Come contattarmi

Email: pierantonio.lutrelli@gmail.com telefono: 392/8343047
Via Rossini, 14 - 75020 - Scanzano Jonico (Matera)
Loading...

martedì 30 giugno 2009

PISTICCI - Pdl, una nomina contesa



Lazazzera e Leone si contendono il ruolo di coordinatore cittadino. Se il sindaco non avrà la carica pare sia intenzionato a lasciare il partito con il suo gruppo



PISTICCI – Il futuro e quindi la tenuta politica dell’Amministrazione comunale di Pisticci, ruota tutto intorno la decisione del segretario provinciale del Pdl, il senatore Cosimo Latronico, in merito la designazione del coordinatore cittadino del partito. A contendersi la carica sono Michele Leone e Domenico “Mimmo” Lazazzera, rispettivamente sindaco e vice sindaco di Pisticci. Il primo proviene da Forza Italia ed il secondo da Alleanza nazionale. Entrambi tengono molto a questa carica, postazione dalla quale si potrà gestire oltre che le consultazioni riguardanti un probabile rimpasto di giunta, anche la individuazione di un candidato pisticcese alle Regionali del 2010. Non è un mistero che a quest’esperienza ambisca Giovanni D’Onofrio, presidente del Consiglio comunale, nonché cognato di Lazazzera. Il timore infatti è rappresentato dal fatto che, se a coordinare il Pdl sarà Leone, questa candidatura sarà difficile o comunque dovrà passare attraverso una serie di compromessi ed equilibri, come si usa dire in questi casi, che Lazazzera non vuole accettare. Intanto questa postazione vacante si protrae ormai da molto tempo, il livello provinciale aveva deciso di non pronunciarsi in una direzione o nell’altra prima delle elezioni provinciali proprio per non “spaccare” il partito e non comprimere la potenzialità elettorale. Così, a giudicare l’esito elettorale non è stato. La litigiosità interna ed i fuochi incrociati hanno finito per prendere il sopravvento. Risultato: nel collegio Pisticci 1 il Pdl ha ottenuto con il candidato Giuseppe Ianuzziello (Ex coordinatore cittadino di An, del gruppo Lazazzera-D’Onofrio) 821 voti pari al 22 per cento a fronte del 28 per cento complessivo della coalizione. A Pisticci 2 (Marconia), è andata ancora peggio con il candidato Mariano Caravita (vicinissimo al sindaco Leone, ma eletto in consiglio comunale con L’Udc dell’allora leader D’Onofrio), con 593 voti pari al 12,97 per cento a fronte del 22 per cento della coalizione. Una cosa è certa: a Pisticci il Pdl godeva di buona salute, almeno sulla carta. Nei mesi scorsi tutti i componenti della maggioranza di centro destra che amministra il Comune sono stati alle prese con il riposizionamento all’interno del nuovo partito-contenitore di centro destra.
In parole povere, per tentare di conquistare la maggioranza nella maggioranza. I gruppi contrapposti sono due: quello vicino a Leone formato da Rosa Prezioso, Rosa Panetta, Ottavio Panetta, Giovanni Oliva, Mariano Caravita, Anna Gallo e Giovanni Giannone e quello che ruota intorno al vice sindaco Lazazzera la “minoranza nella maggioranza” formato da Giovanni D’Onofrio, Giuseppe Iannuzziello, Leonardo “Josefh” Scazzariello, Francesco Antonio Mazzei (eletto all’opposizione nella lista “Uniti per il Territorio” che vedeva candidato sindaco Dino Calciano) ex di An e Nicola Panetta eletto in Fi. Chi la spunterà? Qual è il metodo? “Se il sindaco proviene da Fi, il coordinatore dovrebbe essere nostro” dicono in ambienti ex di An. Ma non è una regola, soprattutto guardando quanto accaduto a Montalbano Jonico, dove il sindaco Leonardo Giordano, proveniente da An è stato nominato coordinatore del Pdl. Leone è irremovibile, se non avrà la carica, pare sia intenzionato a lasciare il partito con il suo gruppo. Ma non solo, toglierà la delega a Lazazzera, Sisto e Barbalinardo, (assessori non “suoi” del Pdl) e si alleerà con l’Udc in una nuova maggioranza.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Nelle foto da sinistra Lazazzera e Leone

domenica 28 giugno 2009

SPUNTI/ L'Udc di Policoro





Pronti a svoltare a sinistra?

sabato 27 giugno 2009

SPUNTI/ DI SANZA (PD): ATTUARE LA RIFORMA DELLE ASL


“Tra le diverse azioni di riforma che il Governo regionale ha messo in campo in questa legislatura quella relativa al riordino del sistema sanitario va seguita con attenzione in tutti i suoi passaggi attuativi. La legge regionale n. 12/08, con cui si è voluto riorganizzare il sistema sanitario regionale, rientra in una devoluzione di funzioni, servizi e compiti, storica per la nostra Regione. Un’azione riformatrice che, come avviene in tutte le operazioni ‘rivoluzionarie’, era e continua a rimanere a rischio se non ben attuata e se non persegue gli obiettivi e le finalità sociali che ne sono alla base”.

E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, per il quale “aldilà dell’obiettivo meramente contabile e di contenimento della spesa sanitaria regionale, che pure caratterizza questa riforma, con la legge regionale n. 12/08 si è inteso individuare un nuovo equilibrio tra un innovato sistema di governo della sanità lucana, basata su aree omogenee e sui distretti della salute, senza squilibri territoriali, ed i diritti ed i servizi essenziali da garantire ai cittadini in ogni Comune della Basilicata. Ma un nuovo modello organizzativo ha senso se da un lato riesce a contenere i costi, a razionalizzare i servizi, ad aumentarne e migliorarne la qualità, a semplificare i processi decisionali, e dall’altro riesce a riscrivere un patto con il territorio, le ‘periferie’ e le comunità lucane, garantendo risposte ‘vicine’ ed ‘immediate’ ai tanti bisogni della collettività. Rispetto a questo tema, i dubbi espressi dal collega Marcello Pittella, proprio su questo argomento sono le mie perplessità, che non devono essere sottovalutate da chi ha la competenza attuativa di quanto previsto dalla legge riformatrice”.

“Il principio di sussidiarietà verticale – conclude Di Sanza – insieme con il principio dell’autonomia sanitaria ‘distrettuale’ dovranno essere i due pilastri su cui far ruotare l’intero sistema socio-sanitario regionale. In alternativa, vi è il rischio di un accentramento regionalistico in contrasto con la normativa regionale, che non riuscirebbe a soddisfare il disagio della periferia. Periferia che, tra l’altro, rappresenta la stragrande maggioranza dei Comuni della nostra Regione”.

www.basilicatanet.it

SPUNTI/ Raffaele Palmieri



Simpatico, allegro e gioviale. Di lui traspare una grande napoletanità. Persona intelligente e preparata. Odontoiatra di professione. Raffaele Palmieri, coltiva una grande passione per la politica. Potenziale ancora inespresso. Di lui si parla per grandi ruoli di partito. Dopo la lettera a Veltroni...che, se lo avesse ascoltato...il dottor Palmieri che aveva ragione su tutta la linea, torna prepotentemente di attualità.

venerdì 26 giugno 2009

PISTICCI - Il Pdl diviso paga pegno


L'esito delle Provinciali ha marcato le differenze interne evidenziando la debolezza. Il sindaco Leone potrebbe lasciare il partito scaricando Lazazzera per allearsi con l'Udc


PISTICCI – Otto più tre fa undici. Lo sa bene il sindaco di Pisticci Michele Leone che non ha bisogno di utilizzare i suoi studi ingegneristici per sapere che da questo calcolo può tirar fuori un’altra maggioranza. E senza Pdl. Infatti, dopo la tregua forzata dovuta alle elezioni Provinciali ed europee, a Pisticci sono ricominciati gli scontri e le lotte intestine all’interno della maggioranza di centrodestra che amministra la città. Pisticci, che era considerata a priori una roccaforte del centrodestra, si è rivelata nell’esito elettorale, un colabrodo. Nel collegio Pisticci 1 il Pdl ha ottenuto con il candidato Giuseppe Ianuzziello 821 voti pari al 22 per cento a fronte del 28 per cento complessivo della coalizione. A Pisticci 2 (Marconia), è andata ancora peggio con il candidato del Pdl, Mariano Caravita, con 593 voti pari al 12,97 per cento a fronte del 22 per cento della coalizione. Di chi le colpe? Di certo, non ha giovato che all’interno del costituendo Pdl vi siano due gruppi contrapposti. Il primo, più nutrito per la verità, che fa capo al primo cittadino, Michele Leone, formato da otto unità del consiglio comunale, Michele Leone, appunto, Rosa Prezioso, Rosa Panetta, Ottavio Panetta, Giovanni Oliva, Mariano Caravita, Anna Gallo e Giovanni Giannone ed il secondo che fa capo al vicesindaco Domenico Lazazzera e suo cognato Giovanni D’Onofrio presidente del Consiglio comunale, composto da cinque consiglieri Giuseppe Ianuzziello, Leonardo “Josefh” Scazzariello, Francesco Antonio Mazzei, Giovanni D’Onofrio stesso e Nicola Panetta. Cinque scranni ristorati dagli assessori, Domenico Lazazzera (vicesindaco), Lino Barbalinardo e Michele Sisto, nonché dal fatto che D’Onofrio occupa il seggio più alto di presidente dell’assise municipale. Ma non è neanche questo il problema per il sindaco. Le nuove divergenze in questo momento sono basate su questioni più politiche che amministrative. Infatti il nuovo casus belli è la nomina del coordinatore cittadino del Pdl, che a Pisticci non c’è. Infatti si era preferito, vista la situazione attendere dopo le elezioni, quando sarebbe arrivata la resa dei conti. I due gruppi non hanno eletto alcun consigliere comunale e si sono misurati esprimendo un candidato a testa (sia Ianuzziello che Caravita sono consiglieri comunali). Ora chi sarà il coordinatore del Pdl? Leone o chi per lui, o Lazazzera o chi per lui? Nel secondo caso, il sindaco potrebbe chiudere con il Pdl e chiamare a raccolta l’Udc che nel frattempo è passato da due consiglieri, Renato Rago e Salvatore Romano, a tre con l’ingresso di Paolo Giannasio ex Udeur candidato con il Campanile (nel centrodestra) alle scorse provinciali con un buon risultato 134 voti a Pisticci 1 e 356 a Pisticci 2.
Con loro tre Leone andrebbe dritto dritto ad undici (otto più tre). In pratica il sindaco non accetterà mai di cedere la cabina di regia del Pdl alla minoranza della sua maggioranza, se ciò dovesse accadere, potrebbe lasciare il partito e collocarsi fuori per allearsi con l’Udc. In questo caso, sarebbe un bel problema per Giovanni D’Onofrio che l’anno prossimo vorrebbe candidarsi alle regionali.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

TURSI - Guida torna sindaco di Tursi


Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto la richiesta di sospensiva. Stavolta il legale del primo cittadino ha impugnato l'atto di scioglimento del Consiglio


TURSI - La storia infinita del Comune di Tursi è all'ennesimo capitolo. E’ stata accolta la sospensiva dal Tar Basilicata. L'amministrazione Guida vince il ricorso e torna in carica. Ora resta da capire se tra i componenti del Consiglio comunale pieno di subentrati non eletti, vi sono oltre al sindaco, otto componenti coraggiosi disposti a reggere l’urto contro un’opinione pubblica incredula rispetto a quanto accaduto. Ma il diritto si sa, è il diritto. Così è potuto accadere che il sindaco defenestrato Antonio Guida abbia potuto nuovamente far ricorso al primo grado della giustizia amministrativa in virtù del fatto che l’ordinanza del Consiglio di Stato n. 1241 del 10 marzo scorso, si basava sul ricorso contro la sospensione dell’assise municipale. Stavolta il tutto inizia daccapo perché ad essere impugnato è lo scioglimento del Consiglio (avvenuto con Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’8 aprile 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 maggio scorso), che, si badi bene, è un altro atto amministrativo.
A far ricorso, con il sindaco Antonio Guida, al Tar di Basilicata contro il Presidente della Repubblica Napolitano ed il Ministero degli Interni (atto datato 25 maggio scorso a firma dell’avvocato Donatello Genovese di Potenza), Filippo Palermo, Tommaso Tauro, Angelo Viviano, Pasquale Russo, Vincenzo De Paola e Natale Vallone, e non più tutta la ex maggioranza. Infatti tre ex assessori e due ex consiglieri, Francesco De Simone (candidato anch’egli alla Provincia nella lista di Franco Stella), Pietro Santamaria, Francesco Marra, Domenico Lapolla e Luigi D’Alessandro avevano, non firmando il ricorso, preferito la politica piuttosto che le aule del Tar. Ora resta da capire quando Guida si insedierà al posto del commissario prefettizio Emilia Capolongo. Dopodichè solo in consiglio comunale si potrà vedere se il l’Amministrazione reggerà. Intanto facendo un calcolo dello zoccolo duro di Guida tra i suoi consiglieri pare che non arrivi a superare le 7-8 unità. Così se non arriveranno stampelle da parte della minoranza (subentrati a loro volta alla minoranza eletta), questa nuova esperienza finirà prima ancora di nascere. E senza nove irriducibili, stavolta non c’è Tar e Consiglio di Stato che tenga. La vicenda è comunque così controversa che stenta a sembrare vera. Infatti se si pensa che nove dimissionari ne lasciarono in Consiglio soltanto otto, che si trovarono in nove grazie all’escamotage “Santagata”, si rischia di non capirci più niente. Il Consiglio di Stato nel suo ultimo provvedimento aveva detto che "ritenuto che l'appello appare assistito da censure di sufficiente consistenza, le dimissioni del 5/6 marzo 2008 - che appaiono suscettive di semplice regolarizzazione - denotando, sul piano sostanziale, il ricorrere dei presupposti di cui all'articolo 141 del D.lgs n. 267/2000 " e che “sussistono, altresì, dubbi significativi in merito alla validità della surroga del consigliere Santagata" (primo surrogato nel consiglio del 15 marzo 2008, ndr). In sostanza il Consiglio di Stato aveva valutato la volontà dei dimissionari che era quella dello scioglimento del consiglio, ai sensi dell’art. 141 del Dlgs 267/200 e non di dimissioni personali ai sensi dell’art. 38 dello stesso Dlgs.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 24 giugno 2009

