffermiamo solo al settore calcistico. Il riferimento è ovviamente anche ad altri sport, come l’atletica. Ma anche qui sentiamo di mancate promesse dell’Amministrazione comunale e della sfiducia da parte di chi ogni anno anima uno dei tanti sport effettuati a Policoro.
Ed è proprio in tale ambito che devo esprimere solidarietà e vicinanza all’Associazione Podistica Amatori che, nostro malgrado, decide di “chiudere l’attività” per mancanza di fondi. Una mancanza di fondi che non è dovuta alla cattiva gestione dell’attività podistica dell’Associazione ma ad una promessa non mantenuta dell’Amministrazione comunale che, in occasione della ottava edizione della gara podistica “Straherakleia”, si era impegnata a concedere un contributo pari a 5.000,00 € per la realizzazione della manifestazione , ad oggi non ancora pervenuto. E’ evidente che non è questo il modo di sostenere lo sport a Policoro. Così si sfrutta solo la buona volontà dei componenti delle Associazioni sportive per offrire, poi, ai rappresentanti politici ed istituzionali la classica passerella nelle rispettive manifestazioni. La reazione dell’Associazione Podistica Amatori di Policoro è comprensibile e credo, o almeno mi auguro, che il Sindaco provveda al più presto a mantenere la sua promessa ed i suoi impegni nei loro confronti onde evitare che un’altra Associazione sportiva chiuda e tanti giovani appassionati si ritrovino per strada senza poter dare seguito alle proprie passioni”.
“D’altronde, nel settore sportivo anche la Regione Basilicata – sostiene Di Sanza - svolge un ruolo importante ed è proprio di questi giorni, infatti, l’approvazione del Piano Regionale dello Sport 2009 che prevede un finanziamento di 1.890.000,00 € per sostenere la diffusione della cultura dello sport e promuovere azioni finalizzate allo sviluppo della pratica sportiva ed un finanziamento di 2.257.000,00 € per lo sviluppo dell’impiantistica sportiva e per la gestione. E’ chiara, quindi, l’opportunità che viene offerta ai Comuni per rendere fruibili le proprie strutture sportive comunali. Sta agli enti locali dimostrare una capacità di gestione e di iniziativa che, purtroppo, a quanto pare al Comune di Policoro scarseggia”.

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