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mercoledì 8 luglio 2009

L'INTERVISTA - "Trasparenza e meno costi di produzione"


Le proposte del presidente Politi per ridare vigore al mono agricolo


SCANZANO JONICO – Duecento milioni di euro. Tanti secondo il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, sono i finanziamenti che necessiterebbero per ridare vigore mondo agricolo.

Qual è la situazione dell’agricoltura del Sud Italia alla luce della nuova riforma della Pac?

“L’agricoltura meridionale nell’ultimo anno soprattutto, aveva dato ulteriormente già i segnali di grave difficoltà. Abbiamo complessivamente escluso il 2009 dal bilancio. Nel 2008 invece abbiamo avuto una capacità di produzione normale. Questo significa che gli agricoltori hanno continuato a crederci e ad impegnarsi nel settore. Però non c’è reddito sostanzialmente”.

Il problema principale degli agricoltori è dunque la mancanza della certezza del reddito, mi par di capire.

“Si infatti noi parliamo di prezzi riconosciuti all’origine e di prezzi al consumo. Ormai è una denuncia che portiamo avanti da ottobre del 2004”.

Come uscirne?

“Innanzitutto con una politica di trasparenza verso i consumatori, indicando loro in maniera chiara qual è il prezzo all’origine e qual è il prezzo finale. Però ci rendiamo conto che questo non è sufficiente, è solo l’abc è solo trasparenza. Ci vuole una classe politica che sostanzialmente ci creda che punti soprattutto in questa fase di crisi finanziaria ad abbassare i costi di produzione, dai concimi, ai fertilizzanti, al costo del danaro, alla disponibilità di credito da parte delle banche. Perché in pratica oggi è maledettamente più difficile avere queste anticipazioni. Poi ci vuole una Pubblica amministrazione che funzioni. Mi riferisco ai bandi per ciò che riguarda il Psr, che forse possono essere gli ultimi, bisogna vedere che decisioni verranno prese a livello europeo. Quindi la verità è questa, ci sta un’insufficienza al di là degli impegni pubblici presi. Un’insufficienza per ciò che riguarda le politiche di sostegno all’agricoltura. Il crederci nel settore primario. Si promette molto facilmente. Faccio un esempio: noi abbiamo assistito alla “telenovela” in questi mesi sul Fondo di solidarietà nazionale e le assicurazioni agevolate. Vediamo quello che poi sta succedendo per ciò che riguarda le calamità. In pratica ci vuole un fabbisogno di 200milioni di euro, quello che già avevamo nel 2008. quindi nulla di nuovo. Ci sono stati impegni solenni assunti dal Presidente del Consiglio e dal ministro dell’Agricoltura e altre forze politiche del Parlamento, ma ad oggi sostanzialmente non c’è nulla, eppure stiamo parlando di 200milioni di euro rispetto ai miliardi di euro che sparano sugli altri settori”.


Il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, della Lega Nord. Dopo la vicenda delle quote latte, nei confronti del Sud lo ritenete imparziale?

“Il ministro dell’Agricoltura è un ministro parziale. Se ci fosse la misura, è pure normale che un uomo politico privilegi la sua zona di origine. La verità di Zaia è che tiene solo alla zona di origine, non gli frega nulla di altro. Dalle piccole formalità: in molti casi se lo si vuole incontrare bisogna andare nel suo paese (Godega di Sant'Urbano, provincia di Treviso, ndr) per parlargli. Questo è assurdo”.



Pierantonio Lutrelli


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

1 commenti:

Anonimo ha detto...

chiacchiere,solo chiacchiere.

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