POLICORO - Il Pd cerca di ricucire lo strappo






Incontro con la segretaria provinciale Anna Ferrara dopo le dimissioni interne. Maldigerito l'appoggio, risultato vincente, di Antonio Di Sanza al cugino Serafino



POLICORO – Continua la fase turbolenta all’interno della sezione del Partito democratico di Policoro iniziata all’indomani delle elezioni provinciali con le dimissioni del segretario e capogruppo consiliare, Piero Manolio e Gianluca Marrese, a causa della non esaltante performance elettorale del candidato alle provinciali Nicola Montesano che non è stato riconfermato consigliere. Per il momento, però, seppur dimissionari, entrambi restano al loro posto. Manolio si è dimesso per senso di responsabilità a seguito di una sconfitta del partito che con molto garbo aveva definito “sfilacciato”. Marrese invece se l’era presa con il consigliere regionale Antonio Di Sanza, accusandolo di aver fatto votare suo cugino Serafino Di Sanza, consigliere provinciale eletto nella “Lista Stella” che, piaccia o non piaccia, a Policoro ha avuto maggiore appeal del Pd. Entrambi comunque avevano chiesto ed auspicato chiarezza. Così domenica scorsa se ne è cominciato a discutere in un faccia a faccia a trecentosessanta gradi, alla presenza della segretaria provinciale del partito, Anna Ferrara. Quest’ultima ha fatto presente come il Pd, nato da Ds e Margherita non sia riuscito nemmeno a raccogliere il cinquanta per cento dei consensi che nel 2004 erano stati ben 2850. Allora i Ds elessero con 2000 voti il loro candidato, Franco Labriola, che ha ricoperto per tutta la legislatura appena terminata il ruolo di assessore alla Provincia. I secondi candidarono Rocco Di Leo e, seppur senza eleggerlo, ottennero 850 consensi. Montesano ne ha presi 1120. Un’emorragia elettorale che non è stata tamponata nemmeno dopo le elezioni comunali del 2008, quando il candidato sindaco Antonio Di Sanza, non fece mistero di non essere soddisfatto del consenso che gli ex diessini entrati nel Pd avevano ottenuto. L’ex assessore provinciale Franco Labriola ed il capogruppo dimissionario Marrese (entrambi ex Ds), che sono stati tra i principali sostenitori della candidatura di Montesano hanno rigettato questa accusa, e, nel caso di Labriola, con toni veementi nei confronti della segretaria. Così è accaduto che l’incontro non è stato altro che l’ennesima occasione per Antonio Di Sanza per evidenziare la sua linea vincente alle scorse provinciali. Infatti l’unico ad essere stato eletto nel collegio Policoro 1, è stato proprio suo cugino Serafino Di Sanza. Elezione che pesa come un macigno nel “Pd con l’etichetta” e che il consigliere regionale non ha fatto mistero di aver sostenuto. Tra l’altro ribadendo come, il voto più politico, quello delle europee sia andato senza dubbio al Pd. Ma nel caso di Serafino Di Sanza, ricordiamo che nel 2006 fu tra i primi a Policoro a parlare di Partito democratico, e lo fece pochi mesi dopo la sua elezione a sindaco nel centrosinistra da indipendente, non stando né con gli allora Ds e né con la Margherita. Poi la caduta prematura della sua amministrazione sotto la scure dei Ds lo aveva allontanato dal Pd, nonostante ne avesse sostenuto pure l’associazione costitutiva. Ora sta di fatto che se ne riparlerà tra una settimana, (dopo le nomine della giunta provinciale?) ma la sensazione è, che sia Manolio che Marrese resteranno con una rinnovata fiducia unanime ai loro posti.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 23 giugno 2009

SCANZANO JONICO - Villaggi, speranza appesa al filo


Domani si dovrebbe conoscere il destino gestionale di Portogreco e Torre del Faro. In attesa 318 stagionali e 25 fissi. Non si può escludere il ritorno di Soglia



SCANZANO JONICO – E’ un peccato vederli chiusi. Piange il cuore. Soldi pubblici “arenati”. Almeno per il momento. Così le strutture turistico-ricettive di Scanzano Jonico, il villaggio “Torre del Faro” e l’Hotel Portogreco a pochi giorni dal bimestre vacanziero per antonomasia, luglio-agosto, sono ancora inattive. Sembrano abbandonate. Non era certo questa la filosofia che aveva ispirato la delibera del Cipe numero 81 del 3 maggio 2001 con la quale veniva finanziato il “Polo turistico integrato della Cit Holding” nell’ambito di un Accordo di programma che vedeva come partner istituzionali il Comune di Scanzano Jonico e la Regione Basilicata. Da allora tante cose sono cambiate, dai fasti e le illusioni della Cit (fallita con strascichi giudiziari) alla speranza ultima del Gruppo Soglia, affievolitasi dopo poco tempo, anche se ancora, nonostante tutto, potrebbe rappresentare la soluzione tampone “per non morire”. Attualmente la proprietà dei villaggi è di “Sistema vacanze” (del gruppo Unicredit banca), gruppo che aveva stretto nei mesi scorsi con il tour operator Orovacanze un accordo per la gestione delle strutture ex Cit Holding sparse su tutto il territorio nazionale della durata di dodici mesi. Purtroppo lo scorso 15 giugno questa trattativa è venuta meno, per cui al fine di tutelare la parte socialmente ed economicamente più debole, ossia i lavoratori, lo scorso 16 giugno presso il ministero del Welfare è stata decretata la Cassa integrazione per duecentosettanta unità lavorative con contratto di assunzione a tempo determinato. Se per questi si è potuto far ricorso agli ammortizzatori sociali, purtroppo nulla si è potuto fare per i tanti stagionali che riponevano o ripongono le loro aspettative nel lavoro estivo. Così com’è stato negli ultimi anni da quando la Cit ha messo la prima pietra. Giovedì scorso intanto è saltato un tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo economico.
Così “Sistema vacanze” si è riservato di scegliere entro una settimana un altro gestore quantomeno per i prossimi mesi estivi. A questo punto non si può nemmeno escludere il ritorno di Soglia. Comunque entro domani al massimo si conoscerà il destino di questi lavoratori e quindi il nome del gestore. Va detto che “Sistema vacanze” non può chiudere i battenti altrimenti potrebbe prendersi una megamulta dal governo.
Nelle sole strutture di Scanzano sono venticinque i lavoratori a tempo indeterminato mentre trecentodiciotto i lavoratori stagionali.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilcata)

domenica 21 giugno 2009

POLICORO - Trattate come vere regine





















Grande curiosità per l'appassionata opera del Cras di Policoro al "Turtle day". E' stata liberata davanti ai bambini ospiti del centro l'ennesima tartaruga marina spiaggiata


POLICORO – Il giorno della tartaruga ("Turtle day") è diventato una festa per i bambini che hanno assistito alla liberazione in mare di uno di questi splendidi esemplari. Fanno tenerezza queste Caretta Caretta curate con amore e dedizione nel Cras (Centro Recupero Animali Selvatici, unica struttura riconosciuta che offre assistenza agli animali in difficoltà, tra cui le tartarughe marine provenienti dall’arco jonico compreso tra Taranto e Corigliano Calabro) centro specializzato dell’Oasi Wwf di Policoro. Così vacanza, mare ed ecosistema formano un mix affascinante e dal grande valore educativo. Ce ne accorgiamo subito dal grande fermento che i piccoli ospiti creano prima della liberazione. Facciamo un giro tra le vasche ne vediamo diverse. Stanno bene. Sono trattate come “regine”. Curate da uomini sensibili che le hanno salvate dalla morte a cui andavano incontro a causa dell’incuria di altri uomini. Sono gli impatti con le attività umane, infatti, le peggiori minacce da cui le tartarughe devono guardarsi ogni giorno, a cominciare dalla pesca accidentale. Si stima che ogni anno più di 20mila esemplari marini vengano accidentalmente catturati negli attrezzi da pesca utilizzati in Italia, e forse più del 30% di esse muore. Le fortunate finiscono “spiaggiate” e poi, per fortuna, curate. Quando i veterinari lo decideranno verranno tutte liberate nel loro habitat naturale. Il Mar Mediterraneo ad assolvere alla loro funzione di divoratrici di meduse. Nel frattempo ci pensa Antonio Colucci, il responsabile dell’Oasi Wwf di Policoro, di concerto con i veterinari della Asm di Matera. Il rettile liberato ieri è stato soccorso alcuni mesi fa nel litorale antistante la città di Taranto; dopo i controlli di routine (effettuati presso la Clinica Veterinaria dell’Università di Bari) l’animale è stato ricoverato nella struttura jonica.
Il Turale day rientrava nell’ambito del “Progetto Tartarughe” del Wwf . La giornata policorese è iniziata presso il Museo Naturalistico Provinciale dove sono state illustrate le peculiarità del “Progetto Tartarughe”. Tra i relatori, il responsabile dell’Oasi Wwf di Policoro, Antonio Colucci, rappresentanti della Capitaneria di Porto ed i veterinari della Asm di Matera, Leonardo Persiani e Nicola Larocca. Tra il pubblico ragazzi provenienti da tutta Italia che, in questi giorni, stanno partecipando al Campo Avventura organizzato all’interno dell’Oasi e incentrato sulla sostenibilità del turismo. A conclusione sono stati consegnati alcuni attestati di benemerenza a quanti, tra le Istituzioni, hanno partecipato attivamente alla salvaguardia delle testuggini di mare.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

PISTICCI - Uso irregolare di area demaniale


Il sindaco di Pisticci, Michele Leone, condannato per i posteggi al mare. Mastronardi (Pd): "Giustizia fatta". Leone parla di disguido burocratico e proporrà appello



PISTICCI – Torna d’attualità il caso parcheggi al lido di Pisticci che l’anno scorso erano a pagamento al costo di un euro. Quest’anno però saranno gratuiti. Niente più “tassa sul mare”, dunque, come l’aveva definita il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale Giovanni Mastronardi. Il caso torna a far parlare a causa di un risvolto giudiziario della vicenda dopo la denuncia dell’opposizione al sindaco Michele Leone ed al responsabile della ditta che gestiva il servizio “Centro servizi natura srl” Michele Ferrara, sfociata, lo scorso 31 ottobre, nella condanna di entrambi a pagare un’ammenda di 570 euro “perché agendo in concorso ed in concerto tra loro, occupavano abusivamente in Lido San Basilio e Lido 48, area demaniale marittima, adibendola a parcheggio a pagamento, senza essere in possesso di concessione demaniale marittima della Regione Basilicata”.
“La notizia la apprendiamo solo in questi giorni – ha commentato il leader dell’opposizione Giovanni Mastronardi - e ne diamo comunicazione all’intera popolazione.
Si dimostra ancora una volta che il sindaco e la sua maggioranza hanno voluto calpestare l’interesse dell’intera comunità pisticcese, favorendo – ha stigmatizzato - gli interessi di amici e compagni di merenda. E’ proprio vero che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Senza il rispetto delle regole e della legalità non si va da nessuna parte. Ed ora sarebbe il caso che il sindaco Leone chiedesse scusa a tutti i cittadini di Pisticci e restituisse gli oltre 50.000 euro sottratti dalle loro tasche durante l’estate 2008. Bisognava pagare un euro – ha concluso - per parcheggiare sulle nostre spiagge (San Basilio, Lido 48 e Spiaggetta) senza avere in cambio alcun servizio. I cittadini ricorderanno anche le manifestazioni a Marconia e Pisticci organizzate dal gruppo consiliare e dai circoli del Partito Democratico contro quella tassa ingiusta e contro l’affidamento della gestione ad “imprese amiche” con appalti irregolari”. Secca la replica del sindaco Michele Leone: “Ho pagato l’anno scorso i diritti di concessione alla Regione – ha spiegato al Quotidiano - che per sua inadempienza non mi ha rilasciato il relativo atto. Inoltre su quella stessa area (dei parcheggi, ndr) teniamo una concessione settennale dal 2002. Comunque ho deciso per tali ragioni di appellarmi proponendo ricorso”. Poi chiediamo al primo cittadino come saranno regolamentati i parcheggi quest’anno. “Saranno gratuiti – ha preannunciato - anche se è obbligo dei villeggianti rispettare le segnaletiche di sosta consentite. Tornando alle accuse rivoltemi lo scorso anno – ha spiegato Leone - posso dire che il parcheggio al costo di un euro serviva per la regolamentazione del traffico balneare e dei parcheggi. Non è da trascurare poi il servizio di custodia dei veicoli. Infatti mi risulta che nessuna autovettura sia stata né rubata, né danneggiata. Inoltre – ha concluso - è stata assicurata la pulizia dei servizi igienici nonché la custodia e la salvaguardia delle strutture comunali esistenti sia a San Basilio che a Lido 48”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto i parcheggiatori al Lido San Basilio durante la scorsa estate

sabato 20 giugno 2009

METAPONTINO - La costa è in preda alle zanzare


I ritardi nella disinfestazione stanno danneggiando la stagione turistica. Solo ieri la Regione è corsa ai ripari stanziando i 50mila euro richiesti dalla Provincia


