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venerdì 9 maggio 2008

TURSI - Guida vince la prima partita


Il Tar ha confermato la sospensiva fino al 3 luglio. Altri due mesi di tempo in attesa del pronunciamento nel merito sullo scioglimento del consiglio.



TURSI – Per il momento hanno vinto loro. Il Tar di Basilicata ha deciso di ribadire la sospensiva già concessa “inaudita altera partem” dal presidente del Tribunale lo scorso 19 aprile. Così il sindaco Antonio Guida e la sua giunta resteranno in carica, quantomeno fino al prossimo 3 luglio, giorno in cui i giudici amministrativi discuteranno nel merito del ricorso. La notizia è trapelata nella tarda mattinata di ieri in maniera ufficiosa e subito ha fatto il giro della città e non solo. Ma non è finita qui pare che i resistenti, in attesa del crisma dell’ufficialità, stiano meditando di ricorrere al Consiglio di Stato per impugnare la sospensiva. Ricordiamo che nell’udienza camerale, tenutasi l’altro ieri, 7 maggio, i magistrati si sono dovuti esprimere sul fatto di confermare o meno la sospensiva in via anticipata, provvedimento con il quale il sindaco Antonio Guida, la giunta ed il consiglio comunale sono stati reintegrati. I ricorrenti, che nel frattempo sono ridiventati maggioranza poiché hanno provveduto alle surroghe consiliari, sono stati difesi dall’avvocato Donatello Genovese, oppostosi al decreto di commissariamento dell’ente emanato dal Prefetto di Matera lo scorso 17 marzo a seguito delle dimissioni di 9 consiglieri comunali su 16 (4 di maggioranza e 5 di minoranza). Ricordiamo che non vedendoci chiaro sulle modalità in cui il Prefetto Carlo Fanara aveva scritto la parola fine sull’Amministrazione di centrosinistra, sette consiglieri della maggioranza (con l'eccezione del solo Francesco Salvatore Marra, assessore alla Cultura): Natale Vallone, Francesco De Simone, Angelo Viviano, Pietro Santamaria, Tommaso Tauro (tutti anche assessori) e Filippo Palermo (presidente del Consiglio comunale), oltre allo stesso sindaco hanno fatto ricorso al Tar chiedendo una sospensiva in attesa di giudizio, perché avevano ravvisato difetti formali nel decreto prefettizio di scioglimento del consiglio comunale, nel quale venivano accolte le prime dimissioni dei 9 consiglieri (presentate il 6 marzo) dopo che il Prefetto però le aveva rigettate, ritenendole “inefficaci” con una nota ufficiale. In virtù di ciò gli stessi consiglieri tornarono nuovamente dinanzi al protocollo municipale per dimettersi nuovamente. Così, rappresentati i ricorrenti si sono opposti lo scorso 10 aprile contro il Ministero dell'Interno, nella persona del Ministro pro tempore, e il Prefetto di Matera, e nei confronti del Comune di Tursi, nella persona del Commissario prefettizio, nonché dei nove consiglieri dimissionari e resistenti al Tar: Salvatore Mario Ragazzo, Annibale Santagata, Giuseppe Modarelli, Rosa Sarubbi, Angelo Castronuovo, Antonio Caldararo, Antonio Lauria, Salvatore Caputo e Salvatore Cosma. Gli stessi che annunciano battaglia.


Pierantonio Lutrelli (da Il Quotidiano della Basilicata)

4 commenti:

Anonimo ha detto...

e ora che ne sara' della sarubbu????

Anonimo ha detto...

e di modarelli?

Anonimo ha detto...

popolari uniti manc' a curv arrvat.

Anonimo ha detto...

Il Comune di Tursi, nel panorama politico attuale, è come un malato terminale che però è l'unica cosa perfetta nel suo ruolo in quanto al suo capezzale ce n'è per tutti i gusti. E non si può che provare un sentimento di umana pietà. Sincera e commiserevole. Eutanasia? parliamone..
Mauro

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