METAPONTINO – Quest’anno a causa della mancata disinfestazione il problema zanzare è molto sentito nella fascia jonica metapontina. A farne le spese oltre ai residenti alle prese con questo fastidioso problema, anche gli operatori turistici a causa dell’abbandono anticipato delle strutture da parte dei vacanzieri. D’altro canto che vacanza può essere con un “assedio” di queste dimensioni. A lanciare l’allarme in nome e per conto dei tanti imprenditori turistici preoccupati dell’incedere di tale fenomeno, Giovanni Matarazzo e Franco Garofalo, rispettivamente presidenti del “Consorzio turistico metapontino” e della “Associazione lucania turismo doc”. I due rappresentanti di settore hanno spedito diversi telegrammi indirizzati all’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, al presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, al Prefetto di Matera, Giovanni Francesco Monteleone ed a tutti i sindaci del comprensorio metapontino di Nova Siri, Rotondella, Policoro, Scanzano Jonico, Pisticci ed al commissario prefettizio di Bernalda. “Grave problema – scrivono Matarazzo e Garofalo – presenza massiccia di zanzare su tutto il territorio metapontino causa mancata disinfestazione […]”. La disinfestazione da alcuni anni a questa parte viene effettuata dalla Provincia di Matera (una volta erano i singoli comuni) che presenta un apposito piano alla Regione Basilicata per ottenerne il finanziamento. Nel 2009 a differenza degli altri anni quando si interveniva anche ad aprile, ancora non si è intervenuto, eppure siamo ormai a fine giugno. La tecnica usata dopo uno studio rivelatosi vincente, commissionato anni addietro dalla Provincia di Matera, è quella della lotta larvicida. In pratica si attua una profilassi basata sull'eliminazione dei focolai di proliferazione, nel rispetto degli ecosistemi naturali. La lotta “adulticida” su larga scala, oltre a non trovare giustificazioni scientifiche, tecniche ed economiche, si rivela di grande impatto ambientale e sanitario in quanto richiederebbe il rilascio di quantitativi ingenti di principi attivi tossici. Le zanzare possono essere di due tipi la “culex” che non è nociva per l’uomo, mentre la “tigre” può rappresentare un veicolo di trasmissione virale non secondario. Tornando alla mancata disinfestazione, pare che la Regione non abbia ancora finanziato il Piano per un importo richiesto di cinquantamila euro, di qui il ritardo da parte della Provincia. Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza che ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale competente “affinché verifichi le responsabilità dei ritardi rispetto alle procedure di disinfestazione di quel territorio, e, se del caso, avvii immediatamente ogni azione utile a rimediare al problema esposto. Sono certo – ha concluso - che l’assessore regionale e l’intera giunta sapranno risolvere celermente il fenomeno e sollecitare gli organi preposti ad agire in fretta al fine di salvaguardare la stagione estiva e l’intero sistema turistico regionale”. In relazione alle preoccupazioni espresse dagli operatori turistici del Metapontino, il Dipartimento Ambiente della Regione ha comunicato nel pomeriggio di ieri di avere già approvato il provvedimento con il quale impegna la somma di 50.000 euro in favore dell’Amministrazione provinciale, per gli interventi di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione della costa jonica. L’assessore Vincenzo Santochirico, inoltre, ha contattato il presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, il quale ha assicurato la massima tempestività per l’esecuzione degli interventi che sono stati già individuati e programmati.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 19 giugno 2009

SPUNTI/ E adesso ci provo io


di Michele Corazza



E' indubbio che la campagna elettorale amministrativa, in particolar modo quella ricondotta al rinnovo del consiglio provinciale, ha fornito un nuovo elemento: la riaffermazione chiara ed inequivocabile che il centro-sinistra (purtroppo ci vuole il trattino) se aggrega o è aggregato ad altre forze riesce a vincere.

Se fosse solo ricondotto a ciò si potrebbe dire che, ad esempio al comune di matera alle ultime elezioni, indipendentemente da chi fosse a guidare la coalizione, nn si fosse praticata l'anomala pratica del voto disgiunto e se idv e r.c. avessero aderito sin dall'inizio alla coalizione di centrosinistra, certamente nn ci sarebbe stato alcun buccico o acito che avrebbe contrastato la vittoria al primo turno.

Il centrdestra, ridottasi solo nella PDL, arranca e dimostra tuttora la propria inadeguatezza amministrativa, nn attrae l'elettorato moderato........nn produce alcun appeal nella pubblica opinione, anzi e soprattutto non costruisce una coalizione degna di questo nome.

Ma il tema di fondo resta comunque la governabilità: il centro-sinistra new edition (quello costruito in laboratorio) nn ha il fiato lungo e soprattutto vince ma nn convince; nn convince soprattutto i suoi protagonisti che in queste ore immaginano di suggerire al neo presidente stella, rose di nomi che siano propedeutici a quell'equilibrio per raggiungere la scadenza elettorale del 2010. Sarebbe eccessivamente severo nei confronti di Franco Stella dirgli: " caro franco, se nn ci fossi stato tu, il centro-sinistra avrebbe perso, quindi guida e scegli i tuoi collaboratori in piena e totale autonomia, nell'unico interesse della collettività provinciale.

Un presidente di provenienza esterna rispetto alla politica dei partiti, puo' fare questo? io ritengo di si. Stella non ha certo bisogno di ipotizzare per i prossimi 5 anni una carriera politica; ha invece l'opportunità di essere ricordato come un presidente che voglia e possa esser ricordato come il costruttore di un nuovo cliches di uomo di azienda prestato alla politica.

Spero tanto sia così.

Lo spero perchè in questo modo i partiti possano definitivamente perdere la loro sindrome da invasività nel tessuto socio economico e possano ritornare ad essere la cassa di risonanza delle istanze legittime dei cittadini.

Ma torniamo all'analisi.
E' indubbio che il Pd in provincia di matera ha confermato le sue deludenti previsioni della vigilia. Il Pd (ds+mgt) ha registrato un risultato simile a quello di uno dei due partiti che lo hanno partorito.
Questo nn è un fatto positivo, soprattutto perchè necessiterebbe al centro-sinistra (speriamo centrosinistra) una forza che sia leader davvero e abbia autorevolmente la dimensione del partito leader.

In poche parole bisogna ripensare al 1995.

Mi rasserena, in questa prospettiva l'ipotesi che alcuni uomini di quegli anni, abbiano deciso di riprendere in mano la situazione, per riannodare quelle relazioni che sino al qualche mese fa, per colpa di errori di gioventu' o per eccessiva rilassatezza di alcuni autorevoli uomini di istituzioni, si stava per perder tutto, lasciando, com'è successo a matera, alla coalizione avversa il vantaggio di questo importante polo istituzionale.

Da ciò deriva, senza alcun riferimento denigratorio (me ne guarderei bene) che se la scelta del candidato presidente fosse stata ricondotta a uomini o donne di partito (qualunque) il rischio della sconfitta era prevedibile.

Quindi un bravo a chi, questa volta, rispetto alla precedente (comune di matera) ha scelto bene, e un augurio a Stella che può vincere una importante scommessa con la storia della Provincia di Matera, riuscendo finalmente a ricondurre alla nostra provincia quelle deleghe tuttora in mano regionale, attraverso una'azione forte ed incisiva che certamente nn dovrà avere colore politico.

Al centro destra cosa dire: dovranno dismettere gli abiti del "tutto chiacchiere e distintivo" e intraprendere umilmente un raccordo condiviso con le politiche e con la propria coalizione.....quel che resta.

giovedì 18 giugno 2009

PROVINCIA DI MATERA: DA NIGRO A STELLA IL TESTIMONE









Il NEO PRESIDENTE: “SUBITO AL LAVORO PER SVILUPPO E OCCUPAZIONE”.


Alcune firme sugli atti previsti dal protocollo e poi il passaggio delle chiavi del Palazzo di via Ridola dalle mani di Carmine Nigro in quelle di Franco Stella. Sono stati i momenti più significativi della breve ma partecipata ed affollata manifestazione che ha segnato il passaggio di testimone all’Amministrazione provinciale di Matera tra Carmine Nigro, che ha guidato l’ente negli ultimi cinque anni, e Franco Stella che, alla testa di una coalizione di centrosinistra, si è imposto al primo turno con oltre il 52 per cento dei suffragi al candidato del centrodestra, Giuseppe Labriola nella consultazione elettorale del 6 e 7 giugno.
“Lascio – ha detto Nigro al momento del commiato – una Provincia in perfetta salute dal punto di vista dell’efficienza amministrativa e della tenuta dei conti al punto che con il bilancio varato a fine maggio l’ente sarà in grado di mettere in campo investimenti per circa 50 milioni. Ma soprattutto – ha sottolineato – affido a Franco Stella una struttura completamente rigenerata, senza incrostazioni che ne possano rallentare i percorsi operativi, ricca di competenze e professionalità di alto livello qualitativo”.
Da Stella, che nel giorno del suo insediamento ha avuto il conforto degli esponenti politici dei partiti che lo hanno sostenuto oltre che di un folto gruppo di estimatori, è venuto l’impegno a riprendere senza soluzione di continuità il percorso tracciato dalla precedente amministrazione di cui ho apprezzato la qualità di molti interventi che sono valsi ad assegnare al territorio provinciale una palese voglia di riscatto soprattutto per rompere quell’isolamento fisico con il quale, suo malgrado, si trova costretta a convivere.
“Efficienza, efficacia, perseveranza, economicità nell’azione politica ed amministrativa, ma soprattutto rigore e rispetto in ogni nostra attività: è quel che mi sento di dire in questa circostanza prima di confrontarmi a partire già dalle prossime ore con i problemi che in maniera più pressante interessano le nostre comunità”. Il presidente Stella tra le azioni da mettere in campo in tempi brevissimi ne ha individuate in particolare due. “Le nostre emergenze in assoluto riguardano l’impoverimento del tessuto economico e produttivo e la conseguente emorragia di posti di lavoro e questi dovranno essere immediatamente i punti di riferimento della nostra azione politica”. Alla domanda sul varo della nuova Giunta, il neo presidente ha rimarcato la scelta di percorsi rapidi: “Mi consulterò immediatamente con i partiti della coalizione, credo di risolvere la questione nel rispetto delle attese di tutti”. Altro interrogativo: assessori interni o esterni? “Nessuna idea preconcetta, Sono pronto ad accettare ogni contributo. L’importante è poter disporre di amministratori che che si impegnino per la Provincia a tempo pieno”.

SCANZANO JONICO - In cerca di un posto in Giunta



Sinistra e Libertà vuole un assessorato nell'amministrazione Iacobellis. Il consigliere Maurizio Filardi: "Posssiamocontribuire alle scelte di governo"


SCANZANO JONICO – Sinistra e libertà vuole un assessorato nell’Amministrazione comunale di Scanzano Jonico guidata dal sindaco Salvatore Iacobellis. E’ quanto traspare dalle dichiarazioni del consigliere comunale Maurizio Filardi che alle scorse elezioni provinciali ha sostenuto il partito a sinistra del Pd il cui candidato era suo fratello Pietro Filardi che ha ottenuto 140 voti. “Le recenti elezioni amministrative provinciali, che hanno confermato il centro-sinistra quale coalizione di governo – ha detto al Quotidiano l’esponente della maggioranza consiliare - hanno evidenziato che la sinistra ha ricoperto un ruolo di fondamentale importanza tanto per l’esito del risultato, quanto per aver dato all’intera coalizione un’impronta progressista e di rinnovamento. Anche il risultato del collegio di Scanzano, ottenuto grazie all’impegno del nostro candidato Pietro Filardi, è di tutto rispetto ed è in sintonia con il risultato provinciale”. Chiara ed inequivocabile la richiesta del posto di giunta: “Per queste ragioni riteniamo che Sinistra e Libertà – ha continuato Maurizio Filardi - possa contribuire alle scelte di governo tanto a Scanzano, quanto nelle altre amministrazioni locali governate dal centro-sinistra, avendo insieme alle altre forze la responsabilità di rendersi protagonista delle politiche di sviluppo, di sostenibilità e di difesa e valorizzazione del territorio. Crediamo che sia arrivato il momento di far vivere ed operare una nuova forza della sinistra in Italia ed in Basilicata che smentisca definitivamente che la sinistra possa solo stare all’opposizione senza fornire soluzioni di governo a livello nazionale e negli enti locali.
La tornata elettorale ha definitivamente confermato, inoltre – ha tenuto a sottolineare Filardi - che l’ipotesi di autosufficienza del Partito Democratico era velleitaria ed imprudente ed è ormai obsoleta.
La nascita di una nuova forza politica della sinistra di governo è un elemento fondativo di un nuovo centro-sinistra che sappia rappresentare le istanze frequenti ed importanti provenienti da molteplici settori della società lucana, dal mondo dell’impresa al mondo del lavoro.
Il risultato elettorale della lista Sinistra per la Basilicata, nonostante questo nuovo soggetto politico sia nato da poco tempo, è un risultato omogeneo su tutto il comprensorio metapontino che ci invita a proseguire con un’azione di radicamento sul territorio, costituendo circoli e sezioni.
Sinistra e Libertà è la nostra prospettiva politica, così come lo è il centro-sinistra.
Alla luce di queste considerazioni – ha concluso - aderisco al progetto politico di Sinistra e Libertà con la consapevolezza di voler partecipare attivamente alla nascita di una nuova sinistra che sia in grado di coniugare contemporaneamente la difesa dei diritti e del territorio con la responsabilità di governare i processi di cambiamento e di sviluppo sociali ed economici, raccogliendo le sfide che ci pone l’agire quotidiano nella nostra epoca”. Un bel problema per il sindaco Iacobellis che alla luce dei nuovi rapporti di forza all’interno della maggioranza dovrà necessariamente mettere mano alla composizione della squadra che dovrà governare la città negli ultimi due anni di legislatura. La composizione attuale della giunta vede tre postazioni al Pd: il sindaco, il vice sindaco Antonio Ceruzzo e un assessore, Giuseppe Stasi. Due assessori dei Popolari Uniti: Gino Boccarelli e Sante Pantano. Uno a Partito Socialista: Angelo Lunati ed infine un indipendente Giovanni Andreulli.



Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 17 giugno 2009

SCANZANO JONICO - Piazza nuova, via gli alberi


Scoppia la polemica per l'abbattimento di otto piante trentennali


SCANZANO JONICO – In questi giorni sono in corso i lavori di ristrutturazione e riqualificazione di piazza Aldo Moro a Scanzano Jonico, luogo centrale della città. Dopo oltre un trentennio l’attuale Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Iacobellis ha deciso che è giunto il momento di un restyling totale del luogo. Ad avversare questa scelta il segretario cittadino del Partito della Rifondazione comunista, Nicola Suriano che attacca duramente l’Amministrazione comunale:
“Con l’inizio dei lavori per la ristrutturazione della piazza Aldo Moro - ha detto al Quotidiano l’esponente della sinistra radicale - il primo atto compiuto è stata la decapitazione di otto alberi con oltre trenta anni di vita, compiendo un grave atto di “scempio ambientale”. Il taglio degli alberi senza una pesante motivazione – ha continuato Suriano - colloca gli amministratori tra coloro i quali non hanno sensibilità verso l’ambiente e verso gli uomini e si mettono, nei fatti, fuori dal contesto civile e umano. Vi sono luoghi, in Italia e nel mondo, dove il civile e l’umano prevale tale da far compiere ogni sforzo possibile per salvare anche un solo albero”. Ed ancora: “Questa Amministrazione di Scanzano Jonico continua a dimostrare, anche con questa azione compiuta, che si muove in continuità con quella precedente (amministrata dal centrodestra guidato da Mario Altieri, ndr). Facciamo appello a tutte le autorità competenti – ha concluso il segretario del Prc - in particolare a quelli preposti alla salvaguardia dell’ambiente, affinché intervengano per far ripristinare lo stato originario dei luoghi e anche per infliggere eventuali dovuti provvedimenti sanzionatori”. A difendere l’operato dell’Amministrazione comunale l’assessore ai Lavori Pubblici, Sante Pantano (Popolari Uniti): “Mi dispiace che Suriano faccia queste affermazioni. Il nuovo progetto prevede la messa a dimora di piante che andranno a comporre un ottimo arredo urbano senza causare danni alle fogne ed alle abitazioni prospicienti l’area in questione”. Il primo cittadino, Salvatore Iacobellis (Partito democratico) ha spiegato che “le radici degli alberi tagliati hanno creato grave danno all’igiene pubblica a causa di un intasamento sfociato nel conseguente male odore” e che pertanto si è reso necessario non solo fare la piazza nuova ma anche sostituire tutta la tubatura fognaria in gravissime condizioni di tenuta. Siamo certi che lo scontro proseguirà inevitabilmente tra i banchi del consiglio comunale.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 16 giugno 2009

POLITICA LUCANA, IL CASO UDC - Mancusi guarda al Pd, Ruggiero "ama" il Pdl



Nel partito lucano di Casini ci sono due visioni diverse del futuro



Se l’Udc di Potenza strizza l’occhio al centrosinistra, non può dirsi la stessa cosa per il partito a Matera. Attenzione però, per Udc intendiamo solo il partito che fa riferimento a Cesa e Casini, il cui acronimo sta per “Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro”, non per l’Unione di centro che comprende Udc, Rosa bianca, movimento di Tabacci, Popolari di De Mita e Liberal ed in Basilicata anche il Centro popolare che fa riferimento al presidente del Consiglio regionale, Prospero De Franchi ed al consigliere regionale Nino Carelli.
Fino a questo momento la linea nazionale del partito ha concesso la massima autonomia territoriale negli apparentamenti con questo o quello schieramento. Alle scorse elezioni europee e provinciali sia in Italia che in Basilicata e quindi anche a Matera che a Potenza si è poi scelta la linea dell’equidistanza dai due schieramenti incardinati l’uno sul Pd e l’altro sul Pdl. Scelta terzopolista che non ha pagato affatto se si considera che sia Franco Stella che Piero Lacorazza hanno vinto al primo turno senza doversi avvalere del ballottaggio in cui legittimamente sperava chi ha corso sotto il simbolo dello Scudo crociato. Ma presto le cose per il centro organizzato potrebbero cambiare. Anzi, cambieranno. Infatti nel prossimo mese di ottobre l’Unione di centro andrà a congresso nazionale per decidere le proprie sorti. Dai lavori dovrebbe nascere un nuovo soggetto politico il cui obiettivo sarà quello di creare attenzione sia sul versante del centro destra (Pisanu?) che del centrosinistra (Rutelli?). A livello regionale potrebbe accadere la stessa cosa. Non si sa se si chiamerà Partito della Nazione o meno, nome che a molti non piace, ma pare certo ormai l’abbandono della solitaria linea terzopolista che per chi ha nel dna la cultura di governo è una mortificazione continua. Così si deciderà se, e definitivamente stare con il Pd o con il Pdl, per semplificare il concetto e rendere meglio l’idea. Se il segretario regionale Agatino Mancusi non avrà problemi a stare nel centrosinistra, vista la decisione di appoggiare al ballottaggio del comune di Potenza il candidato del centrosinistra Vito Santarsiero (seppur con la mediazione interna di andare senza apparentamento) la stessa cosa non può dirsi per il segretario provinciale Vincenzo Ruggiero, candidato presidente con l’Unione di Centro (otto candidati su ventiquattro erano del Centro popolare di Carelli e sedici dell’Udc) alle scorse provinciali ed ottenendo 7025 consensi valsi una percentuale del 6,6 per cento, superiore sia alla media nazionale che a quella del potentino. Infatti Ruggiero, che è anche capogruppo alla Regione dell’Udc proprio con Mancusi, entrambi erano stati eletti all’opposizione, ha fatto l’intera campagna elettorale esponendo contenuti politici di opposizione al governo regionale. Poi c’è da considerare anche il posizionamento ideologico personale e le amministrazioni comunali da lui sostenute: tutto guarda indiscutibilmente verso il Pdl. Basti vedere che nei comuni del “Basso Sinni” il “regno” di Ruggiero: San Giorgio lucano, Nova Siri, Rotondella e Valsinni dove si è appena votato per le Amministrative, il massimo esponente del partito di Casini nel materano ha sostenuto con i suoi candidati liste in antitesi al Pd. Tra l’altro tutte vincenti, eccezion fatta per Rotondella. Ora non resta che attendere ottobre. Cosa succederà se Casini in odor di premierato a seguito di un accordo con D’Alema, virasse a sinistra? A quel punto Mancusi potrebbe collegarsi senza remore al centrosinistra, mentre Ruggiero avrebbe maggiori difficoltà, anche perché a quel punto i livelli locali potrebbero non seguirlo. Un bel problema.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Nelle foto da sinistra Agatino Mancusi e a destra Vincenzo Ruggiero

domenica 14 giugno 2009

SPUNTI/ Io c'entro-sinistra.

Direzione obbligatoria



LA POLEMICA - "Meschine le persone che lo hanno votato"



Il presidente delle "Vittime di De Magistris". "Ho una moglie e due figli da mantenere e faccio una fatica immensa. E' tutto fermo a Marinagri"



di PIERANTONIO LUTRELLI



POLICORO – Duecentosessanta preferenze per l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris è stato il contributo che il neo parlamentare europeo eletto nella lista dell’Italia dei valori ha ottenuto a Policoro, cittadina jonica dove è ubicata Marinagri, la cittadella turistico-portuale ferma dall’aprile dello scorso anno a causa dei sigilli fatti apporre dall’ex magistrato nell’ambito di un filone dell’inchiesta “Toghe lucane”. Ma se ci sono oltre duecentocinquanta estimatori che credono nell’uomo, o meglio nel politico De Magistris, a Policoro è nato un paio di mesi fa il “Comitato vittime di De Magistris”. Esso è formato da coloro i quali hanno visto le finire le loro fortune il giorno dell’apposizione dei sigilli a Marinagri. Il presidente del sodalizio è il 32enne Michele Mastrosimone, imprenditore locale titolare della “Montaggi Sud” un’impresa dedita alla realizzazione delle opere di urbanizzazione all’interno del cantiere di Marinagri. “Il Comitato – ha raccontato Mastrosimone al Quotidiano di averci rimesso 200mila euro a causa dei lavori sospesi – è nato all’incirca due mesi fa non appena abbiamo saputo della candidatura di De Magistris al Parlamento europeo. Troppo spazio ad Annozero, sui giornali. E’ stata una risposta forzata e dovuta agli spazi che ingiustamente si era conquistato”. La ditta di Mastrosimone è una delle quarantotto aziende che lavoravano a Marinagri. “Ho dovuto licenziare ventidue persone a causa della chiusura del cantiere”.
Poi torna sul successo elettorale dell’ex giudice. “I voti che ha ottenuto a Policoro – ha detto senza mezzi termini – hanno avuto un’eco sconcertante. Io sono per lo sviluppo turistico di Policoro, questo, tengo a precisare, a prescindere dal fatto che lavoravo a Marinagri, che, a mio avviso, è l’unico investimento coraggioso e propositivo per Policoro. Esso mette in risalto internazionale la nostra città. La pone in uno scenario mondiale”.

Cosa pensa dei duecentosessanta elettori?

“Sono meschine – ha risposto senza esitazione - le persone che hanno espresso un voto a De Magistris, per motivi che non so quali possano essere. Con quel voto hanno dimostrato che Policoro deve o dovrebbe rimanere quel vecchio agglomerato di case dedito all’agricoltura che non ha sbocco da nessuna parte. Con il loro voto sono per l’arretratezza di Policoro”. Poi Mastrosimone cerca di dare la sua spiegazione sul successo del magistrato napoletano. “De Magistris – ha continuato - è sicuramente una persona che molto più di Berlusconi ha saputo governare e gestire le testate giornalistiche e televisive. I suoi voti sono la dimostrazione che i media decidono l’elezione o meno anche di un magistrato che non ha portato a termine a conclusione nessuna inchiesta. Lo dimostra il fatto che tutta la notorietà che ha riscontrato con le inchieste rimaste irrisolte, l’ha tramutata in consenso. E “Toghe lucane” è la dimostrazione di un provvedimento da lui avviato e costruito. Ha fatto tutto il male che c’era da fare – ha accusato il presidente del comitato - per avere risalto nei media e poi è andato a fare l’europarlamentare”.

Come si va avanti?


“Ormai il colore nero è abbastanza chiaro per me, questo rende l’idea, non so come non sono ancora fallito. Ho una moglie e due figli da mantenere e faccio una fatica immensa. E’ tutto fermo.”

Crede che possa ricucirsi un giorno il rapporto con il De Magistris politico?

“Penso di no. Non accetto assolutamente che una persona pianti in asso il suo lavoro senza portarlo a compimento per seguire la carriera politica. Quando venne a Potenza durante la campagna elettorale glielo dissi in faccia e lui mi rispose che “la chiusura di Marinagri era stata fatta per salvaguardare le vite umane dal rischio inondazione”, paragonando un campeggio abusivo costruito a Soverato nell’alveo di un fiume, con un investimento pari a 500 milioni di euro quale Marinagri”.

SAN GIORGIO LUCANO - Cirigliano guida il comune contro l'immobilismo


Labollita sarà all'opposizione


SAN GIORGIO LUCANO – E’ stata una competizione molto dura quella tra il sindaco uscente Gennaro Labollita (Pd), 54 anni, avvocato, sconfitto alle elezioni dallo sfidante, il 58enne Franco Cirigliano (Pdl) medico di base ed odontoiatra.
Entrambi erano a capo di due liste civiche seppur di orientamento politico opposto, “Progetto San Giorgio” che ha ottenuto 464 voti pari al 44,96 per cento e “Rinascita sangiorgese” la lista vincente che ha ottenuto 568 voti pari al 55,03 per cento, compagine quest’ultima più orientata verso il centrodestra per via di alcuni componenti del Pdl, ma che comprende al suo interno anche esponenti dell’Udc ed alcuni socialisti di sinistra. San Giorgio così ha deciso di cambiare premiando la lista antagonista a quella che negli ultimi cinque anni ha espresso la squadra amministrativa. Ora toccherà a Labollita, profondo conoscitore, com’è inevitabile che sia, sedere tra i banchi della minoranza esercitando il diritto-dovere, costituzionalmente riconosciuto, di controllo politico della maggioranza. Cirigliano è anche il coordinatore cittadino del Pdl, di qui la forte caratterizzazione politica di una compagine presentatasi come accade sempre più spesso nei piccoli centri come lista civica. Alla fine in comuni come quello di San Giorgio dove gli elettori sono stati 1032, chiunque si impegna in prima persona per la comunità, è da premiare in modo particolare. Trovare ventisei candidati compresi i due alla carica di sindaco, non è cosa facile. Addirittura cinque anni fa, le liste in campo erano tre. Stavolta invece si sono creati due blocchi. Il più suffragato della lista che ha vinto le elezioni è stato Salvatore Capalbo con 90 voti. A lui andrà molto probabilmente la delega di vice sindaco. Ottimo piazzamento anche per Antonio Bisanti, Giuseppina Novario e Francesco Adduci che hanno ottenuto rispettivamente 58, 40 e 44 preferenze. Alla lista vincente vanno otto seggi su dodici, i restanti quattro sono assegnati alla minoranza: Gennaro Labollita (candidato sindaco sconfitto), Giovanni Stasi, Vincenzo Bonamassa e Giovanni Ventimiglia i più suffragati della lista che ha perso le elezioni, rispettivamente con 92, 58 e 49 preferenze. Tra i cavalli di battaglia adottati da Cirigliano in campagna elettorale “l’immobilismo amministrativo” del suo predecessore nonché il fatto che questi abita a Policoro, distante 50 chilometri. Per Labollita si tratta di una sconfitta non scaturita dalla mancanza di consenso dei suoi candidati (si sono tutti difesi egregiamente sul piano numerico), poiché questa volta, andando alla conta i numeri hanno premiato Cirigliano candidato che come si dice in gergo, ha “tirato di più”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

SPUNTI/ LA CAMERA APPROVA IL DDL ALFANO CHE ORA PASSA AL SENATO. VIETATO SPIARE



Il voto segreto sul ddl intercettazioni non spacca la maggioranza, ma l'opposizione. Il testo, contestato in Aula dal centrosinistra, ottiene 17 voti in più di quelli a disposizione di Pdl, Lega e Mpa e cioé passa alla Camera con 318 sì, 224 no e un astenuto, mentre i deputati del centrodestra che hanno partecipato al voto e che avevano annunciato il proprio sì dovevano essere 301.


ECCO IL NUOVO TESTO DEL DDL ALFANO


Ecco il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato dal governo. Il pacchetto di modifiche, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 19 febbraio più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei nove' della commissione.
EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA - Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezza' e solo se saranno 'assolutamente indispensabili'. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato'. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.
VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO - La toga che rilascia "pubblicamente dichiarazioni" sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.
OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare "il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni".
DIVIETO PUBBLICAZIONE - Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di ché se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.
RETTIFICHE SENZA COMMENTO - Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma "senza commento". E si disciplinano anche quelle su internet.
NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati "relativamente ai procedimenti penali a loro affidati", salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.
CARCERE PER I GIORNALISTI - Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.
REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.
INTERCETTAZIONI AMBIENTALI - Si potranno usare le 'cimici' solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.
LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.
RELAZIONE SU SPESE E 'TETTO' - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.
PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.
ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.
NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.
STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.


EDITORI E GIORNALISTI SI MOBILITANO INSIEME CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE ALFANO. APPELLO CONGIUNTO FNSI-FIEG AL PARLAMENTO: "DOVERE D'INFORMARE, DIRITTO DI SAPERE"


Quella del voto alla Camera sul “d.d.l. Alfano”, e' una brutta notizia per l'informazione, la sua autonomia, il suo valore non meramente materiale. La FIEG e la FNSI si uniscono ancora per rinnovare al Parlamento, ora in particolare al Senato, e a tutte le forze politiche l’appello ad scongiurare l’introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori. Le previsioni del ddl approvato oggi con ricorso al voto di fiducia violano il fondamentale diritto della libertà d’informazione, garantito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Gli editori e i giornalisti concordano sulla necessità che sia tutelata la riservatezza delle persone, soprattutto se estranee alle indagini, ma non possono accettare interventi che nulla hanno a che vedere con tale esigenza e che porterebbero ad un risultato abnorme e sproporzionato: limitare, e in taluni casi impedire del tutto, la cronaca di eventi rilevanti per la pubblica opinione, quali le indagini investigative. Allo stesso effetto di limitazione della libertà di informazione portano le previsioni del disegno di legge che introducono anche sanzioni detentive nei confronti dei giornalisti e la responsabilità oggettiva a carico degli editori, che verrebbe ad aggiungersi in modo confuso a quella del direttore di giornale. È necessario salvaguardare il diritto di cronaca e di libera informazione, tutelare la funzione della stampa e del giornalista, assicurare il diritto dei cittadini a sapere. Gli editori e i giornalisti italiani rivolgono un appello estremo al Parlamento, alle forze politiche e sociali e all’opinione pubblica affinché vengano introdotte dal Senato nel ddl Alfano, su questi decisivi aspetti, le correzioni necessarie alla tutela di valori essenziali per la democrazia, espungendo le norme contrarie al dovere di informare e al diritto di sapere.


DDL ALFANO, SIDDI: "UNA PROTESTA STRAORDINARIA DI EDITORI E GIORNALISTI PER SALVARE LE NOTIZIE CHE POTREBBERO ESSERE NEGATE PER LEGGE"


Un avviso pubblicato ogni giorno su tutti i quotidiani italiani "che suoni da richiamo per coloro che ancora hanno a cuore il valore liberale dell'informazione, che certe notizie tra un pò potrebbero non esserci più, potrebbero essere negate per legge". È la "protesta straordinaria" che il presidente della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, ha proposto agli editori contro il disegno di legge sulle intercettazioni che è in discussione alla Camera. Siddi ne ha parlato a Bari nel corso della seconda giornata della 12/a conferenza internazionale per l'industria editoriale e della stampa italiana organizzata dall'Ifra, associazione europea di editori di giornali. "L'approvazione della legge - ha detto Siddi - sarebbe un male insopportabile perchè un bene indispensabile sarebbe lesionato in modo irreparabile". Siddi ha quindi invitato gli editori a intervenire congiuntamente: "Non bisogna avere paura - ha affermato - perchè ci sono i contributi pubblici o perchè attendiamo delibere sulla protezione sociale dei giornalisti". Su questa vicenda - ha concluso - "siamo sulla stessa barca perchè il carcere per chi dà le notizie e la multa agli editori che le pubblicano sono provvedimenti illiberali che fanno morire i giornali".


Nelle foto da sinistra, il ministro della Giustizia, Angelino alfano, ed il segretario della "Federazione nazionale stampa italiana", Franco Siddi

sabato 13 giugno 2009

POLICORO - Il Pdl non ha giocato di squadra


I posizionamenti personali nel collegio di Policoro hanno danneggiato alcuni. La mancata elezione di Paolo Castelluccio potrebbe avere ricadute sulla tenuta del Comune



POLICORO – Nel collegio Policoro 1 il centrosinistra con 2723 voti pari al 48,39 per cento, ha battuto il centrodestra che ha preso 2270 voti pari al 40,34 per cento. Ma se leggiamo attentamente il dato elettorale possiamo tranquillamente evidenziare che la maggioranza politica che amministra il comune di Policoro guidato dal sindaco Nicola Lopatriello non è andata sotto nei consensi. Ha tenuto, ma non ha vinto. Infatti ai voti della coalizione di centrodestra vanno sommati quelli dell’Udc 235 pari al 4,17 per cento e dell’Adc, 233 consensi pari al 4,14 per cento. Entrambe le liste hanno gareggiato da sole guidate rispettivamente dai consiglieri regionali, Enzo Ruggiero e Rosa Mastrosimone. Per lo scudo crociato era candidato Cosimo Simone, capogruppo consiliare Udc al Comune, mentre per l’altra lista il candidato che si è misurato nella campagna elettorale appena trascorsa è stato Onofrio Lopatriello, fratello del primo cittadino Nicola e sostenuto dal consigliere comunale di maggioranza Mario Vigorito. Se si vuol essere pignoli il centrosinistra con il 48,39 per cento ha perso contro centrodestra-Udc-Adc per uno 0,26 per cento, la cui somma percentuale è del 48,65. Ma al di là di sterili calcoli numerici, a Policoro, sul fronte dei personaggi politici di spicco che sostengono l’Amministrazione non tira una buona aria. Infatti se analizziamo il fatto che il candidato del Pdl, Paolo Castelluccio, per la prima volta in vita sua non è stato eletto alla Provincia e che il candidato del Movimento per l’Italia, Antonio Ripoli ha avuto la stessa sorte, ci sono più di poche ragioni per far emergere fattori di criticità. Castelluccio ha avuto consensi “ridotti” seppur sia stato il policorese più suffragato con 1270 voti, il 22,56 per cento, ma si è dovuto fermare ai box a causa della corazzata della Santanchè guidata dall’assessore ai Lavori pubblici Cosimo Ierone, che ha dato a Ripoli 912 consensi che gli sono valsi il 16,2 per cento, la percentuale più alta della sua lista, ma non il seggio, a causa del non raggiungimento del quorum della sua lista a livello provinciale. Così Castelluccio e Ripoli si sono annullati a vicenda facendo beneficiare del loro scontro eletti del Pdl in altri collegi, in particolare lo scanzanese Sabatino Casulli, ultimo eletto in percentuale con il 23,48 per cento, nella lista del Pdl. Robe da sistema elettorale. Ora però, se è vero com’è vero che Ierone ed il suo gruppo si sono misurati contro il Pdl uscendone egregiamente, è anche vero che un regolamento di conti che potrebbe avere anche qualche ricaduta negativa sull’Amministrazione ci sarà. Resta da capire, come mai il sindaco Lopatriello non si sia schierato per nessuno privilegiando la coalizione, ma soprattutto conducendo una campagna elettorale sottotono, quantomeno, non da par suo? Ora cosa succederà? Cosa farà Castelluccio tra i probabili candidati alle regionali del 2010, chiederà un posto in giunta, o la segreteria del Pdl? E Ripoli che ha ceduto lo scranno assessorile lo scorso anno a Nicola Trupo che ottenne meno voti di lui, cosa farà? Urgono chiarimenti.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilicata)



Nella foto: Paolo Castelluccio

venerdì 12 giugno 2009

NOVA SIRI - Tanti volti nuovi in Consiglio


Ben sette new entry in maggioranza e quattro nella minoranza del Pd. Prime indiscrezioni e calcoli sulle probabili scelte per la futura giunta



NOVA SIRI – Giuseppe Santarcangelo, 53 anni, neurologo è stato riconfermato sindaco a capo della lista civica “Insieme per Nova Siri”. Compagine quest’ultima formata da Pdl, Udc esponenti civici singoli ed aggregati, che ha ottenuto un suffragio pari a 2447 voti. Lo sconfitto è Pasquale Favale, 43 anni, avvocato che guidava la lista politica del Partito democratico che ha ottenuto 1806 consensi. Sfida a due, dunque, conclusasi con una vittoria per molti versi annunciata, resa avvincente grazie alla presenza di due senatori, Cosimo Latronico e Carlo Chiurazzi, rispettivamente Pdl e Pd che hanno condotto parallelamente una “sfida nella sfida”. Se si analizza il dato elettorale delle due liste, il vincitore è Latronico, perché a vincere è stato Santarcangelo, ma Chiurazzi ha più di un motivo di consolazione. Infatti, rispetto a cinque anni fa, quando Santarcangelo si affermò contro il centrosinistra guidato da Antonio Accettura, la lista di Favale e quindi il Pd, ha incrementato i suoi consensi di circa il 50 per cento, passando dai 1176 di allora a 1806 di oggi. Ben 630 voti in più che se letti politicamente vorranno dire pur qualcosa. Nel 2004 Santarcangelo prese poco più di 2100 voti ora anche lui ha incrementato i consensi fino a 2447, ma se si considera che un pezzo della sua opposizione consiliare guidata da Michele Laddomata (candidato sindaco anch’egli cinque anni fa con 1126 voti di lista) durante la scorsa legislatura è stata inglobata, si può chiarire presto questo risultato. D’altra parte se Laddomata ed il suo gruppo di supporters non portava voti alla causa, perché mai gli hanno spalancato le porte? Infatti l’innesto a prodotto un suffragio pari a 563 consensi distribuiti tra lo stesso Laddomata con 218, Padula con 112, Tarsia 117 e Toscani 116. Stando ai calcoli meramente numerici è Laddomata ad aver fatto la differenza, ora però resta da vedere se l’innesto elettorale si traduce anche in innesto amministrativo. La metà dei voti di Laddomata è stata indubbiamente intercettata dal Pd, ma, a differenza della lista vincitrice, senza accordi elettorali. Stando alle indiscrezioni pare ci fosse un accordo di massima preelettorale che garantiva a Laddomata il “brindisino”, la postazione di vice sindaco in caso di vittoria. Ora resta da capire se questo accadrà nella realtà. Perché è chiaro che garantire postazioni a prescindere, non è un criterio, a meno che il gruppo dei quattro (sufficienti per sottrarre la maggioranza al sindaco), non lo pretenda. Anche perché il più suffragato è stato l’ex Udeur Nicola Suriano con 245 voti che potrebbe legittimamente ambire al ruolo di numero due dell’Amministrazione. Ruolo che nel quinquennio scorso è stato di Pavese che si è ben difeso con 200 voti classificandosi al terzo posto. Se Santarcangelo potesse scegliere in autonomia lo farebbe riconfermandolo, anche perché il tandem è molto affiatato. Ma si sa per gli equilibri politici, il vicesindaco uscente potrebbe doversi accontentare di un semplice assessorato all’Urbanistica. In giunta infine appare certo l’impiego di Mitidieri e Settembrino tra i più votati così come dei giovani D’Armento e Pancaro. Ma Laddomata si accontenterà di una sola postazione?


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto Giuseppe D'Armento

giovedì 11 giugno 2009

POLICORO - Dimissioni nel Pd, ma marrese accusa Di Sanza


Restaino: "L'importante era vincere le elezioni"




di PIERANTONIO LUTRELLI





POLICORO – C’è chi festeggia dopo una sconfitta e chi è triste dopo una vittoria. Tutto dipende dalla elezione o meno del candidato di riferimento. Il dubbio sorge spontaneo: meglio essere eletti quando la propria coalizione perde, oppure non essere eletti quando la propria coalizione vince? Così accade che a Policoro, Piero Manolio e Gianluca Marrese segretario e capogruppo del Partito democratico rassegnino le dimissioni a causa della non esaltante performance elettorale del candidato alle provinciali Nicola Montesano, consigliere provinciale uscente eletto nel 2004 nella lista di Forza Italia e poi passato al centrosinistra. Le ragioni di tale sconfitta, forse, sono da ricercare proprio riflettendo su quello che accadde cinque anni fa. Allora non c’era il Pd, bensì i Ds e la Margherita. I primi elessero con 2000 voti il loro candidato, Franco Labriola, che ha ricoperto per tutta la legislatura appena terminata il ruolo di assessore alla Provincia. I secondi candidarono Rocco Di Leo e, seppur senza eleggerlo, ottennero 850 consensi. Se facciamo la somma fanno 2850. Montesano ne ha presi 1120. I conti non tornano. Da quanto appare è l’elettorato degli ex Ds a non aver risposto. Patrimonio quest’ultimo andato disgregandosi un po’ alla volta a cominciare dalla caduta dell’ex Amministrazione di centrosinistra guidata da Serafino Di Sanza, che ironia della sorte si è rifatto con gli interessi proprio verso coloro i quali ne hanno determinato la prematura caduta, tre consiglieri comunali su cinque eletti negli allora Ds che in questa tornata hanno sostenuto Montesano: Arcuri, Mitidieri e Di Matteo che si andarono a dimettere contestualmente agli otto consiglieri eletti all’opposizione. Infatti l’unico ad essere stato eletto nel collegio Policoro 1, è proprio Serafino Di Sanza nella lista di Franco Stella. Ma perché le dimissioni di segretario e capogruppo? “Sono stato eletto segretario cittadino del circolo di Policoro ad unanimità – ha detto in una missiva l’ex segretario - durante il mio mandato di segretario ho sempre posto come obiettivo primario l’unità del partito. In questa campagna elettorale mi sono ritrovato con un partito lacerato. Di questo me ne rammarico perché abituato, con tenacia, a raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo. Ci sono, però, situazioni che vanno oltre la volontà del singolo. Ritengo, pertanto, tale decisione utile per il PD di Policoro e per aprire una discussione ampia e serena all’interno dello stesso e dalla quale il partito stesso possa ripartire con slancio e fiducia.” Il capogruppo dimissionario, invece, punta il dito contro il consigliere regionale Antonio Di Sanza che ha festeggiato la elezione di suo cugino Serafino Di Sanza, dopo (stando a quello che lascia intendere Marrese) averlo sostenuto sul piano del voto. Ma se Antonio Di Sanza, proveniente da altre esperienze ha un elettorato suo, che fine ha fatto la sommatoria Margherita-Ds di cui Marrese è stato segretario? E poi perché Manolio non si è dimesso quando Di Sanza l’anno scorso non era stato eletto sindaco?
“Il disorientamento e l’amarezza – scrive Marrese motivando le dimissioni - sono stati ancora più gravi per il fatto che detta divisione e la mancanza di coesione, ha coinvolto anche chi, per ruolo politico e responsabilità istituzionale (Antonio Di Sanza, ndr) avrebbe dovuto essere il massimo garante all’interno, sia dell’unità del Pd che del suo rafforzamento.
Per le ragioni sopra esposte, pur considerando la necessità di riflessioni più approfondite sul dato elettorale, il mio senso di responsabilità nei confronti della carica che ricopro, mi induce, allo stato, a rimettere nelle mani del mio partito la mia carica di capogruppo del Pd nell’assise comunale, al fine di arrivare una volta per tutte a quella chiarezza necessaria e sempre auspicata”. Abbiamo sentito il segretario e capogruppo in Consiglio regionale Ermino Restaino. “Con la presenza della doppia lista – ha detto al Quotidiano - mettevamo in conto che ci sarebbero stati problemi, ma ovviamente il nostro interesse era quello di raccogliere il massimo consenso possibile per vincere le elezioni”.
Chiaro ed inequivocabile: Di Sanza non si tocca.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

Matera - Idv, il ricorso è possibile


Perso il secondo consigliere per poche decine di voti. Il segretario Faraone: "Stiamo valutando se ci sono le motivazioni"



MATERA - Ha ottenuto un solo seggio in Consiglio provinciale, nonostante i 5860 consensi pari al 5,60 per cento dei voti validi. L’unico scranno quindi se l’è aggiudicato Antonio Montemurro, consigliere provinciale uscente eletto nel collegio “Matera IV” con 743 voti pari al 13,19 per cento. Il primo dei non eletti è Donato Michele Paterino, che nel collegio “Matera V” ha ottenuto 494 consensi pari al 10,87 per cento.
“Stiamo valutando la possibilità di ricorrere per l’attribuzione del secondo seggio – ha spiegato al Quotidiano il coordinatore provinciale di Italia dei Valori, l’avvocato Vittorio Faraone - ciò per dare ancor più voce nel Consiglio provinciale alle aspirazioni degli elettori che hanno ritenuto di dare fiducia al partito. Le istanze della buona amministrazione, della trasparenza, della legalità – ha continuato l’esponente di spicco del partito di Di Pietro - che i tanti elettori hanno riposto in noi, convinti che questa Amministrazione provinciale complessivamente porterà avanti, rappresentano il rinnovamento posto alla base della partecipazione coesa all’appena conclusa competizione unitaria, risultata vincente. Queste elezioni hanno espresso il nostro radicamento sul territorio, il partito è in salute e lo hanno dimostrato i consensi alle elezioni europee e provinciali. Avremmo meritato per la Provincia di Matera un secondo seggio. Il sistema di attribuzione dei seggi – ha concluso - allo stato attuale, ha penalizzato Idv. Naturalmente il partito è stato determinante per la vittoria e per la coesione politica del centrosinistra”. Non ha tutti i torti il leader provinciale Idv se si considera ad esempio che il Partito democratico ha ottenuto sette consiglieri provinciali con 20.780 voti, pari a 2.968 per ciascun eletto. Con 5.860 voti è chiaro che Idv senta al suo interno di aver raccolto meno di quanto ha ottenuto in termini elettorali e di consenso. Al di là dei seggi, Italia dei Valori è cresciuta non poco rispetto alle elezioni provinciali del 2004, quando ottenne 3.812 voti pari al 3,68 per cento. Anche allora un solo consigliere eletto. Duemila consensi in più per la gestione Faraone rappresentano un dato da non trascurare. Nella scorsa tornata il simbolo era lo stesso, ma la dicitura non era “Italia dei valori” bensì Di Pietro-Occhetto, il consigliere eletto in quella occasione fu Sante Pantano, candidatosi stavolta senza molta fortuna nei Popolari uniti.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 10 giugno 2009

METAPONTINO - PD sconfitto a Policoro. Lasciano Manolio e Marrese


Pesa la non elezione di Montesano. Ok Casulli


METAPONTINO – Ieri è stato il giorno dell’analisi politica e del commento dei risultati elettorali delle provinciali. Delusione ed amarezza per qualcuno, la cui performance è stata al di sotto delle aspettative e gioia e soddisfazione “per avercela fatta” a staccare un biglietto per il Consiglio provinciale. Il Partito democratico va nettamente sotto le aspettative a Scanzano e Policoro, dove i candidati Partipilo e Montesano non hanno “sfondato”, come si dice in gergo. A Scanzano l’unico eletto è Sabatino Casulli del Pdl che viene riconfermato con 857 voti. Casulli è l’unico consigliere uscente del Pdl a ritornare tra i banchi di via Ridola. La sua è stata una vittoria doppia, forse anche tripla. Una soddisfazione immensa. Ha dovuto sconfiggere un fuoco di accerchiamento interno. Ciononostante né è uscito vincente, rafforzato ed indubbiamente al di là delle cariche formali, è lui il vero leader del centrodestra a Scanzano. A Policoro invece l’unico eletto è l’ex sindaco Serafino Di Sanza nella lista “Stella presidente” con 992 voti. Un successo il suo che fa da contrasto con l’amarezza in casa Pd per la non elezione di Montesano che con 1120 voti non ha trovato riconferma nell’assise provinciale. Amarezza che ha portato alle dimissioni del segretario cittadino Piero Manolio e del capogruppo consiliare Gianluca Marrese. Correttezza politica vuole che in caso di insuccesso si agisca in questa maniera. Non c’è dubbio che a loro va fatto un plauso per il gesto politico costruttivo. E’ giusto infatti che quando una linea politica viene sconfitta, i perdenti si rivolgano ai vincitori chiedendo loro che si assumano la responsabilità di portare avanti il partito. Nella ritrovata coesione si intende. “Quando una squadra non raggiunge il risultato per il quale ha lavorato - ha tenuto a sottolineare Manolio - l’allenatore deve assumersi in toto la responsabilità dell’insuccesso a tutela della squadra stessa”. Poi la lamentela: “In questa campagna elettorale mi sono ritrovato con un partito lacerato”. Marrese invece: “Il nostro elettorato credo non abbia condiviso o meglio non compreso le ragioni per le quali il Pd è apparso diviso e non coeso, di fronte alla necessità di un impegno elettorale, che ove fosse stato profuso da tutte le diverse anime del partito, avrebbe certamente portato lo stesso a conseguire oltre che l’ottimo risultato dell’elezione del suo consigliere, anche l’obiettivo di attestare il Partito Democratico come prima forza politica nella cittadinanza. Il disorientamento e l’amarezza sono stati ancora più gravi – ha sottolineato riferendosi al fatto che Serafino Di Sanza ha avuto il sostegno di suo cugino il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza - per il fatto che detta divisione e la mancanza di coesione, ha coinvolto anche chi, per ruolo politico e responsabilità istituzionale avrebbe dovuto essere il massimo garante all’interno, sia dell’unità del Pd che del suo rafforzamento”. Il collegio Policoro 2 si conferma roccaforte di centrodestra con Antonio Stigliano di Nova Siri che farà parte della squadra del Pdl guidata dall’avvocato Labriola, insieme a Salvatore Cosma eletto in Tursi-Craco. Con loro anche Franco Carbone di Bernalda che torna ad avere dopo un lungo periodo un consigliere provinciale. Anche Pisticci ha il suo consigliere come nelle previsioni: Vito Di Trani del Pd eletto in Pisticci 2 (Marconia, ecc). Delude la corazzata Pdl che amministra il comune che non riesce ad eleggere né Iannuzziello (Pisticci 1) né Carovita (PIsticci 2). A Montalbano viene riconfermato Nicola Tauro con 564 preferenze che torna tra i banchi della Provincia dopo la elezione nel 2004 (allora in seconda battuta nello Sdi). Sempre a Montalbano il Pdl nonostante la buona performance non riesce nell’elezione di Donato Pierro, assessore ai lavori pubblici. Insuccesso quest’ultimo dovuto forse a qualche fibrillazione di troppo avvenuta nella coalizione negli ultimi mesi.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto da sinistra Serafino Di Sanza e Franco Stella si abbracciano dopo il comizio di ringraziamento di domenica sera

SPUNTI/ Terremoto nel Pd di Policoro


Le dimissioni del capogruppo consiliare Gianluca Marrese


di GIANLUCA MARRESE



Policoro 9 giugno 2009 - All’indomani del voto, il capogruppo del PD di Policoro, Gianluca Marrese, esprime soddisfazione relativamente al successo che il centro-sinistra della Provincia di Matera ha ottenuto con l’elezione del Presidente Franco Stella, al quale manifesta piena disponibilità collaborativa, certo dell’impegno, della professionalità, e dell’alto senso di responsabilità che il Neo-Presidente saprà certamente garantire all’intera coalizione.
Ciò nonostante, il capogruppo, ritiene non più prorogabile una riflessione ed attenta analisi all’interno del Partito Democratico policorese, che pur essendosi attestato come seconda forza all’interno della città, non consegue il risultato dell’elezione del consigliere Nicola Montesano.
La città ed il nostro elettorato credo abbiano non condiviso o meglio non compreso le ragioni per le quali il Partito è apparso diviso e non coeso, di fronte alla necessità di un impegno elettorale, che ove fosse stato profuso da tutte le diverse anime del Partito, avrebbe certamente portato lo stesso a conseguire oltre che l’ottimo risultato dell’elezione del suo consigliere, anche l’obiettivo di attestare il Partito Democratico come prima forza politica nella cittadinanza, attorno alla quale sarebbe cominciato quel processo di riorganizzazione del centro-sinistra, al fine di ritornare ad essere, con un partito forte e coeso, l’unico progetto credibile per il governo della città.
Il disorientamento e l’amarezza sono stati ancora più gravi per il fatto che detta divisione e la mancanza di coesione, ha coinvolto anche chi, per ruolo politico e responsabilità istituzionale avrebbe dovuto essere il massimo garante all’interno, sia dell’unità del Pd che del suo rafforzamento.
Per le ragioni sopra esposte, pur considerando la necessità di riflessioni più approfondite sul dato elettorale, il mio senso di responsabilità nei confronti della carica che ricopro, mi induce, allo stato, a rimettere nelle mani del mio partito la mia carica di capogruppo del Pd nell’assise comunale, al fine di arrivare una volta per tutte a quella chiarezza necessaria e sempre auspicata, per consentire e contribuire alla realizzazione di quel Partito, che nonostante tutto rappresenta oggi più che mai, il vero progetto politico a cui milioni di persone guardano con forte interesse.
Auspico, altresì, che queste mie considerazioni dettate dalla passione e dall’impegno da sempre profuso per un forte senso di appartenenza, possano costituire le premesse per l’apertura di una nuova fase del Pd di Policoro.

SPUNTI/ Terremoto nel Pd di Policoro


Le dimissioni del segretario cittadino Piero Manolio



di PIERO MANOLIO




Policoro, 9 giugno 2009
- All’indomani del risultato elettorale delle amministrative nel comune di Policoro, sento di dover rassegnare le dimissioni da segretario cittadino del Circolo territoriale di Policoro.
Nonostante il buon risultato registrato dal Partito Democratico di Policoro nelle elezioni per i rappresentanti del Parlamento Europeo, il diverso dato delle amministrative, con la conseguente incapacità ad esprimere per Policoro il consigliere provinciale, ha determinato in me tale decisione.
Le cause di tale risultato sono diverse, ognuno si eserciti in una ampia e variegata analisi delle stesse, ma a prescindere da esse, quando una squadra non raggiunge il risultato per il quale ha lavorato, per usare un parallelo calcistico, l’allenatore deve assumersi in toto la responsabilità dell’insuccesso a tutela della squadra stessa.
Com’è mio costume, dalle responsabilità non sfuggo.
Sono stato eletto segretario cittadino del circolo di Policoro ad unanimità. Durante il mio mandato di segretario ho sempre posto come obiettivo primario l’unità del partito. In questa campagna elettorale mi sono ritrovato con un partito lacerato. Di questo me ne rammarico perché abituato, con tenacia, a raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo. Ci sono, però, situazioni che vanno oltre la volontà del singolo. Ritengo, pertanto, tale decisione utile per il PD di Policoro e per aprire una discussione ampia e serena all’interno dello stesso e dalla quale il partito stesso possa ripartire con slancio e fiducia.
In questi giorni mi sono posto diversi interrogativi sulla difficoltà che la politica incontra nel rapporto con la gente. Rilevo la necessità di tornare a stare dalla parte dei cittadini, di abbattere quelle distanze dall’elettorato che nel tempo si sono create, di parlare con linguaggio semplice, accessibile, di dare speranza e costruire un futuro ad una società sempre più in difficoltà.
Ritengo, infine, che la politica e la sua classe dirigente debba essere da esempio ai cittadini. Maturo la decisione delle mie dimissioni anche per tale motivo e per dare una risposta a quel luogo comune che la politica si faccia solo per attaccamento al ruolo o alla poltrona.
Da ultimo mi sento di ringraziare il gruppo delle donne del PD ed il movimento giovanile per l’impegno e l’attivismo profuso.
Nel rassicurare il mio impegno per il Partito Democratico ed in particolare per il Circolo Cittadino, Vi saluto e Vi ringrazio con affetto.



lunedì 8 giugno 2009

SPUNTI/ Serafino Di Sanza, l'unico eletto di Policoro

domenica 7 giugno 2009

SPUNTI/ Elezioni europee




Dalle ore 22 di stasera inizia lo spoglio delle Europee. Per le provinciali dovremo aspettare domani a partire dalle ore 14. A seguire lo spoglio delle comunali laddove si vota. Dal risultato di stasera potremo avere con certezza, chiaro, il numero dei votanti. Ma non pensate che dal risultato delle Europee si possa avere il quadro delle provinciali, in quanto il voto locale è assoggettato a dinamiche molte volte tutt'altro che politice.

venerdì 5 giugno 2009

POLICORO - Gasparri si rilassa al castello













Serata in compagnia di simpatizzanti e militanti del Popolo delle Libertà


POLICORO – Dopo aver fatto tappa in diversi comuni del materano (Scanzano, Tursi, Pisticci, Montalbano e Rotondella) il capogruppo al Senato del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri, si è concesso una serata di relax in compagnia di attivisti, iscritti e simpatizzanti del suo partito, nel ristorante situato all’interno del Castello di Policoro. Erano le 22.30 quando l’ex ministro della Comunicazione scende dalla sua auto scortato dai carabinieri. Insieme a lui arrivano i senatori lucani Guido Viceconte, Cosimo Latronico ed Egidio Digilio. Arriva anche il candidato presidente della coalizione di centrodestra per la Provincia di Matera, Nuccio Labriola. Segue il consigliere regionale Pasquale Di Lorenzo. I candidati del Pdl alla Provincia Paolo Castelluccio ed Antonio Stigliano, rispettivamente per Policoro 1 e Policoro 2. C’è il vicesindaco, nonché coordinatore cittadino del Pdl policorese, il pediatra Rocco Leone. Ci sono i consiglieri comunali di Policoro, Domenico Bianco, Rocco Colucci, Pino Callà il presidente del Consiglio comunale, Otello Marsano, l’assessore comunale Ambiente di Policoro, Luisa Lasaponara. E molti invitati. Anche provenienti dai comuni del comprensorio. Entriamo dentro armati di macchina fotografica. Troviamo subito nell’ingresso, il presentatore televisivo Alessandro Greco e la moglie Beatrice Bocci. Non sono della festa. Sono lì per parlare con Gasparri. Lo aspetteranno fino alle 00.30. Sono tanti i tavoli circolari disposti lungo la sala. L’atmosfera è da galà serale. Ma sarà una cena veloce. Dopo il ricco antipasto al buffet, dove c’era un po’ di tutto, arrivano le orecchiette con il pomodorino pachino ed il cacioricotta. Dopo, tanti dolci e un composè imponente di frutta fresca. Al tavolo con Gasparri siedono Latronico, Viceconte, Digilio, Leone, Castelluccio, Stigliano e Labriola. Latronico fa un’introduzione e Gasparri fa un discorso politico breve ma intenso. Poi stremato va via. Gli altri si intratterranno fino all’una.



Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

MATERA - Meapontino, in vista tre linee d'aiuto per i produttori colpiti dai danni del maltempo


Nella sede della Regione a Matera un tavolo tra istituzioni e operatori del settore. Sul piatto: accesso al credito pagamenti dell'Arbea e sospensione canoni irrigui


MATERA – Dopo l’ultima grandinata dello scorso 28 maggio che ha devastato gli impianti arborei (pescheti ed albicoccheti) del metapontino, con epicentro a Scanzano Jonico, bisogna correre ai ripari. La Regione Basilicata ce la sta mettendo tutta. L’assessore all’Agricoltura, Vincenzo Viti, è al lavoro per mettere a punto soluzioni che possano dare nell’immediato un segnale tangibile. “Si tratta – ha detto al Quotidiano – di trovare delle misure per accompagnare chi ha subìto danni, fuori dal tunnel”. Il Dipartimento regionale agricoltura, già da più di un mese alle prese con l’emergenza grandine, ieri mattina nel corso del Tavolo tecnico permanente ha individuato tre forme di aiuto i produttori colpiti: maggiore attenzione degli istituti di credito verso le aziende agricole colpite; verifica della possibilità di una momentanea sospensione dei canoni irrigui del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto ed infine massima celerità dell’Arbea nella erogazione delle anticipazioni dei contributi comunitari.
All’incontro presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura, Vincenzo Viti, hanno preso parte il direttore generale del Dipartimento Agricoltura, Pietro Quinto, il direttore dell’Arbea, Gabriele Di Mauro, il presidente del Consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, Angelo Carriero, il segretario dell’Associazione banche italiane (Abi) Gaetano Gentile, il presidente del Coprodi (Consorzio di difesa dei produttori agricoli) Franco Vitelli e dei rappresentanti delle organizzazione professionali agricole, Donato Di Stefano della Cia, Piergiorgio Quarto della Coldiretti, Stefania Colangelo e Beniamino Spada di Confagricoltura ed Eustachio Ricchiuti e Nicola Minichino della Copagri.
“La Regione – ha spiegato Viti - si è impegnata dopo i sopraluoghi dei tecnici a richiedere entro i prossimi giorni lo stato di calamità che interesserà le aziende effettivamente danneggiate”. Sugli interventi dell’Abi dopo un ampio confronto e l’attenzione al problema dichiarata da Gentile, la Regione Basilicata richiederà immediatamente con una lettera una serie di provvedimenti sui crediti esigibili per consentire alle banche di operare al meglio e con il dovuto riguardo nei confronti delle aziende agricole danneggiate. Infine, sulla sospensione dei canoni irrigui, il presidente dell’ente consortile, Angelo Carriero, ha dato la disponibilità a portare il provvedimento nel Consiglio di amministrazione subordinando, come già avvenne per le calamità del 2005, l’intervento a garanzie da parte della Regione Basilicata. L’assessore Viti a tal proposito si è dichiarato disponibile a mettere in campo tutti i provvedimenti adeguati al caso.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 4 giugno 2009

NOVA SIRI - La doppia sfida per conquistare il Municipio



Santarcangelo e Favale spalleggiati dai senatori



NOVA SIRI – E’ una grande sfida quella che riguarda la corsa alla guida del Comune di Nova Siri. Da una parte il sindaco uscente Giuseppe Santarcangelo, 53 anni, neurologo a capo della civica (molto vicina al centrodestra) “Insieme per Nova Siri” e dall’altra, Pasquale Favale, 43 anni, di professione avvocato, consigliere comunale di opposizione nell’ultimo quinquennio a capo della lista del “Partito democratico”. Quest’ultimo è stato designato dalle primarie che vedevano sei aspiranti alla candidatura a primo cittadino. Uno scontro finale, questo, che vede anche i due senatori Cosimo Latronico (Pdl) e Carlo Chiurazzi (Pd) partecipi attivamente alla competizione. Una sfida nella sfida che rende la competizione speciale, al di là del semplice significato amministrativo. Anche se su questo terreno è giusto che i due contendenti debbano misurarsi. Da un lato chi chiede continuità e dall’altro chi chiede il consenso per invertire la rotta. “Rimettiamo al centro i nostri cittadini – ha detto al Quotidiano l’esponente democratico Favale - più gente c’è e più il cuore del nostro paese si fa sicuro, vivibile, bello da vedere e da frequentare. Creiamo spazi e opportunità – ha continuato - che siano da richiamo e da punto di riferimento del nostro comprensorio. Facciamo di Nova Siri un bel paese abitato da belle persone. C’è molto da fare e lo faremo, con buon senso e con la politica delle “piccole” cose manterremo alta la qualità dei servizi per tutti, senza aumentare le tasse per i cittadini, in un’ottica solidale. Incentiviamo le iniziative del privato nella cooperazione nel volontariato e nel sociale, creiamo la rete comunale dei servizi al cittadino. Non dovrà più accadere, come in questi ultimo cinque anni che i cittadini e il territorio siano abbandonati dagli amministratori. Utilizziamo le eccellenze del nostro territorio per comporre un’offerta turistica che sostenga l’economia novasirese e soddisfi i bisogni del turismo nazionale ed internazionale. Allontaniamo definitivamente – ha concluso - lo spettro del nucleare dal nostro territorio”. Il sindaco uscente Santarcangelo chiede un voto per la continuità. “Vorremmo continuare – ha detto – il lavoro che abbiamo programmato. Vedere le opere realizzate. Le questioni più importanti sono contenute nel regolamento urbanistico che la mia Amministrazione ha approvato nel 2007. Poi – ha continuato – c’è la questione della 106 Jonica che ha finalmente trovato i finanziamenti. Noi abbiamo fatto da pungolo nei confronti di Regione e Governo centrale. Non era detto, infatti, che la variante dovesse automaticamente essere finanziata. Inoltre, grazie ad un finanziamento risalente al 1999 pari a 2 milioni 400 mila euro, stiamo mettendo in sicurezza il depuratore comunale. Trovammo questo progetto che faceva acqua da tutte le parti, ci abbiamo lavorato sopra, ed ora i lavori in corso sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo infine prestato – ha concluso – molta attenzione alle politiche sociali ed ambientali”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Impegno per Nova Siri


Candidato sindaco: Giuseppe Santarcangelo

CANDIDATI

1 - Cosentino Adele
2 - D’Armento Giuseppe
3 - Favale Rosalba
4 - Gizzi Mario Carmine
5 - Laddomata Michele
6 - Mitidieri Giuseppe
7 - Melidoro Antonio
8 - Montagna Giuseppe
9 - Padula Dino
10 - Pancaro Cosimo
11 - Pavese Vincenzo Paolo
12 - Pugliese Maria Giuseppina
13 - Settembrino Giuseppe
14 - Suriano Nicola
15 - Tarsia Francesco
16 - Toscani Antonio

Partito Democratico



Candidato sindaco: Pasquale Favale


CANDIDATI

1 - Battafarano Giuseppe
2 - Bono Guido
3 - Cascino Vittorio
4 - Churazzi Giuseppe
5 - Cospito Roberto
6 - Dimatteo Giovanni
7 - Drogo Maria Teresa
8 - La Battaglia Gianbattista
9 - Maradei Luigi Natalino
10 - Matteo Mariangela Carmela
11 - Russo Paolo Gianbattista
12 - Stigliano Carmine
13 - Stigliano Gaetano
14 - Stigliano Maria Carmela
15 - Varasano Massimiliano
16 - Viccari Carmela

SAN GIORGIO LUCANO - Medico e avvocato, gara ad armi pari


Campagna elettorale vivace nel piccolo centro



SAN GIORGIO LUCANO – E’ una competizione a due quella tra il sindaco uscente Gennaro Labollita (Pd), 54 anni e lo sfidante Franco Cirigliano (Pdl). Sono due liste civiche seppur di orientamento politico opposto. Il primo, avvocato di lungo corso, è definito dall’opposizione un sindaco “pendolare” in quanto abita a Policoro, ed è a capo di “Progetto San Giorgio” più vicina alle posizioni del centrosinistra. Il secondo, 58 anni, svolge la professione di medico condotto e dentista ed è alla guida di “Rinascita sangiorgese” più orientata verso il centrodestra per via di alcuni componenti del Pdl, ma comprende anche esponenti dell’Udc ed alcuni socialisti di sinistra. Alla fine si tratta di fare qualcosa per la propria comunità. Infatti San Giorgio Lucano sempre più falcidiato dallo spopolamento, si trova alle prese con una costante emorragia occupazionale, l’unico modo che può convincere qualcuno a restare è infatti quello di creare sviluppo, ricchezza e lavoro. A San Giorgio lo sanno bene dunque tutti i candidati. D’altronde i 1200 elettori su circa 1400 abitanti rappresentano l’ultimo baluardo dell’identità locale che non vuole scomparire, come ha raccontato al Quotidiano, Franco Cirigliano, tra l’altro coordinatore comunale del Pdl. “Abbiamo da fronteggiare la disoccupazione – ha spiegato – poi questa comunità deve finalmente avere un sindaco che viva qui. Diamo San Giorgio ai sangiorgesi. Se vinco voglio innanzitutto mettere ordine a livello comunale. Abbiamo persone competenti per affrontare le questioni. Abbiamo candidato le energie giuste. Abbiamo tanta buona volontà. Il lavoro? Siamo a contatto con grossi imprenditori per attrarre investimenti privati che segnino una discontinuità”. Labollita che ci riprova per il quarto mandato (il secondo consecutivo) replica subito alle accuse di pendolarismo: “A Policoro – ha detto – vado solo a dormire. A San Giorgio ci vengo ogni giorno perché ho qui lo studio legale, poi ho mio padre vedovo ed è un altro motivo, ma soprattutto ho fatto fede ai miei impegni istituzionali. Non sono mai stato assente ad alcuna deliberazione amministrativa della mia giunta da cinque anni ad oggi. Cambino argomento i miei avversari anche perché quello del sindaco non residente in termini elettorali non ha mai pagato”. Poi le questioni politiche. “Vorremmo – ha continuato – portare a compimento il programma presentato la scorsa legislatura agli elettori. Purtroppo abbiamo trovato una grave crisi finanziaria con debiti pari a due miliardi di vecchie lire. Al momento – ha concluso – a costo di grandi sacrifici il bilancio è in sostanziale pareggio e nel prossimo quinquennio rilanceremo il paese. I concittadini possono contarci”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 3 giugno 2009

POLICORO - Il gommista e la “sexy onorevole”





La favola di Ierone


di PIERANTONIO LUTRELLI


IERI E’ STATO senza dubbio il giorno più importante da quando Cosimo Ierone fa politica. In quel “Chi me lo doveva dire” che si lascia scappare con il cronista, si racchiude tutta la favola di un umile gommista passato nel giro di un solo anno a politico di successo. Già, la sua è una favola. Ierone è una “Cenerentola” politica. Nel 2008 dà vita a “Città nuova” lista più suffragata della coalizione alle elezioni amministrative. Quattro consiglieri comunali eletti, contro i tre di Forza Italia ed i due di An. Ierone era il capolista, e fu il più suffragato con quasi quattrocento voti. In lista con lui tanti professionisti tutti contenti di sostenere il progetto che ha fatto la fortuna del centrodestra policorese. Diviene assessore ai Lavori pubblici. La favola continua. Ora Ierone ci riprova con il sostegno dei ceti più umili e popolari “dimenticati dalla sinistra”. E’ a lui che nasce l’idea di fare la lista alle provinciali a fianco del Pdl. Riparte dalla bella Daniela Santanchè nei confronti della quale era perfettamente a suo agio. Con la quale ha creato un rapporto di complicità. “Se andiamo al ballottaggio – ci ha detto – la faccio tornare”.




(Da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Arriva la Santanchè: "Berlusconi, un genio"



















































La Santanchè nella Policoro dei "suoi" tre assessori. La leader conferma: "Veronica Lario ha l'amante".



di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO – Camicia e giacca bianca, pantaloni arancioni con scarpe, cintura e borsa in tinta, rigorosamente di Hermès. Capelli lunghi raccolti di colore biondo. Trucco molto marcato solo sugli occhi, rossetto bronzeo. Pochi gioielli, ma preziosi. Vestita in maniera elegante ed al contempo casual, si è presentata così ieri mattina a Policoro, Daniela Santanchè, leader nazionale del “Movimento per l’Italia”, una delle forze politiche che accompagnano il Pdl nella competizione elettorale in corso. L’appuntamento era per le 12.30 nella sala conferenze dell’Istituto religioso “Padre Minozzi” situato in pieno centro lungo via Siris. Ad attenderla c’erano tutti i militanti del movimento a livello locale, nonché i candidati alla Provincia del comprensorio. C’era molta attesa per questo evento. E lo abbiamo notato già dalle prime ore del mattino quando i suppoters dell’ex deputata di An hanno allestito il cortile antistante la struttura. I più ansiosi sono però i due candidati alle provinciali nei collegi Policoro 1 e Policoro 2, Antonio Ripoli e Giuseppe Ferrara, i quali passeggiano all’aperto con trepidante attesa. Arriva il sindaco Nicola Lopatriello, accompagnato da sua moglie. Incontriamo l’assessore ai Lavori pubblici Cosimo Ierone, uno che per la Santanchè ci ha messo la faccia. Non è solo, insieme a lui c’è l’ex deputato di An (’94 - ’96) il commercialista Franco Barra e l’assessore comunale alle Attività produttive, Nicola Trupo, poco distante c’è anche l’assessore alla Manutenzione, l’ingegner Vincenzo Di Cosola, già sindaco negli anni ’80 e democristiano di lungo corso. Sembra una festa, un matrimonio, Ierone si fa portare un bouquet di rose, “sono per la Santanchè” ci rivela senza sorprenderci. Arriva un’auto della Polizia, poi una dei Carabinieri, poi un’Alfa 147. Scende una donna. E’ lei. Le va incontro il sindaco, ci avviciniamo per strapparle qualche battuta. “Sa che Policoro è la sua “capitale”? Lei qui ha cinque consiglieri comunali e tre assessori”. E lei risponde: “Fantastico, mi devo trasferire qua”. Poi ci ricorda il suo legame con la Basilicata. “Mio figlio ha un padre lucano (il suo ex compagno, Canio Mazzaro, imprenditore farmaceutico potentino, ndr) per cui come madre sento fortemente il legame con questa terra”. I suoi progetti futuri? “Di partecipare – spiega - alla costruzione del più grande partito d’Italia come dice Silvio Berlusconi, con il mio movimento con le sue specificità, in maniera da governare il Paese per i prossimi quindici anni”. Poi tocchiamo il caso “Veronica”. Ha un’amante la moglie di Berlusconi? Conferma tutto quanto detto nei giorni scorsi? “Certo. Sono dalla parte della verità. Ho fatto un’intervista molto dettagliata e puntuale”. Ed in sala torna sulla questione: “Oggi Repubblica mi ha definita “dipendente di Berlusconi”, ma non è così, altrimenti siederei su una poltrona migliore. Io sono un’imprenditrice ed ho duecento dipendenti. Berlusconi è un genio e non va mai interpretato, se lo si cerca di fare si sbaglia”.




(Da Il Quotidiano della Basilicata)

lunedì 1 giugno 2009

SCANZANO JONICO - Arriva Massimo D'Alema















































Pesce a pranzo e poi bagno di folla al Miceneo



SCANZANO JONICO – Massimo D’Alema mancava da Scanzano Jonico dal 5 dicembre 2003 all’indomani della vittoria del popolo lucano contro la realizzazione del Sito unico di stoccaggio delle scorie nucleari nella frazione di Terzo Cavone. Una vittoria contro Silvio Berlusconi, anche allora a capo del governo del Paese. Scanzano, dunque, tappa obbligata per il Massimo nazionale. Parte da lì il tour lucano di D’Alema. Qualche capello bianco in più ma grinta intatta se non raddoppiata. L’arrivo è puntuale alle 14. All’Hotel Miceneo Palace. E’ ora di pranzo. Ma sarà un pranzo veloce. Un antipasto ed un secondo, rigorosamente a base di pesce. Con lui nella saletta dedicata, ci sono il vice presidente della giunta regionale, Enzo Santochirico, seduto alla sua destra, l’ex ministro dell’Agricoltura, Paolo De Castro, sta alla sua sinistra. Di fronte a lui siedono, il senatore Filippo Bubbico, il consigliere regionale Vincenzo Folino ed i due candidati alla presidenza delle Provincie di Matera e Potenza, Franco Stella e Piero Lacorazza. C’è anche il sindaco di Scanzano Salvatore Iacobellis. A pranzo in corso arrivano anche (in ordine) il senatore Carlo Chiurazzi, la segretaria provinciale del Pd di Matera, Anna Ferrara ed il direttore generale del Dipartimento Agricoltura della Regione, Piero Quinto. D’Alema è atteso per le 15 nella sala sottostante in un hotel che man mano si sta riempiendo. Entriamo per una foto ma ci dicono che vogliono restare da soli. “Rubiamo” due scatti e ci accomodiamo fuori nella hall. Arriva intanto una calca di persone, il luogo è controllatissimo dalla Polizia di Stato del locale commissariato. D’Alema si alza da tavola, accompagnato da Folino e scende nella sala convegni. Arriva tra gli applausi. Dopo un’introduzione della segretaria cittadina del Pd, Cristina De Martino ed un saluto del sindaco Iacobellis, la parola al presidente D’Alema in una sala che continua a riempirsi di gente proveniente da tutto il comprensorio. Un collega gli fa notare che è seduto tra due donne (Ferrara e De Martino)che non sono veline. E qui ci scappa la battuta lapidaria. “L’importante è non mescolare potere, denaro e sesso”. Poi entra nelle questioni.
“Questo – esordisce - è un voto che sta acquisendo un rilievo politico straordinario. La destra ha un solo candidato si voti per qualunque competizione da 15 anni a questa parte. Mi meraviglio che non si sia candidato anche alla presidenza della Provincia di Matera. Berlusconi si è dato inizialmente l’obiettivo di superare con il Pdl il 51 per cento dei voti. Ma oggi l’obiettivo è ridimensionato: conservare se ci riesce i voti che aveva. Il Paese – continua con una lucidità pungente – ha ripreso coscienza. Berlusconi era più forte un anno fa. Il clima è cambiato. Questa campagna elettorale vede i cittadini protagonisti”. Poi citando Aldo Moro: “Lo spirito del tempo consiglia noi cristiani a testimoniare i nostri valori, piuttosto che imporli con la forza delle leggi”. Una chiara allusione a chi attualmente al governo non produce provvedimenti legislativi condivisi. Poi un’altra staffilata al premier: “Da un lato – constata - ci impongono i valori, poi negli aspetti privati…Si vorrebbe far passare l’idea che potere e denaro mettano una persona al di sopra delle leggi e dei valori”. Poi la crisi del Paese. “Berlusconi – commenta sarcastico D’Alema – dice che non dobbiamo pensarci alla crisi. Ed infatti lui non ci pensa…” Applausi. Ed ancora. “Questo è un governo del nord che toglie al Mezzogiorno. Tutti i ministri sono settentrionali, tranne Fitto (“quel giovanotto che gira qui da noi e che a Roma non conta affatto”)e la Carfagna…” Poi la richiesta di un voto per Pittella e per De Castro alle Europee. E per Stella alla Provincia. “Sono competenti e meritano sostegno, stanno con il Sud sono liberi e non rispondono al padrone”. Ed infine la questione politica. “Se tutte le opposizioni si mettono insieme sono la maggioranza, serve un progetto comune di governo, vi ricordate l’Ulivo nel ’96? Però per costruire l’alleanza di centrosinistra, forte e possibile serve un grande Pd.” Poi in macchina insieme a Lacorazza verso la “sua” Miglionico.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

Sommario